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Rilanciare il doppio canale per superare i concorsi infiniti e stabilizzare i docenti precari. “Abbiamo imparato ad aspettare, ma non tutta la vita”.
Il senatore Pittoni rilancia il doppio canale di reclutamento per stabilizzare i docenti precari e superare il sistema dei concorsi infiniti.
Verso un nuovo modello di reclutamento con il doppio canale e il riconoscimento degli idonei
«La carriera dell’insegnante si è ridotta a una sorta di selezionificio senza fine». Con queste parole, Mario Pittoni – responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato – torna a puntare il dito contro il sistema di reclutamento dei docenti italiani, giudicato troppo lento, frammentato e incapace di garantire stabilità a chi da anni lavora nella scuola.
Il ritorno degli idonei e gli elenchi regionali
Pittoni ricorda il lavoro svolto dal suo partito per il “ripristino della figura dell’idoneo” e per l’introduzione degli elenchi regionali, strumenti che dovrebbero semplificare l’accesso al ruolo e valorizzare il servizio svolto. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un percorso di reclutamento più equo e snello, che premi chi ha già dimostrato competenze e continuità nel tempo, evitando la logica dei concorsi infiniti che lasciano migliaia di insegnanti in una condizione di precarietà cronica.
Il progetto del doppio canale
Il nodo centrale dell’intervento resta la proposta del doppio canale di reclutamento, un meccanismo condiviso con la Commissione europea che prevede due vie parallele per l’assunzione: una attraverso i concorsi ordinari e l’altra riservata ai docenti con esperienza, inseriti in specifici elenchi regionali.
Un modello che, secondo Pittoni, consentirebbe di coniugare il merito con la valorizzazione del servizio prestato, riducendo i tempi di immissione in ruolo e rispondendo a una delle principali criticità del sistema scolastico: la mancanza di continuità didattica.
“Abbiamo imparato ad aspettare, ma non tutta la vita”
Il riferimento musicale al celebre brano dei Ricchi e Poveri (“Ma non tutta la vita”) accompagna un messaggio chiaro: la pazienza dei precari ha un limite. Migliaia di docenti attendono da anni una stabilizzazione definitiva, nonostante l’esperienza accumulata e i titoli conseguiti. Pittoni ribadisce che il lavoro per arrivare a una soluzione condivisa con Bruxelles è complesso, ma necessario per restituire dignità a una categoria che continua a garantire il funzionamento della scuola italiana.
Il contesto normativo e politico
Il tema del reclutamento resta tra i più discussi nel dibattito politico e sindacale. Dopo il Decreto Legislativo n. 59/2017, che ha introdotto il percorso FIT, e le successive modifiche apportate dal Decreto Sostegni bis (DL 73/2021) e dal Decreto Scuola 2023, il sistema continua a presentare criticità: lunghe attese, graduatorie affollate e concorsi che non coprono il fabbisogno reale di cattedre.
La proposta della Lega mira dunque a un intervento strutturale, capace di unire meritocrazia e stabilità, evitando di disperdere professionalità già formate e operative.
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