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Il CSPI chiede al Ministero di tutelare i docenti con certificazioni informatiche non Accredia: valutazione equiparata a quella linguistica
Le novità rispetto al biennio precedente
Secondo quanto emerge dalle analisi dello CSPI, la nuova ordinanza conferma alcune regole già in vigore ma introduce anche importanti modifiche. Tra queste, la revisione dell’algoritmo di valutazione delle GPS, con l’introduzione di uno storico “ripescaggio” per le nomine.
Tuttavia, la questione più delicata riguarda le certificazioni informatiche: il nuovo schema prevede che, a partire dalle istanze 2026-2028, saranno valutabili solo i titoli rilasciati da enti accreditati Accredia. Al contempo, le certificazioni già dichiarate e valutate nei precedenti bienni manterranno la loro validità.
Il rischio di penalizzazione per i docenti
Il CSPI sottolinea come molti docenti, negli ultimi anni, abbiano conseguito certificazioni informatiche presso enti non accreditati, ignari della futura limitazione. Senza adeguate disposizioni transitorie, questi insegnanti rischierebbero di vedersi penalizzati nella nuova graduatoria.
Per questo motivo, il CSPI chiede al Ministero di prevedere una valutazione più articolata dei titoli informatici, aumentando il peso complessivo nel punteggio e allineandolo a quello delle certificazioni linguistiche. L’idea è valorizzare anche i titoli conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu, garantendo così equità tra i docenti.
Prossimi passi e aggiornamenti
Intanto, l’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) è stato rinviato, infatti si potrà presentare domanda dall’8 al 22 gennaio. Le domande per le GPS invece ancora non si sa con esattezza quando si potranno presentare, sembra che anche queste a gennaio 2026 dovrebbero vedere la luce, lasciando ai docenti qualche settimana per verificare la propria posizione e pianificare eventuali integrazioni dei titoli.
Il confronto tra CSPI e Ministero resta quindi cruciale per definire regole chiare e garantire che le certificazioni acquisite nel passato non vengano penalizzate, evitando incertezze e disuguaglianze nel processo di valutazione dei docenti.
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