Il rientro a scuola dopo le vacanze invernali riporta al centro il problema delle aule fredde e degli impianti di riscaldamento spesso inefficienti.
La normativa non fissa limiti rigidi di temperatura per le scuole, ma individua il benessere microclimatico come requisito essenziale per la tutela della salute di studenti e lavoratori. Esistono però riferimenti tecnici e valori di comfort utili per orientare le decisioni delle istituzioni scolastiche e degli enti locali.
Il rientro a scuola e il problema delle aule fredde
Dopo la pausa natalizia, molte scuole italiane affrontano nuovamente criticità legate alle basse temperature interne. Impianti datati, difficoltà di gestione e una programmazione termica spesso insufficiente rendono complesso garantire ambienti adeguati allo svolgimento delle attività didattiche. Il freddo in classe incide sul benessere quotidiano di studenti, docenti e personale ATA, con possibili ripercussioni sulla salute e sulla qualità del lavoro scolastico.
Microclima e sicurezza: cosa dice il D.Lgs. 81/2008
Il riferimento normativo principale è il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che disciplina la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’Allegato IV stabilisce che la temperatura dei locali deve essere “adeguata all’organismo umano”, tenendo conto delle caratteristiche dell’attività svolta, dello sforzo fisico richiesto, dell’umidità e del movimento dell’aria.
La norma, tuttavia, non individua valori numerici minimi o massimi specifici per gli edifici scolastici. La valutazione delle condizioni microclimatiche è demandata al Documento di Valutazione dei Rischi, che deve tener conto delle peculiarità dell’ambiente scuola e delle persone che lo frequentano.
Valori di comfort termico e riferimenti tecnici
In assenza di soglie vincolanti, il sistema scolastico fa riferimento a criteri tecnici consolidati per definire condizioni di comfort accettabili. Le norme UNI EN ISO 7726 e 7730 forniscono i parametri per la valutazione del benessere termico in ambienti moderati, considerando temperatura, umidità, ventilazione e attività svolta.
Per le attività scolastiche invernali, una temperatura compresa orientativamente tra i 19 e i 22 gradi, con umidità relativa intorno al 40-50%, è considerata idonea a garantire condizioni di comfort per la maggior parte degli utenti. Si tratta di indicazioni tecniche utili per orientare la gestione degli impianti e valutare eventuali situazioni critiche.
Gestione degli impianti e ruolo degli enti proprietari
Un ulteriore riferimento tecnico è rappresentato dal D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74, che disciplina l’esercizio e il controllo degli impianti termici. Pur riferendosi principalmente agli edifici residenziali, il decreto indica per il periodo invernale una temperatura media non superiore a 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi, parametro spesso utilizzato anche in ambito scolastico come riferimento gestionale.
La responsabilità della manutenzione e dell’efficienza degli impianti di riscaldamento ricade sugli enti locali proprietari degli edifici scolastici, mentre ai dirigenti scolastici spetta il compito di segnalare le criticità e adottare, nei limiti delle competenze, misure organizzative a tutela della comunità scolastica.
Tutela della salute di studenti e lavoratori
Il tema del freddo in classe non riguarda solo il comfort, ma rientra pienamente nella tutela della salute di chi vive quotidianamente la scuola. Condizioni microclimatiche non adeguate possono incidere sul rendimento scolastico, aumentare il rischio di malesseri e compromettere il benessere psicofisico di lavoratori e alunni.
Anche in assenza di obblighi di chiusura automatica delle scuole per basse temperature, la normativa impone una valutazione attenta delle condizioni ambientali e l’adozione di misure correttive quando il microclima risulti non adeguato. Il rientro in classe dopo le vacanze invernali riaccende una criticità strutturale che accompagna da anni il sistema scolastico italiano. Le norme non fissano limiti rigidi, ma indicano con chiarezza il principio della tutela del benessere e della salute. In questo quadro, la collaborazione tra scuole ed enti locali e una gestione consapevole degli impianti restano elementi fondamentali per garantire ambienti di apprendimento sicuri e dignitosi.
