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Bonus Mamme 2026 fino a 720€: Guida pratica per sapere se hai diritto e come fare domanda

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Dalla circolare INPS n. 106/2026 tutte le regole su requisiti, importi e scadenze. Una guida passo passo per docenti, personale ATA e lavoratrici madri su come richiedere il beneficio


Cos’è il Nuovo Bonus Mamme e chi lo eroga

Il Nuovo Bonus Mamme è una misura di sostegno al reddito disciplinata dalla circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026, pensata per le lavoratrici madri, comprese quelle impiegate nel comparto scuola. Si tratta di un contributo economico erogato direttamente dall’INPS, che si inserisce in continuità con le politiche di welfare familiare già avviate negli anni precedenti, ma con importi rivisti e modalità di pagamento aggiornate.

Verifica se hai i requisiti familiari

Il primo passaggio per capire se hai diritto al bonus riguarda la composizione del tuo nucleo familiare. Le regole INPS individuano due situazioni distinte:

  • se hai due figli, puoi accedere al beneficio solo se il figlio più piccolo non ha ancora compiuto dieci anni;
  • se hai tre o più figli, il limite di età del figlio minore si estende fino ai diciotto anni.

Attenzione: il requisito non deve esistere già dal primo gennaio dell’anno. Se nel corso del 2026 nasce un secondo figlio (o un figlio ulteriore), il diritto al bonus scatta dal mese della nascita e prosegue per i mesi successivi, anche in presenza di eventi imprevisti che non modificano il beneficio già maturato.

Controlla la tua condizione lavorativa

Il secondo requisito riguarda la tipologia di impiego. Il bonus è riconosciuto a una platea molto ampia:

Lavoro dipendente
Rientrano le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, comprese le docenti e il personale ATA con contratto a tempo determinato (ad esempio le supplenti annuali o fino al termine delle attività didattiche), le lavoratrici con contratti intermittenti e quelle in somministrazione. Sono escluse solo colf e badanti del settore domestico.

Lavoro autonomo
Hanno diritto al bonus anche le professioniste iscritte alle casse di previdenza di categoria, le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS (ad esempio per collaborazioni occasionali o incarichi di formazione) e le autonome iscritte alle gestioni obbligatorie INPS.

Attenzione al coordinamento con la decontribuzione IVS

Se sei madre di tre o più figli e hai un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, esiste una regola specifica da conoscere prima di fare domanda. In questo caso il Nuovo Bonus Mamme non è cumulabile con l’esonero totale dei contributi previdenziali IVS, beneficio di cui già godi fino al termine del 2026. Significa che nei mesi in cui il tuo contratto a tempo indeterminato è attivo, non percepirai il bonus mensile, ma continuerai a usufruire della decontribuzione già prevista.

Se invece nel corso dell’anno passi da un contratto a tempo determinato a uno indeterminato (situazione frequente per chi ottiene l’immissione in ruolo durante l’anno scolastico), il bonus smetterà di maturare dal mese del cambio contrattuale, lasciando spazio alla decontribuzione totale.

Verifica il limite di reddito

Prima di presentare domanda, controlla di non superare la soglia reddituale fissata dall’INPS: la somma dei redditi da lavoro rilevanti ai fini fiscali per il 2026 non deve superare i 40.000 euro annui. Nel calcolo rientrano anche eventuali redditi esenti o soggetti a tassazione agevolata, valutati al lordo di franchigie ma al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti in busta paga. Chi ha più rapporti di lavoro o incarichi aggiuntivi dovrà sommare tutte le voci di reddito rilevanti.

Quanto puoi ricevere e quando

Se rientri in tutti i requisiti, il contributo riconosciuto è di 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, in cui risulti attivo il rapporto di lavoro o l’attività autonoma. Su base annua l’importo massimo raggiungibile è di 720 euro, corrispondenti a dodici mensilità.

A differenza di altre prestazioni mensili, l’INPS non eroga il bonus mese per mese: l’intera somma maturata nel corso del 2026 verrà pagata in un’unica soluzione a dicembre, insieme alla mensilità di fine anno. È importante tenerne conto nella gestione del bilancio familiare, perché non si tratta di un’integrazione mensile allo stipendio ma di un accredito unico a fine anno.

Il trattamento fiscale del bonus

Una buona notizia riguarda il trattamento economico della somma percepita. Il bonus è infatti:

  • completamente esentasse;
  • non soggetto a trattenute contributive;
  • irrilevante ai fini ISEE, quindi non modifica la situazione patrimoniale del nucleo familiare e non pregiudica l’accesso ad altre prestazioni sociali legate al reddito familiare.

Come e dove presentare la domanda

Per ottenere il bonus è necessario presentare una domanda telematica all’INPS. Le modalità disponibili sono:

  • accesso diretto online tramite SPID, CIEo CNS;
  • supporto di un Patronato;
  • assistenza tramite il Contact Center INPS.

L’Istituto formalizzerà l’apertura delle procedure di invio con successivi messaggi, quindi è consigliabile monitorare le comunicazioni ufficiali INPS per non perdere la finestra utile alla presentazione della domanda.

La copertura finanziaria della misura

La misura è sostenuta da uno stanziamento statale complessivo di 630 milioni di euro, destinato a coprire le richieste di tutte le lavoratrici che rientrano nei requisiti su tutto il territorio nazionale, comparto scuola compreso.


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