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Catania, 14enne denunciato per messaggi su possibili stragi a scuola: scriveva in cirillico sui social

La Polizia Postale identifica il minore dopo alcuni post violenti. Sequestrati simboli nazisti e materiale militare: il caso riapre il dibattito sulla prevenzione nelle scuole

Un quattordicenne del Catanese è stato denunciato alla Procura per i minorenni dopo aver pubblicato sui social messaggi con riferimenti a stragi e atti di terrorismo. Per rendere meno riconoscibili i contenuti dai sistemi di moderazione, avrebbe utilizzato l’alfabeto cirillico. Un espediente che non ha impedito agli investigatori di identificarlo.

L’indagine è partita da una segnalazione del Servizio Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica di Roma, trasmessa alla Digos di Catania. Sull’account comparivano commenti che richiamavano episodi di violenza estrema e immagini del giovane con un casco militare e una videocamera.

Durante la perquisizione nell’abitazione gli agenti hanno sequestrato magliette con svastiche e frasi discriminatorie, appunti manoscritti, un casco e un rudimentale giubbotto antiproiettile. Nello smartphone sarebbero state individuate ricerche sulle armi e sul funzionamento delle pistole. Gli accertamenti tecnici sul materiale digitale proseguono sotto il coordinamento della Procura per i minorenni.

È fondamentale distinguere i fatti accertati dalle ipotesi investigative: la denuncia non costituisce una condanna e, al momento, non risulta dimostrata l’esistenza di un piano concreto per compiere una strage.

Il caso riporta l’attenzione su altre aggressioni che hanno coinvolto studenti giovanissimi e insegnanti nel 2026. A marzo, nel Bergamasco, una docente è stata ferita con un coltello da un alunno tredicenne. A maggio, nel Trapanese, un minore ha tentato di aggredire un insegnante. A settembre, a Roma, un tredicenne ha ferito una professoressa. In alcuni episodi i social sono stati usati per annunciare, riprendere o condividere la violenza. Le somiglianze non provano però collegamenti tra i fatti.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il cyberbullismo e l’uso problematico dei social coinvolgono una quota significativa di adolescenti. Sono fenomeni diversi dall’estremismo violento, ma richiedono educazione digitale e attenzione ai segnali di rischio.

Anche la normativa attribuisce alla scuola un ruolo di prevenzione. La legge 70/2024 ha rafforzato le misure contro bullismo e cyberbullismo, prevedendo strumenti come il codice interno di istituto e il tavolo permanente di monitoraggio. Di fronte a minacce credibili, tuttavia, non basta una risposta disciplinare: occorre coinvolgere le autorità competenti.

La priorità non è sorvegliare indiscriminatamente gli studenti, ma costruire una rete tra scuola, famiglie e servizi territoriali. Ascolto, formazione dei docenti e attenzione ai segnali concreti di pericolo possono aiutare a intervenire prima che la violenza esca dallo schermo.

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