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L’ordine del giorno in Legge di Bilancio spinge per lo scorrimento delle graduatorie vigenti. Bruxelles apre a bandi mirati, superando il modello PNRR.
Concorsi scuola, la svolta possibile: prima le graduatorie, poi i bandi
Il futuro del reclutamento dei docenti in Italia potrebbe cambiare rotta. A rilanciare il dibattito è il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura a Palazzo Madama, con un intervento sulla sua pagina Facebook che fa il punto sulla situazione concorsuale.
L’impegno contenuto nella Legge di Bilancio
Il nodo centrale riguarda un ordine del giorno approvato con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), che impegna il Governo a «valutare la sospensione o la limitazione dell’indizione di nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti, privilegiandone lo scorrimento». In sostanza: prima di pubblicare nuovi bandi, si dovrebbero esaurire le graduatorie già esistenti, dalle Graduatorie di Merito dei concorsi precedenti alle GPS.
Nessuna decisione sulla “pausa”, ma un segnale da Bruxelles
Pittoni chiarisce che non esiste ancora una decisione ufficiale sulla durata di un’eventuale pausa concorsuale, smentendo le speculazioni circolate nelle ultime settimane. Tuttavia, il dato più rilevante riguarda l’atteggiamento dell’Unione Europea: «Bruxelles sta finalmente mostrando disponibilità a ragionare su bandi mirati, da utilizzare solo dove nelle graduatorie non ci sia più personale con le caratteristiche richieste».
Si tratterebbe di un ribaltamento nettorispetto alla logica dei concorsi PNRR (D.L. 36/2022, convertito in L. 79/2022), che imponevano procedure concorsuali massive e indipendenti dallo stato delle graduatorie, con l’obiettivo di rispettare le scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Cosa cambia per i docenti in graduatoria
Per le centinaia di migliaia di aspiranti docenti inseriti nelle graduatorie vigenti, l’eventuale cambio di rotta significherebbe maggiori possibilità di immissione in ruolotramite scorrimento, senza dover affrontare l’incognita di un nuovo concorso. La durata della pausa, sottolinea Pittoni, «non avrebbe particolare influenza sui tempi di svuotamento delle graduatorie», perché il meccanismo dei bandi mirati interverrebbe solo a graduatoria esaurita.
La partita è ancora aperta. Molto dipenderà dalle prossime interlocuzioni tra il Ministero dell’Istruzione e il Merito e le istituzioni europee, oltre che dal confronto con le organizzazioni sindacali.
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