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Graduatorie ATA 24 mesi 2025: criteri di valutazione del servizio difformi tra Ambiti Territoriali. La UIL Scuola scrive al Ministero.
Il problema: stessa condizione, punteggi diversi
Le graduatorie permanenti ATA 24 mesi, uno degli strumenti principali per l’immissione in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, sono attualmente in fase di definizione. Ma qualcosa non torna. A sollevare la questione è la UIL Scuola, con una lettera ufficiale indirizzata al Ministero dell’Istruzione e del Merito e firmata dal Segretario nazionale Paolo Pizzo.
Il nodo della questione è tanto semplice quanto delicato: non tutti gli Ambiti Territoriali stanno applicando gli stessi criteri per il calcolo del punteggio di servizio degli aspiranti. In particolare, le segnalazioni raccolte dal sindacato evidenziano una difformità significativa nella scelta della data di riferimento per la valutazione del servizio prestato.
Data di scadenza del bando o data di presentazione della domanda?
Il punto critico riguarda il termine temporale entro cui viene computato il servizio ai fini dell’attribuzione del punteggio. Alcuni Uffici territoriali considerano il servizio maturato fino alla data di scadenza del bando, altri invece lo calcolano fino alla data di presentazione della domanda da parte del singolo candidato.
La differenza può sembrare marginale, ma non lo è affatto: chi ha presentato domanda nei primi giorni utili potrebbe vedersi riconosciuto un punteggio inferiore rispetto a chi, nelle stesse identiche condizioni lavorative, si trova in una provincia dove il servizio viene conteggiato fino alla scadenza del bando. Una disparità che, di fatto, altera la posizione in graduatoria e può incidere concretamente sulle possibilità di assunzione a tempo indeterminato.
La richiesta della UIL Scuola: uniformità e interventi correttivi
La posizione del sindacato è chiara: il servizio va valutato fino alla data di scadenza del bando, criterio che garantirebbe parità di trattamento tra tutti i candidati, indipendentemente dalla provincia in cui hanno presentato domanda.
Per questo motivo, la UIL Scuola chiede al Ministero tre azioni concrete:
- Una nota ministeriale immediata che stabilisca in modo inequivocabile il criterio da adottare per il calcolo del punteggio di servizio, garantendo uniformità su tutto il territorio nazionale.
- Una verifica puntuale delle procedureadottate dai singoli Ambiti Territoriali nella fase di valutazione delle domande.
- Eventuali interventi correttivi laddove si riscontrino difformità rispetto al criterio corretto, con ricalcolo dei punteggi e riposizionamento in graduatoria degli aspiranti penalizzati.
Perché è importante intervenire subito
Le graduatorie permanenti ATA 24 mesi rappresentano un canale fondamentale per la stabilizzazione del personale scolastico non docente. Ogni anno, migliaia di lavoratori attendono lo scorrimento di queste liste per ottenere finalmente un contratto a tempo indeterminato, spesso dopo anni di precariato.
Una valutazione disomogenea del servizio non è soltanto un problema tecnico-amministrativo: è una questione di equità e di diritto, che rischia di minare la fiducia degli aspiranti nella trasparenza delle procedure concorsuali. In un sistema che dovrebbe garantire pari opportunità, non è accettabile che il punteggio di un candidato dipenda dalla provincia in cui si trova l’Ufficio che esamina la domanda.
La palla ora passa al Ministero, che dovrà decidere se e come intervenire. La tempestività della risposta sarà determinante: le graduatorie sono in fase di lavorazione e ogni giorno che passa senza indicazioni chiare rischia di consolidare situazioni di disparità difficili da sanare a posteriori.
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