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Scuole occupate e tensioni a Torino verso il “No Meloni Day”: incursioni, un arresto e perquisizioni preventive

Danni in tre istituti torinesi, scontri davanti a una scuola, misure a Padova e occupazioni in tutta Italia: le reazioni della politica e le richieste degli studenti

Decine di scuole occupate da Nord a Sud, tensioni con le forze dell’ordine, perquisizioni preventive e un clima politico acceso alla vigilia del “No Meloni Day”. Torino è la città in cui, secondo le cronache, si sono registrati gli episodi più gravi, ma occupazioni sono segnalate anche a Roma, Genova, Milano, Napoli e Bologna.

Le incursioni a Torino

Un gruppo di circa quaranta giovani, con il volto coperto da maschere di Carnevale e passamontagna, è entrato in tre istituti: il superiore Sella, la primaria Ricardi di Netro e il Bosso-Monti. Secondo quanto riferito, nella scuola primaria il gruppo avrebbe raggiunto la palestra dopo aver forzato una porta e avrebbe danneggiato arredi e attrezzi con spranghe. Circa mezz’ora dopo, al Bosso-Monti sarebbero state infrante le finestre con estintori e spranghe. All’arrivo dei carabinieri alcuni componenti del gruppo avrebbero lanciato pietre: un militare è stato colpito e dimesso dall’ospedale con una prognosi di dieci giorni per un ematoma a una gamba.

Un arresto e 27 identificati

Un ragazzo di 17 anni, non appartenente agli istituti interessati, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. È a disposizione della Procura per i minorenni. In tutto 27 giovani sono stati identificati da polizia e carabinieri. Sette, alcuni a volto coperto, avrebbero cercato di entrare con la forza in una scuola del centro. Un altro tentativo, da parte di circa cento ragazzi estranei all’istituto, è stato impedito dalle forze dell’ordine in una scuola della zona nordovest. La polizia ha inoltre identificato alcuni studenti tra i 16 e i 20 anni ritenuti promotori delle agitazioni al Peano, dove sarebbero stati danneggiati arredi e computer. Si tratta di ipotesi investigative: nessuna responsabilità è stata accertata.

Tensioni davanti all’alberghiero

Davanti ai cancelli dell’istituto Colombatto si sono fronteggiati studenti favorevoli e contrari all’occupazione, tra insulti, spintoni, petardi e scambi di colpi. Tra i contrari, riferiscono le agenzie, c’erano anche esponenti di un’organizzazione giovanile di destra. Gli episodi hanno acceso la polemica politica.

Perquisizioni preventive a Padova

A Padova la Digos si è presentata a casa di 14 ragazzi, disponendo misure di prevenzione personali per istigazione a delinquere. Secondo gli investigatori si stavano pianificando azioni violente, come l’incendio di cassonetti e la presenza in piazza con passamontagna, petardi e fumogeni.

Le reazioni

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha definito la devastazione di alcune scuole un fatto grave, aggiungendo che chi distrugge deve pagare i danni. Per il sindaco di Torino Stefano Lo Russo difendere le proprie idee è un diritto, mentre violenza e danneggiamento sono inaccettabili. Forza Italia ha ribadito che la protesta violenta non è un diritto. I deputati di Avs hanno invece definito scioccanti le immagini di un alunno immobilizzato su un autobus da due agenti, annunciando interrogazioni. La dirigente dell’IIS Sella Aalto Lagrange, Rosaria Di Cara, ha parlato di un tentativo “rabbioso” e si è detta stupita dalla contraddizione tra una protesta per avere scuole migliori e il danneggiamento delle scuole stesse. Gli autori, ha precisato, sarebbero estranei agli studenti dell’istituto.

Verso il venerdì di mobilitazione

La giornata di protesta si preannuncia intensa. Due sindacati hanno annunciato la mobilitazione del personale docente e non docente, mentre gli studenti scenderanno in piazza per il “No Meloni Day”, sull’onda di quanto accade in Francia e in Spagna. Tra le richieste: il carovita, la cosiddetta “scuola caserma”, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture.

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