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Legge 104 e congedi: dal dicembre 2026 cambiano le regole sui controlli INPS, più tracciabilità per docenti, ATA e dipendenti pubblici

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L’INPS introduce novità per permessi e congedi legati alla Legge 104/1992: maggiore tracciabilità per permessi Legge 104, congedi parentali e straordinari: cosa cambia per scuola e dipendenti pubblici dal dicembre 2026


Cosa prevede INPS

Con il messaggio n. 3267 del 14 ottobre 2026, l’INPS ha definito nuove modalità operative per la comunicazione dei permessi e dei congedi utilizzati dai dipendenti pubblici, con un impatto diretto anche sul mondo della scuola. A partire dal mese di dicembre 2026, le amministrazioni pubbliche – comprese le istituzioni scolastiche statali – saranno chiamate a trasmettere dati più dettagliati e puntuali relativi alle assenze dei propri dipendenti, al fine di garantire verifiche più precise sulla corretta fruizione dei benefici previsti dalla normativa vigente.

Si tratta di un intervento che si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione e razionalizzazione dei flussi informativi tra pubbliche amministrazioni ed INPS, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la tracciabilità delle assenze senza, tuttavia, modificare la sostanza dei diritti riconosciuti ai lavoratori.

Quali assenze sono interessate dalle nuove regole

Le nuove disposizioni riguardano un ventaglio piuttosto ampio di istituti, tutti legati alla sfera della genitorialità e dell’assistenza a familiari con disabilità. Nello specifico, sono coinvolti:

  • i permessi retribuiti previsti dalla Legge 104/1992;
  • il congedo straordinario per l’assistenza a familiari con disabilità grave;
  • i congedi parentali, inclusi quelli fruiti a ore;
  • i congedi e le assenze legati alla genitorialità, comprese alcune assenze per malattia dei figli.

Si tratta quindi di istituti particolarmente diffusi tra il personale della scuola, sia docente che ATA, data l’elevata incidenza di richieste legate all’assistenza familiare e alla gestione dei figli minori.

Cosa dovranno comunicare le amministrazioni all’INPS

Il cuore della novità riguarda gli obblighi informativi a carico delle amministrazioni. Le segreterie scolastiche e gli uffici competenti dovranno infatti garantire, attraverso i flussi contributivi INPS, una comunicazione molto più dettagliata rispetto al passato. In particolare, dovranno essere trasmessi:

  • la tipologia di permesso o congedo richiesto;
  • le date e la durata esatta delle assenze;
  • il numero di giorni oppure di oreeffettivamente utilizzati;
  • il codice fiscale del soggetto interessato, quando previsto;
  • la percentuale di retribuzione applicata nel caso dei congedi parentali.

Questo livello di dettaglio consentirà all’INPS di disporre di un quadro molto più completo e puntuale sulle modalità di fruizione dei benefici, superando le attuali lacune informative nei flussi contributivi.

Cosa cambia per docenti e personale ATA

Le nuove disposizioni coinvolgono a pieno titolo anche le scuole statali. Le segreterie scolastiche dovranno quindi adeguare le proprie procedure interne per garantire la corretta e tempestiva trasmissione dei dati richiesti dall’INPS. Un adempimento che richiederà, presumibilmente, un aggiornamento delle piattaforme gestionali in uso e una maggiore attenzione da parte degli uffici del personale nella registrazione delle assenze di docenti e ATA.

È importante sottolineare che l’onere di comunicazione ricade sulle amministrazioni, non sui singoli lavoratori, i quali continueranno a presentare le richieste di permesso o congedo secondo le modalità già in uso.

I diritti dei lavoratori restano invariati

Un punto che merita particolare attenzione, soprattutto per evitare allarmismi tra il personale scolastico, riguarda la sostanza dei diritti. Le nuove regole di comunicazione non modificano in alcun modo i giorni di permesso previsti dalla Legge 104, né le condizioni di accesso ai congedi parentali o straordinari. Si tratta, in altre parole, di un intervento di natura esclusivamente amministrativa e informativa, che non tocca l’impianto sostanziale delle tutele già garantite dalla normativa vigente.

Sono previsti nuovi controlli su docenti e ATA?

Un aspetto che sta sollevando interrogativi tra i lavoratori riguarda l’eventuale introduzione di nuovi controlli. Secondo quanto specificato nel messaggio INPS, la maggiore mole di informazioni trasmesse permetterà effettivamente all’Istituto di individuare con maggiore facilità eventuali anomalie nella fruizione dei benefici.

Tuttavia, è bene chiarire che la nuova procedura non introduce automaticamente:

  • controlli domiciliari aggiuntivi;
  • visite fiscali supplementari;
  • nuove sanzioni rispetto a quelle già previste dalla normativa vigente.

Si tratta quindi di un rafforzamento degli strumenti di verifica documentale, che si basa sull’incrocio dei dati trasmessi dalle amministrazioni, senza l’introduzione di nuove forme di controllo ispettivo nei confronti dei lavoratori.

Da quando si applicano le nuove regole

Le nuove modalità di comunicazione decorrono dalla denuncia contributiva relativa a dicembre 2026. Questo significa che le amministrazioni scolastiche avranno un periodo di adeguamento prima dell’entrata in vigore operativa delle nuove regole, utile per aggiornare le procedure interne e i sistemi informativi collegati ai flussi INPS.

Va ribadito che la novità riguarda principalmente gli obblighi di comunicazione delle amministrazioni, e non le modalità con cui docenti e personale ATA richiedono concretamente i benefici previsti dalla Legge 104 e dalla normativa sui congedi.


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