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Il Consiglio dei Ministri approva il decreto-legge che modifica il D.Lgs. 59/2017. Chi è già in ruolo potrà restare nelle graduatorie concorsuali ordinarie. Cancellazione confermata solo da GAE e graduatorie di istituto
Una novità di grande rilievo si affaccia nel panorama del reclutamento scolastico italiano. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che interviene direttamente sull’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo n. 59 del 2017, modificando una delle regole che da anni condiziona la carriera di migliaia di insegnanti: la cancellazione automatica da tutte le graduatorie dopo la conferma in ruolo.
Come funzionava fino ad oggi
La disciplina vigente prevedeva un meccanismo rigido: nel momento in cui un docente veniva confermato nel posto di ruolo, il suo nominativo veniva cancellato da tutte le graduatorie in cui risultava inserito. Questo significava perdere qualsiasi posizione maturata in altre procedure concorsuali, anche se il docente aveva superato regolarmente le relative prove selettive.
Una regola che, nella pratica, costringeva molti insegnanti a rinunciare a opportunità di mobilità professionale e di miglioramento della propria posizione lavorativa, chiudendo di fatto ogni porta alternativa una volta ottenuta la stabilizzazione.
Cosa cambia con il nuovo decreto
Con la nuova formulazione introdotta dal decreto-legge appena approvato, il quadro si modifica in modo significativo:
- Resta confermata la cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento (GAE) e dalle graduatorie di istituto al momento della conferma in ruolo.
- Viene eliminata la cancellazione dalle graduatorie dei concorsi ordinari.
In sostanza, il docente che ha superato uno o più concorsi ordinari e risulta collocato nelle relative graduatorie non perderà più la propria posizione per il solo fatto di essere stato confermato in ruolo in una diversa procedura. Le graduatorie concorsuali ordinarie resteranno attive e potranno rappresentare un ulteriore canale per eventuali sviluppi di carriera, trasferimenti in altre classi di concorso o passaggi ad altri gradi di istruzione.
A chi si rivolge la misura
La novità interessa in modo particolare quei docenti che, negli ultimi anni, hanno partecipato a più procedure concorsuali ordinarie — spesso per classi di concorso o gradi di istruzione diversi — e che, una volta immessi in ruolo attraverso una di queste, si vedevano automaticamente esclusi dalle altre. Una situazione che generava non poca frustrazione, soprattutto tra chi aveva investito tempo e risorse nella preparazione di più concorsi.
Con il nuovo decreto, questi insegnanti potranno mantenere aperte più strade, valorizzando pienamente i risultati ottenuti nelle selezioni pubbliche.
I tempi: quando diventerà operativa la norma
È bene precisare che, al momento, il provvedimento ha ricevuto soltanto il via libera del Consiglio dei Ministri. Trattandosi di un decreto-legge, entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, attesa secondo le prime indicazioni nella prima metà di ottobre. Successivamente, il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la decadenza.
Fino alla pubblicazione ufficiale, dunque, la normativa vigente resta quella attuale. Si consiglia ai docenti interessati di monitorare con attenzione i prossimi sviluppi per verificare l’effettiva entrata in vigore della disposizione e le eventuali indicazioni operative che il Ministero dell’Istruzione e del Merito vorrà fornire attraverso apposite circolari o note.
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