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Nuovo concorso docenti 2026/2027, il Ministero prepara le aule: bando in arrivo? Le novità su posti, requisiti e punteggi

Avviata la ricognizione delle postazioni informatiche per i concorsi scuola. Il CSPI ha espresso il parere sulle nuove tabelle di valutazione dei titoli, mentre restano circa 9.000 posti non coperti nelle immissioni in ruolo 2026/27. Ecco cosa sappiamo e chi potrebbe partecipare

Il mondo della scuola torna a interrogarsi sull’arrivo di un nuovo concorso per il reclutamento dei docenti. Dopo le tre procedure legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dell’Istruzione e del Merito potrebbe avviare una nuova stagione concorsuale, questa volta maggiormente orientata alle effettive esigenze di organico. A riaccendere l’attenzione sono due novità: la ricognizione delle aule informatizzate, avviata dal Ministero con una nota del 5 ottobre 2026, e il parere espresso il 7 ottobre dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) sulle modifiche alle tabelle di valutazione dei titoli. Si tratta di segnali concreti di preparazione amministrativa, ma occorre chiarire subito un punto: non risulta ancora pubblicato un nuovo bando e non è stata annunciata una data ufficiale di apertura delle domande.

 
Concorsi scuola: ricognizione delle aule informatiche fino al 31 ottobre

Con la nota prot. 8087 del 5 ottobre 2026, il MIM ha avviato il censimento e il collaudo delle postazioni informatiche che potranno essere utilizzate per lo svolgimento delle prove concorsuali. Le istituzioni scolastiche saranno coinvolte nelle verifiche attraverso la piattaforma ministeriale, operativa dall’8 al 31 ottobre 2026. È un passaggio organizzativo significativo, ma non costituisce automaticamente l’annuncio di un nuovo concorso docenti. La ricognizione riguarda infatti più generalmente l’organizzazione delle procedure concorsuali scolastiche.

 
Svolta del 7 ottobre: il CSPI si pronuncia sui nuovi punteggi

Rispetto alle prime indiscrezioni, è intervenuta una novità importante. Il 7 ottobre 2026 il CSPI ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di decreto che modifica gli allegati B dei decreti ministeriali 205 e 206 del 26 ottobre 2023. La revisione interessa diversi aspetti della valutazione: titoli di accesso al sostegno, insegnanti tecnico-pratici, superamento di precedenti concorsi, titoli di ricerca, certificazioni e servizi prestati. Il CSPI ha inoltre sottolineato l’esigenza di evitare disparità interpretative e di garantire un equilibrio tra formazione accademica ed esperienza professionale. Le modifiche sono destinate alle future procedure: le graduatorie già pubblicate e i punteggi precedentemente assegnati non saranno modificati. Il parere non equivale, tuttavia, all’adozione definitiva del decreto ministeriale.

 
Immissioni in ruolo: oltre 9.000 posti rimasti senza nomina

Un elemento che potrebbe favorire un nuovo concorso è rappresentato dalle assunzioni dell’anno scolastico 2026/2027. A fronte di 46.642 posti autorizzati, oltre 9.000 non sarebbero stati coperti, anche a causa dell’assenza di aspiranti disponibili nelle graduatorie utilizzabili e delle difficoltà delle procedure di nomina. Il dato evidenzia uno squilibrio territoriale e disciplinare: mentre alcune graduatorie continuano a comprendere numerosi aspiranti, altre risultano esaurite. Secondo le ricostruzioni, una futura procedura potrebbe quindi essere circoscritta alle classi di concorso e ai territori con un effettivo fabbisogno di personale. Al momento, però, non esiste una ripartizione ufficiale dei posti per l’eventuale nuovo bando.

 
Maxi concorso oppure procedure selettive mirate?

La conclusione della fase straordinaria collegata al PNRR apre il dibattito sul modello di reclutamento da adottare. Una delle ipotesi è quella di abbandonare la logica dei grandi concorsi generalizzati, programmando invece selezioni basate sulle reali esigenze delle scuole. La scelta potrebbe favorire procedure più contenute, concentrate sulle discipline e sulle regioni nelle quali le graduatorie non consentono di coprire i posti disponibili. Si tratta, tuttavia, di uno scenario ancora da definire attraverso gli atti ufficiali del Ministero.

Chi potrà partecipare al nuovo concorso docenti?

Il riferimento normativo è costituito dal D.Lgs. 59/2017 e dai decreti ministeriali 205 e 206 del 26 ottobre 2023, con le successive modificazioni. Per la scuola dell’infanzia e primaria, i principali titoli di accesso sono la laurea in Scienze della formazione primaria e il diploma magistrale abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. Per i posti comuni della scuola secondaria, sono previste le seguenti possibilità: possesso dell’abilitazione specifica oppure titolo di studio valido per la classe di concorso accompagnato da almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque, di cui almeno uno nella classe richiesta, maturati presso le scuole statali e validi ai sensi della normativa vigente. Per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) occorre considerare la disciplina transitoria, il cui termine per l’accesso con il diploma è stato prorogato al 31 dicembre 2026. Le condizioni effettivamente applicabili dipenderanno dalla data di indizione della procedura e dalle disposizioni del bando.

 
Per i posti di sostegno resta necessario il titolo di specializzazione per il grado richiesto. Chi possiede una specializzazione estera dovrà rispettare le condizioni previste per il riconoscimento del titolo.

Quando uscirà il bando?

Nonostante i segnali preparatori, al momento non è stata ufficializzata alcuna data. Il completamento della revisione delle tabelle di valutazione, la programmazione del fabbisogno e l’eventuale pubblicazione dei nuovi bandi saranno i passaggi decisivi. Per i candidati è quindi opportuno monitorare le comunicazioni del Ministero, degli Uffici scolastici regionali e del portale inPA, evitando di considerare certe le anticipazioni sui tempi e sui posti disponibili. La possibilità di un nuovo concorso appare concreta, ma rimane ancora da chiarire se si tratterà di una procedura nazionale ampia oppure di selezioni mirate alle classi di concorso con maggiore necessità di personale.

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