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Crans-Montana, rientrano in Italia le salme dei giovani: il 7 gennaio un minuto di silenzio in tutte le scuole

Valditara: “Il pensiero è rivolto ai giovani che hanno perso la vita”. La comunità scolastica si ferma al rientro dalle vacanze

I feretri di quattro delle sei vittime italiane della strage di Crans-Montana hanno lasciato l’aeroporto militare di Milano-Linate dopo l’arrivo dalla Svizzera con un volo di Stato. È il passaggio più doloroso di una tragedia che ha colpito decine di famiglie e che ora entra anche nelle scuole: mercoledì 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni, in tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’incendio. La disposizione è stata annunciata ufficialmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il rientro delle salme: da Linate verso Bologna, Genova e Roma

Secondo le ricostruzioni, i feretri di Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini sono stati instradati verso le rispettive città, Bologna e Genova, mentre un velivolo militare è ripartito per Ciampino con il feretro di Riccardo Minghetti. Restano a Milano, in attesa di camera ardente e funerali, i due giovani milanesi Chiara Costanzo e Achille Barosi. La sesta vittima, Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, sarà invece salutata in Svizzera.

Sulla pista di Linate, subito dopo l’atterraggio, si è consumato un momento di raccoglimento: le bare, in legno chiaro, sono state trasferite ai carri funebri alla presenza dei familiari e delle autorità.

“Un minuto di silenzio” anche come messaggio educativo

La decisione del MIM di chiedere un minuto di silenzio nelle scuole non è solo un gesto simbolico: è un modo per riconoscere il lutto collettivo e offrire uno spazio di elaborazione, soprattutto tra coetanei e comunità scolastiche coinvolte. Diverse scuole, in particolare a Milano, stanno predisponendo iniziative di supporto e momenti di ascolto al rientro in classe.

Il bilancio: vittime identificate e 116 feriti (83 ancora ricoverati)

Le autorità svizzere hanno comunicato che tutti i feriti sono stati identificati: sono 116, con 83 persone ancora in ospedale. Il dato iniziale più alto (119) includeva tre persone ricoverate quella notte per cause diverse dall’incendio.

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