Quasi uno studente su cinque finisce l’anno con insufficienze. Tra corsi estivi, verifiche finali e nuove norme sulla condotta, ecco tutto quello che c’è da sapere per non compromettere la promozione
Finita la scuola, per molti studenti non è ancora tempo di vacanza piena. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, quasi un alunno su cinque ha concluso l’anno con una o più insufficienze da recuperare. Dove non scatta la bocciatura, interviene il cosiddetto “debito formativo”, che obbliga a rimettersi sui libri in estate per superare le prove di verifica.
Il sistema è regolato dall’Ordinanza Ministeriale 5 novembre 2007, n. 92 e dal D.P.R. 122/2009. In sede di scrutinio finale, se emergono valutazioni insufficienti in una o più discipline, il consiglio di classe – sulla base di criteri definiti a inizio anno – valuta se l’alunno possa colmare le lacune entro la fine dell’anno scolastico tramite studio autonomo o corsi di recupero organizzati dalla scuola. In questi casi, il giudizio finale viene sospeso e vengono predisposte specifiche attività di sostegno.
Le verifiche finali
Terminate le attività di recupero, si svolgono le verifiche con prove scritte, orali o pratiche, decise dai docenti della materia e dal consiglio di classe. Salvo eccezioni documentate, le prove e la successiva valutazione integrativa devono concludersi entro il 31 agosto; in casi particolari è ammessa una proroga fino all’inizio delle lezioni o, per l’anno 2025, fino all’8 settembre. L’obiettivo è fornire una valutazione definitiva prima dell’avvio del nuovo anno.
Chi valuta e come
La verifica degli esiti e l’integrazione dello scrutinio finale spettano allo stesso consiglio di classe che ha deliberato a giugno. Se uno o più docenti non possono partecipare – ad esempio per trasferimento, pensionamento o motivi personali – la scuola nomina un sostituto della stessa disciplina, incaricato sia della somministrazione delle prove che della partecipazione allo scrutinio. In prima istanza, però, la composizione originaria deve essere garantita.
Per i docenti a tempo determinato fino al termine delle lezioni o dell’anno scolastico, è possibile conferire un apposito incarico limitato al periodo degli scrutini suppletivi. La nota ministeriale n. 10327/2008 precisa che, in caso di supplenti, il contratto deve coprire i giorni di partecipazione agli scrutini, con lo stesso orario settimanale dell’ultimo incarico o di quello del docente sostituito. Il servizio prestato è a tutti gli effetti servizio effettivo.
Corsi di recupero e studio estivo
Molti istituti organizzano corsi interni, generalmente di 15 ore, già a partire da luglio. Altri lasciano libertà di studio individuale, eventualmente affiancato da lezioni private o supporto esterno. Le date delle prove vengono comunicate con apposite circolari e pubblicate sul sito della scuola.
Per affrontare al meglio il recupero, agosto diventa un mese cruciale: pianificare lo studio, fissare obiettivi settimanali e adottare un metodo adatto (mappe concettuali, sintesi, esercizi mirati) può fare la differenza. I docenti forniscono spesso schede di lavoro e indicazioni di esercizi su cui esercitarsi. L’intelligenza artificiale può essere un supporto utile, ma le informazioni vanno sempre verificate.
Le scadenze 2025
Il Ministero indica come termine ultimo per gli esami di riparazione l’8 settembre 2025. In molte scuole, il calendario indicativo sarà:
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Fine giugno/luglio: corsi di recupero;
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Fine agosto (25–27 agosto): esami di riparazione;
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28–30 agosto: scrutini conclusivi;
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Entro 31 agosto (o 8 settembre): pubblicazione esiti.
Gli studenti con giudizio sospeso, al termine delle prove, vengono nuovamente scrutinati dal consiglio di classe per l’ammissione o meno alla classe successiva.
Novità sulla condotta
Dal prossimo anno scolastico, con la riforma del voto di condotta, le regole diventano più rigide: chi ottiene 5 in condotta è automaticamente bocciato, indipendentemente dai voti nelle altre materie; con un 6, invece, è obbligatorio presentare un elaborato di educazione civica, che verrà valutato.
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