Assegnazioni fuori provincia, costi elevati e distanze eccessive: dopo le proteste, il MIM valuta nuove sedi o un possibile rinvio a gennaio
Montano le proteste in tutta Italia dopo la pubblicazione, da parte degli Uffici Scolastici Regionali, degli abbinamenti candidati/sedi per la prova finale delle posizioni economiche ATA. I sindacati denunciano assegnazioni prive di logica, determinate da un automatismo che ha distribuito i partecipanti in province anche molto lontane da quella di titolarità, replicando criteri propri dei concorsi regionali dei docenti ma del tutto inadatti a una procedura che, per norma, deve restare su base provinciale.
Un meccanismo che rischia di trasformare una selezione interna in un percorso dispendioso e complicato: molti lavoratori si sono visti assegnare sedi a centinaia di chilometri da casa, con la necessità di spostarsi il giorno precedente e sostenere costi di viaggio e pernottamento che nulla hanno a che fare con lo spirito della procedura. Da giorni i sindacati segnalano casi estremi e chiedono di ristabilire criteri equi e coerenti con la natura della selezione.
La mobilitazione ha portato a un confronto al Ministero dell’Istruzione e del Merito, dove l’Amministrazione ha riconosciuto le criticità e si è detta disponibile a verificare, insieme agli Uffici Scolastici Regionali, la possibilità di ridefinire gli abbinamenti. Le eventuali nuove assegnazioni dovranno essere comunicate ai candidati con almeno 15 giorni di anticipo. Se tale soluzione non risultasse praticabile, si sta valutando – in accordo con CINECA – un possibile posticipo delle prove al mese di gennaio.
I sindacati insistono affinché venga trovata rapidamente una soluzione che eviti ulteriori disagi ai lavoratori ATA, già gravati da carichi di lavoro importanti e ora costretti a sostenere spese che non dovrebbero ricadere su chi partecipa a una procedura interna. L’Amministrazione renderà note le decisioni finali all’inizio della prossima settimana. I sindacati annunciano che continueranno a vigilare perché vengano tutelati equità, buon senso e rispetto per il personale scolastico.
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