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Pubblicata la Circolare n. 108 del 22 ottobre 2026: i periodi di congedo straordinario per gravi patologie diventano riscattabili fino a 24 mesi ai fini pensionistici.
Cosa prevede la nuova circolare
La Circolare n. 108 del 22 ottobre 2026interviene su un tema particolarmente sentito dal personale della scuola e, più in generale, dai dipendenti pubblici: la possibilità di riscattare ai fini pensionistici fino a 24 mesi di congedo straordinario fruito per gravi patologie. Si tratta di un chiarimento operativo atteso da tempo, che punta a colmare un vuoto interpretativo riguardante il trattamento previdenziale di questi periodi, spesso fonte di incertezza per lavoratori e uffici del personale.
Il provvedimento stabilisce le modalità applicative del riscatto, individuando i requisiti necessari, la documentazione da presentare e i tempi entro cui avanzare la domanda. L’obiettivo dichiarato è garantire che chi ha dovuto assentarsi dal lavoro per affrontare patologie gravi, proprie o di un familiare, non subisca una penalizzazione sul fronte della maturazione dell’anzianità contributiva.
Il quadro normativo di riferimento
Il congedo per gravi patologie trova il proprio fondamento giuridico in diverse disposizioni che si sono stratificate negli anni nell’ordinamento italiano. Il riferimento principale resta il Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001), che all’articolo 42 disciplina i congedi straordinari retribuiti per l’assistenza a familiari con handicap grave ai sensi della Legge n. 104/1992.
A questo si affianca la disciplina specifica per i dipendenti pubblici in materia di congedo per cure legate a infermità derivanti da causa di servizio o da gravi patologie, regolata dai contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca e dalle disposizioni del D.Lgs. n. 165/2001 sul pubblico impiego.
Sul fronte previdenziale, la possibilità di riscattare periodi non coperti da contribuzione obbligatoria si inserisce nel solco tracciato dal D.Lgs. n. 184/1997 e dalle successive modifiche in materia di riscatto e ricongiunzione contributiva, oggi gestite dall’INPS anche per il personale statale confluito nella gestione pubblica.
Come funziona il riscatto dei 24 mesi
Secondo quanto indicato dalla circolare, il lavoratore che ha usufruito di congedo straordinario per malattie gravi – proprie o di un familiare da assistere – può presentare istanza di riscatto contributivo per un periodo massimo di 24 mesi, anche non continuativi, maturati nell’arco della carriera lavorativa.
Il riscatto comporta un onere economico a carico del richiedente, calcolato secondo i criteri attuariali stabiliti dall’INPS, salvo eventuali agevolazioni previste per specifiche categorie di lavoratori o per situazioni di particolare gravità certificate dalle competenti commissioni mediche.
La domanda dovrà essere presentata attraverso i canali telematici dell’INPS, corredata della documentazione comprovante la fruizione del congedo (provvedimento di concessione, certificazione sanitaria, attestazione dell’ente di appartenenza) e del periodo esatto di assenza dal servizio.
A chi si rivolge il provvedimento
La platea interessata dalla circolare comprende il personale scolastico – docenti, personale ATA, dirigenti scolastici – ma anche, più in generale, i dipendenti pubbliciche nel corso della propria carriera abbiano fruito di periodi di congedo straordinario per l’assistenza a familiari con handicap grave o per malattie oncologiche e altre gravi patologie proprie.
Si tratta di una platea significativa, considerando che negli ultimi anni il ricorso ai congedi ex Legge 104/1992 e ai congedi per cure ha registrato un trend in crescita, complice anche l’invecchiamento della popolazione e la maggiore attenzione verso la conciliazione tra vita lavorativa e necessità di assistenza familiare.
Tempi e scadenze per la presentazione della domanda
La circolare fissa termini precisi entro cui gli interessati devono attivarsi per non perdere la possibilità di accedere al riscatto. È fondamentale che il personale della scuola, spesso penalizzato da una gestione amministrativa complessa delle pratiche di congedo, verifichi tempestivamente presso le segreterie scolastiche e gli uffici territoriali dell’INPS la propria posizione contributiva, al fine di individuare correttamente i periodi riscattabili.
Le scuole, in qualità di sostituti d’imposta e datori di lavoro, sono chiamate a fornire ai dipendenti interessati tutta la documentazione necessaria, in particolare i provvedimenti dirigenziali di concessione del congedo e le attestazioni di servizio richieste dall’INPS per l’istruttoria delle pratiche di riscatto.
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