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Sedi d’esame fino a 200 km dalla provincia del personale ATA. UIL Scuola denuncia: “Scelta illogica e punitiva” e scrive al Ministero per chiedere criteri uniformi e assegnazioni più eque.
Si fa sempre più forte la protesta del personale ATA convocato per la prova finale delle posizioni economiche. In molte regioni, gli Uffici Scolastici Regionali hanno assegnato sedi d’esame collocate anche a duecento chilometri dalla provincia di titolarità, costringendo assistenti amministrativi e collaboratori scolastici a viaggi lunghi, dispendiosi e difficili da conciliare con il servizio scolastico.
La UIL Scuola parla di “scelta illogica e punitiva” e chiede immediati interventi correttivi.
Convocazioni a 200 km: cosa sta accadendo
Le segnalazioni raccolte dal sindacato confermano un problema diffuso: le sedi individuate dagli USR non rispettano il criterio della viciniorità, un principio di buon andamento amministrativo richiamato sia dal D.Lgs. 165/2001 sia dalla Legge 241/1990.
Le conseguenze sono pesanti:
- ore di viaggio per raggiungere la sede d’esame;
- spese aggiuntive tra carburante, treni e, in alcuni casi, pernottamenti;
- assenze dal servizio difficili da gestire nelle scuole;
- un clima di sfiducia verso una procedura che dovrebbe valorizzare, non ostacolare.
La testimonianza: “Per noi è un sacrificio enorme”
A raccontare il disagio è uno dei tanti lavoratori coinvolti.
“Lavoro in un istituto comprensivo della mia provincia – spiega Marco, collaboratore scolastico – e sono stato assegnato a una sede a 180 chilometri. Significa partire alle quattro del mattino e sperare di non incontrare imprevisti. Mi pago tutto di tasca mia. È una selezione, ma sembra una punizione”.
Storie simili arrivano da Piemonte, Lazio, Calabria, Campania e altre regioni, confermando una gestione non uniforme e, in molti casi, priva di un disegno organizzativo chiaro.
“Decisioni che violano efficienza e buon senso”
Secondo la UIL Scuola, l’impostazione degli USR contrasta con i principi di efficienza, economicità e trasparenza previsti dall’art. 1 della Legge 241/1990.
Il sindacato sottolinea che:
- le sedi provinciali disponibili erano numerose;
- la scelta distante è priva di giustificazione organizzativa;
- la procedura rischia di perdere rappresentatività, scoraggiando chi non può sostenere tempi e costi aggiuntivi.
Le richieste agli Uffici Scolastici Regionali
UIL Scuola ha già annunciato la richiesta formale agli USR di:
- rendere pubblici i criteri utilizzati per abbinare candidato e sede;
- spiegare le ragioni del mancato utilizzo di sedi più vicine;
- introdurre misure correttive immediate, per tutelare la dignità e i diritti del personale ATA.
L’intervento al Ministero: la lettera al Capo di Gabinetto
Alla luce della gravità delle segnalazioni, la Segreteria nazionale della UIL Scuola RUA ha fatto un passo ulteriore: una lettera ufficiale inviata al Ministero dell’Istruzione e del Merito, indirizzata al Capo di Gabinetto Giuseppe Recinto e alla Direttrice Generale del Personale, Maria Assunta Palermo.

Nella comunicazione, datata 26 novembre 2025, il sindacato denuncia che in molti territori l’assegnazione delle sedi sarebbe avvenuta secondo un criterio meramente alfabetico, generando situazioni paradossali: personale di servizio convocato a oltre 200 km dalla propria provincia.
La UIL Scuola evidenzia che tale scelta:
- penalizza il personale ATA, già gravato da carichi di lavoro elevati;
- rischia di scoraggiare la partecipazione alla prova;
- produce disparità territoriali tra regione e regione;
- non rispetta i principi fondamentali di efficienza e ottimizzazione dei processi amministrativi.
Per questi motivi, il sindacato chiede al Ministero un intervento urgente volto a uniformare i criteri degli USR, adottando un modello che tenga conto, come priorità assoluta, della provincia di servizio del personale coinvolto.
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