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Posizioni economiche ATA 2024 2025: attribuzioni, arretrati, graduatorie e trasferimenti – Tutte le novità
Dopo mesi di attesa, la macchina delle posizioni economiche per il personale ATA si mette finalmente in moto. L’informativa svoltasi mercoledì 6 agosto al Ministero dell’Istruzione e del Merito ha segnato un passaggio decisivo: le organizzazioni sindacali hanno ricevuto le istruzioni operative per l’attribuzione delle nuove posizioni previste dal decreto ministeriale n. 140/2024, con l’annuncio di arretrati economici che saranno riconosciuti a decorrere dal 1° settembre 2024.
Quasi 100mila posizioni economiche complessive
I numeri parlano chiaro. Il Ministero ha confermato l’attivazione di 46.297 nuove posizioni economiche, come indicato nell’Allegato B del DM 140/2024. Un pacchetto corposo che si somma alle 51.941 posizioni già istituite con la sequenza contrattuale 2008/2009, portando il totale a sfiorare le centomila unità. Nelle graduatorie della precedente procedura risultano ancora presenti 454 aspiranti in attesa di assegnazione.
Si tratta di un ampliamento significativo della platea dei beneficiari, che interessa trasversalmente i diversi profili professionali dell’area ATA e rappresenta una forma di valorizzazione stabile della professionalità, e non un semplice compenso legato a incarichi aggiuntivi occasionali.
Decorrenza dal 1° settembre 2024: arretrati in arrivo
Il punto forse più atteso riguarda la decorrenza giuridica ed economica, fissata al 1° settembre 2024. Una conquista rivendicata in particolare dalla UIL Scuola, che ne aveva fatto esplicita richiesta nelle fasi di confronto con l’Amministrazione. La scelta è coerente con il parere espresso dall’ARAN il 19 giugno 2026 e si applica anche nei casi in cui gli adempimenti amministrativi e la formazione obbligatoria siano stati completati negli anni scolastici successivi.
La conseguenza pratica è immediata: il personale interessato avrà diritto a percepire gli arretrati economici relativi ai mesi trascorsi dal settembre 2024 in poi. Una boccata d’ossigeno attesa da tempo, che riguarderà anche chi nel frattempo è cessato dal servizio.
Priorità alle graduatorie 2008/2009
Le prime assegnazioni riguarderanno il personale già inserito nelle graduatorie formate nel 2008 e nel 2009. Per questi lavoratori non sarà necessario presentare una nuova domanda: gli uffici scolastici territoriali procederanno d’ufficio, verificando la posizione in graduatoria, il superamento della formazione prevista e il mantenimento dei requisiti richiesti.
È un principio di continuità amministrativa importante, che punta a snellire la procedura ed evitare duplicazioni burocratiche a carico del personale.
Trasferimenti: la posizione economica segue il lavoratore
Le istruzioni operative chiariscono un aspetto che aveva generato incertezza tra i lavoratori: in caso di mobilità o trasferimento, la posizione economica non si perde. Chi ha cambiato provincia nell’anno scolastico 2025/2026 conserva il beneficio acquisito, che resta a carico della provincia nella quale ha partecipato alla procedura originaria.
Tuttavia, se il contingente disponibile nella provincia di destinazione non consente l’immediata assegnazione, il lavoratore potrà chiedere di essere inserito in coda nella graduatoria del nuovo territorio. Una soluzione di compromesso che, pur non garantendo l’immediatezza, preserva il diritto maturato.
Compensazioni regionali per non sprecare risorse
Per evitare che posti restino inutilizzati in alcune aree mentre in altre le graduatorie sono ancora piene, il Ministero ha previsto un meccanismo di compensazione su base regionale. I posti non assegnati in una determinata provincia o profilo professionale potranno essere redistribuiti verso graduatorie con aspiranti ancora in attesa, anche appartenenti ad aree contrattuali differenti.
L’unico vincolo è quello della neutralità finanziaria: gli spostamenti dovranno avvenire senza produrre nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Un criterio che, se da un lato garantisce sostenibilità, dall’altro potrebbe limitare la flessibilità del sistema.
Pensionati tutelati: il diritto resta
Una disposizione specifica tutela il personale cessato dal servizio a partire dal 1° settembre 2025. Anche chi è già andato in pensione – o cesserà il 1° settembre 2026 – conserverà il diritto alla posizione economica per l’anno scolastico 2024/2025, con decorrenza retroattiva al 1° settembre 2024, a condizione di possedere i requisiti previsti dalla procedura.
Si tratta di una garanzia importante, che evita che il pensionamento faccia venire meno un diritto maturato durante il servizio attivo.
I nodi ancora aperti: incarichi specifici e surroghe
Non tutto, però, è stato definito. La UIL Scuola ha sollevato una questione che considera prioritaria: la sorte delle somme già percepite negli anni precedenti a titolo di incarichi specifici dal personale che ora si vedrà attribuire la posizione economica. Il sindacato ha chiesto una nota ministeriale che escluda espressamente la possibilità di richiedere la restituzione di quelle somme.
Su questo fronte, la Direzione generale del personale ha precisato che la competenza appartiene a un’altra Direzione generale, rinviando la questione a un apposito chiarimento. Un rinvio che lascia il tema in sospeso e sul quale i sindacati hanno annunciato di voler mantenere alta la pressione.
Altro punto da chiarire riguarda le surroghe: la UIL Scuola ha chiesto che gli Ambiti territoriali, nel procedere allo scorrimento delle graduatorie, tengano conto anche dei posti liberatisi per effetto dei pensionamenti con decorrenza 1° settembre 2025, coerentemente con la retrodatazione della decorrenza giuridica al 2024.
Infine, è stata avanzata la richiesta di una ricognizione nazionale attraverso il sistema informativo del Ministero, per verificare l’effettivo utilizzo dell’intero contingente previsto dalla sequenza contrattuale 2008/2009 e trasmettere alle organizzazioni sindacali un quadro completo dei dati.
Le assegnazioni a settembre
L’iter, in ogni caso, è ufficialmente avviato. Le assegnazioni saranno effettuate nel corso del mese di settembre, nei tempi tecnici necessari per completare le verifiche e le procedure amministrative. La bozza di circolare esaminata durante la riunione punta a garantire un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando le disparità interpretative che in passato hanno generato contenzioso e incertezza tra il personale.
Per quasi centomila lavoratori ATA, si apre ora una fase concreta di riconoscimento professionale ed economico. Resta da vedere se le risposte ai nodi ancora irrisolti arriveranno con la stessa tempestività.
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