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Calendario scolastico 2025/2026: meno ponti, vacanze più regolari

L’anno scolastico che sta per iniziare porterà con sé un calendario più compatto

tra avvii differenziati, festività nazionali fissate dall’ordinanza ministeriale e margini limitati per i ponti, le scuole italiane si preparano a gestire un’agenda senza troppe interruzioni.

L’avvio differenziato tra le regioni

Come da tradizione, il calendario scolastico non segue un unico avvio nazionale ma viene stabilito dalle singole Regioni e Province autonome. Anche per il 2025/2026 la prima campanella ha già suonato a Bolzano, dove gli studenti sono rientrati in classe l’8 settembre. Piemonte, Veneto e Trentino hanno programmato l’inizio delle lezioni il 10 settembre, mentre la maggior parte delle altre regioni si muoverà tra il 12 e il 16 settembre. Questo scaglionamento, tipico del sistema italiano, riflette la possibilità per ciascuna amministrazione di adattare il calendario alle specificità locali e di garantire il numero minimo di giorni di lezione previsto dalla normativa nazionale.

Vacanze di Natale e Pasqua

Le due pause più attese dell’anno, quelle di Natale e di Pasqua, seguono uno schema piuttosto uniforme. Le vacanze natalizie inizieranno tra il 22 e il 24 dicembre e termineranno il 7 gennaio, assicurando un periodo di riposo di circa due settimane per studenti e personale scolastico. La sospensione pasquale, invece, è stata fissata dal 2 al 7 aprile 2026, con lievi possibilità di adattamento locale. In entrambi i casi si tratta di date che rispettano le indicazioni generali contenute nei piani scolastici regionali e nelle delibere approvate dai Collegi dei docenti.

Le festività fissate dal Ministero

Oltre alle vacanze più lunghe, a scandire il ritmo dell’anno saranno le festività nazionali. L’ordinanza ministeriale n. 105 del 2025 ha elencato in modo uniforme le giornate di sospensione obbligatoria delle lezioni, valide per tutte le scuole italiane. Tra queste rientrano le principali ricorrenze religiose e civili: Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania, Pasquetta, Festa della Liberazione, Festa del Lavoro e Festa della Repubblica, oltre alle ricorrenze religiose dell’1 novembre e dell’8 dicembre. A ciò si aggiunge la celebrazione del santo patrono locale, che ogni istituto è tenuto a rispettare. Queste date, oltre a rappresentare momenti di memoria collettiva e tradizione, costituiscono punti fermi nel calendario didattico, indipendentemente dalle scelte delle singole scuole.

I ponti possibili e quelli mancati

La vera novità dell’anno scolastico 2025/2026 riguarda la ridotta possibilità di organizzare ponti. Se in passato molte scuole potevano concedersi pause più lunghe approfittando delle coincidenze favorevoli del calendario, quest’anno le opportunità sono meno frequenti. Saranno tre le occasioni in cui studenti e personale potranno godere di un prolungamento delle vacanze: l’8 dicembre, che cadrà di lunedì regalando un weekend lungo di tre giorni, il 1° maggio, che si colloca di venerdì e offrirà una pausa estesa a chi non frequenta il sabato, e infine il 2 giugno, che cadrà di martedì e potrebbe consentire in alcune realtà la chiusura anche del lunedì precedente.
Non tutte le festività, però, permettono lo stesso margine di manovra. Alcune ricorrenze cadranno in giornate che annullano di fatto la possibilità di estendere le vacanze: è il caso di Ognissanti, che nel 2025 coinciderà con il sabato, e dell’Anniversario della Liberazione, il 25 aprile, che cadrà anch’esso di sabato. In questi casi la sospensione si limiterà al giorno stesso, senza la possibilità di anticipi o posticipi.

Le decisioni delle scuole e i margini di autonomia

Nonostante la cornice nazionale stabilita dall’ordinanza ministeriale, le scuole hanno un margine di autonomia nella definizione del proprio calendario. Le delibere approvate nei Collegi dei docenti, infatti, possono prevedere ulteriori giornate di sospensione, purché sia rispettato il monte ore minimo annuale di attività didattica. È così che in alcune realtà locali si potranno vedere pause aggiuntive, ad esempio in coincidenza con la festa del santo patrono. A Napoli, per esempio, le lezioni si fermeranno venerdì 19 settembre in occasione di San Gennaro.
Questa autonomia consente di calibrare meglio il calendario alle esigenze del territorio, ma allo stesso tempo riduce la possibilità di gestire i cosiddetti ponti, soprattutto in un anno in cui le coincidenze festive non sono favorevoli. Per il personale ATA e docente, questo significa minore frammentazione delle attività e una maggiore continuità organizzativa, anche se non mancheranno le criticità legate alla concentrazione delle pause nei periodi più intensi dell’anno scolastico.

Un calendario più lineare

Il calendario scolastico 2025/2026 si presenta dunque più lineare, con meno occasioni di sospensione extra e con una distribuzione più regolare delle pause. Per le famiglie ciò si tradurrà in una programmazione più prevedibile, utile anche nell’organizzazione delle attività extrascolastiche e delle ferie lavorative. Per gli insegnanti e il personale ATA, invece, significherà affrontare periodi didattici più compatti, con carichi di lavoro che non saranno alleggeriti da interruzioni frequenti, ma che potrebbero favorire la continuità didattica.
In definitiva, si tratta di un anno che non concede molti margini per vacanze prolungate, ma che garantisce un percorso scolastico più omogeneo e meno frammentato. Una scelta che, pur riducendo le pause, potrebbe contribuire a migliorare la regolarità del calendario e la gestione complessiva dell’attività didattica.