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Protesta degli autotrasportatori: l’autocertificazione per docenti e ATA senza auto è un bluff

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Blocco carburante a Napoli, circola un modello di giustificazione per il personale scolastico: nessun valore legale, restano solo ferie, permessi e malattia


La protesta degli autotrasportatori blocca la Campania

Il blocco del settore dell’autotrasporto in atto in diverse zone della Campania sta generando una situazione di forte disagio per migliaia di lavoratori, compreso il personale scolastico. La protesta ha determinato, secondo quanto segnalato, il progressivo svuotamento dei distributori di carburantenella provincia di Napoli, lasciando molti cittadini senza la possibilità di utilizzare l’auto privata per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Tra le categorie coinvolte ci sono docenti e personale ATA che, risiedendo in zone non adeguatamente servite dal trasporto pubblico, dipendono esclusivamente dal mezzo privato per raggiungere le sedi scolastiche. In questo contesto di emergenza, sta circolando tra il personale della scuola un modello di autocertificazione da presentare ai dirigenti scolastici per giustificare l’eventuale assenza dal servizio.

Il testo dell’autocertificazione in circolazione

Ecco il contenuto integrale del modello che sta girando tra i lavoratori della scuola:

Al Dirigente Scolastico

Oggetto: Comunicazione di impossibilità di raggiungere la sede di servizio per causa di forza maggiore — Protesta autotrasportatori, mancanza di carburante.

Il/La sottoscritto/a, in servizio presso codesta istituzione scolastica,

COMUNICA che, in data odierna, a causa del blocco del settore dell’autotrasporto in atto nel territorio campano, che ha determinato il progressivo svuotamento dei distributori di carburante della provincia di Napoli, non è in grado di raggiungere la propria sede di servizio con l’autoveicolo privato, unico mezzo di trasporto disponibile.

Il/La sottoscritto/a precisa che non esistono alternative di trasporto pubblico praticabili: la propria residenza/domicilio non è raggiunta da linee ferroviarie o da servizi di autobus con orari compatibili con l’inizio delle attività didattiche.

L’impedimento è pertanto riconducibile a causa di forza maggiore, del tutto indipendente dalla volontà del/della dichiarante, e non è suscettibile di essere rimosso con l’ordinaria diligenza. Si richiama al riguardo il principio generale «ad impossibilia nemo tenetur» (artt. 1218 e 1256 c.c.).

Il/La sottoscritto/a rimane disponibile a fornire ogni documentazione utile a conferma di quanto dichiarato e a riprendere regolarmente servizio non appena la situazione lo consentirà.

Il modulo, pur apparendo formalmente strutturato e giuridicamente motivato, non ha alcun valore ufficiale nell’ambito della normativa scolastica vigente e non sostituisce le procedure previste dai contratti collettivi per la giustificazione delle assenze dal servizio.

L’avvertimento: “Autocertificazione priva di efficacia”

Diverse voci del mondo sindacale e associativo della scuola stanno mettendo in guardia il personale scolastico sulla reale portata di questo documento, invitando a avvisare tutti i colleghi sui rischi connessi al suo utilizzo. Il messaggio che circola è chiaro: l’autocertificazione “è da ritenersi priva di efficacia, in quanto alcuni dirigenti scolastici potrebbero considerarla non applicabile, con il rischio di ritrovarsi con un’assenza ingiustificata”.

Si sottolinea quindi la necessità di “agire con cautela e attenersi alle indicazioni ufficiali”, evitando di affidarsi a documenti autoprodotti che non hanno alcun riscontro in circolari ministeriali o disposizioni degli Uffici Scolastici Regionali.

Il rischio concreto: assenza ingiustificata

Il punto centrale dell’allerta riguarda le conseguenze pratiche per chi decidesse di utilizzare questo modello senza una base normativa certa. Poiché il documento non è previsto da alcuna circolare ministeriale né da un atto formale dell’amministrazione scolastica, ogni dirigente scolastico resta libero di valutarlo secondo la propria discrezionalità. Questo significa che, in assenza di indicazioni uniformi, alcuni dirigenti potrebbero non riconoscere la validità della giustificazione, classificando l’assenza del lavoratore come ingiustificata, con tutte le conseguenze disciplinari ed economiche che ne derivano, comprese eventuali decurtazioni stipendiali e l’assenza di copertura previdenziale per la giornata non lavorata.

Gli unici strumenti previsti dal contratto per assentarsi da scuola

È fondamentale ricordare che, al di fuori di eventuali misure straordinarie che l’amministrazione scolastica dovesse eventualmente adottare, il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca disciplina in modo tassativo le modalità con cui un dipendente della scuola può legittimamente assentarsi dal servizio. Allo stato attuale, in assenza di una circolare specifica che regoli l’emergenza carburante, gli unici strumenti validi restano tre:

Le ferie, da richiedere secondo le procedure ordinarie e compatibilmente con le esigenze di servizio, previa autorizzazione del dirigente scolastico.

I permessi, nelle diverse tipologie previste dal contratto collettivo: permessi retribuiti per motivi personali o familiari (fino a un massimo di giorni annui stabiliti dal CCNL), permessi brevi a recupero, permessi per motivi di studio, permessi legati alla Legge 104/1992 per chi ne ha diritto, o permessi non retribuiti.

La malattia, debitamente certificata dal medico curante tramite il consueto certificato telematico INPS, che resta lo strumento previsto per ogni impedimento di natura sanitaria o comunque riconducibile a condizioni che impediscano la presenza a scuola.

Al di fuori di queste tre fattispecie, non esistono allo stato attuale altre forme di giustificazione automaticamente riconosciute dalla normativa scolastica per l’assenza dal servizio, nemmeno in presenza di situazioni oggettive di disagio come quella determinata dal blocco dei trasporti e dalla carenza di carburante. Per questo motivo si consiglia vivamente al personale di non affidarsi al modulo di autocertificazione in circolazione come se fosse equivalente a uno di questi strumenti contrattuali, ma di valutare, insieme alla segreteria scolastica, quale delle tre opzioni (ferie, permesso o, se ricorrono i presupposti, malattia) sia effettivamente praticabile nel proprio caso specifico.

Cosa serve davvero:

La soluzione al problema non può essere affidata all’iniziativa individuale dei singoli lavoratori, ma deve passare attraverso un intervento ufficiale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o del MIM direttamente.

È auspicabile che vengano adottate misure temporanee capaci di contemperare due esigenze fondamentali: da un lato garantire il diritto allo studio degli alunni, dall’altro tutelare i diritti dei lavoratori della scuola che si trovano, per cause indipendenti dalla propria volontà, nell’impossibilità oggettiva di raggiungere la sede di servizio.

Solo un provvedimento ufficiale, infatti, potrebbe introdurre una forma di giustificazione specifica e uniforme per i casi di impossibilità oggettiva legata al blocco del carburante, superando così l’attuale situazione di incertezza in cui ogni dirigente scolastico valuta la questione in autonomia, con il rischio di trattamenti disomogenei tra una scuola e l’altra anche all’interno dello stesso territorio.

Cosa fare in attesa di chiarimenti ufficiali

Il consiglio per il personale docente e ATA coinvolto nell’emergenza è quello di documentare tempestivamente la situazione al proprio dirigente scolastico, fornendo ogni elemento utile a dimostrare l’effettiva impossibilità di raggiungere la sede di lavoro — ma di non considerare equivalente una giustificazione automatica la sola compilazione del modulo in circolazione.

Nel frattempo, resta opportuno attivare fin da subito una delle procedure contrattuali previste (ferie, permesso o malattia, se ricorrono i presupposti), così da evitare qualsiasi contestazione di assenza ingiustificata, e mantenere un contatto diretto e tempestivo con la segreteria scolastica e con le rappresentanze sindacali territoriali, in modo da essere aggiornati in tempo reale su eventuali circolari o disposizioni ufficiali che gli Uffici Scolastici Regionali o il MIM dovessero emanare per disciplinare in modo uniforme la gestione delle assenze dovute a cause di forza maggiore legate alla protesta degli autotrasportatori.


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