La manovra di bilancio 2026 preannuncia un inasprimento delle regole pensionistiche:
In un contesto di riforme pensionistiche più restrittive, esiste uno strumento poco conosciuto che consente di aumentare l’assegno mensile escludendo dal calcolo gli anni con redditi più bassi. È la neutralizzazione dei contributi, riconosciuta dalla giurisprudenza e applicabile in casi specifici. l’ aumento dell’età pensionabile di tre mesi ogni biennio dal 2028 e superamento di misure come Quota 103 e Opzione Donna. In questo scenario, per molti lavoratori diventa centrale conoscere i meccanismi che permettono di tutelare l’importo della pensione già maturata o futura. Tra questi rientra la neutralizzazione dei contributi, uno strumento riconosciuto dall’INPS sulla base di precise sentenze della magistratura.
Cos’è la neutralizzazione dei contributi
La neutralizzazione consente di ricalcolare la pensione escludendo dal computo alcuni periodi contributivi che abbassano la media retributiva finale. Il meccanismo opera esclusivamente sulle pensioni con quota calcolata con il sistema retributivo, dove l’assegno dipende dalla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro. È stata introdotta dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 82 del 2017 e successivamente ampliata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 30803 del 2024.
Quando e a chi si applica
Possono beneficiare della neutralizzazione i pensionati che presentano almeno una quota retributiva, coloro che sono usciti con pensione anticipata e che raggiungono successivamente i 67 anni, e i lavoratori che negli ultimi cinque anni di carriera hanno subito una riduzione significativa del reddito. La Cassazione ha chiarito che anche chi è già in pensione anticipata può chiedere il ricalcolo al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. I contributi neutralizzabili sono quelli versati dopo il perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia, pari ad almeno 20 anni di contribuzione.
Procedura, limiti e riferimenti normativi
La domanda va presentata all’INPS come richiesta di ricostituzione della pensione, allegando documentazione che dimostri i periodi a reddito ridotto o figurativi. La riliquidazione produce effetti economici dalla decorrenza della pensione, con arretrati nei limiti della prescrizione. La Corte Costituzionale ha precisato che la neutralizzazione riguarda solo periodi non necessari al diritto e fino a un massimo di 260 settimane. Restano esclusi i trattamenti interamente contributivi e i contributi da riscatto della laurea, considerati una scelta volontaria di carriera. Per il personale della scuola e per i lavoratori prossimi alla pensione, si tratta di uno strumento da valutare con attenzione, soprattutto in una fase di progressivo irrigidimento del sistema previdenziale.
