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Fuga al Nord, ritorno al Sud: la parabola degli ATA campani tra aspirazioni e contraddizioni

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In Campania, il personale ATA vive una realtà sempre più paradossale: nonostante le tante disponibilità, trovare un ruolo stabile in regione resta un’impresa ardua.

Secondo la UIL Scuola RUA Campania, su 917 posti disponibili per il personale ATA, ne sono stati autorizzati solo 268, poco più del 29% del fabbisogno reale.

Il risultato è un fenomeno ormai consolidato: molti ATA – anche con punteggi bassi – sono costretti ad accettare incarichi al Nord, dove le disponibilità per le nomine in ruolo sono maggiori . Una volta stabilizzati, tentano il rientro attraverso la mobilità annuale. E i numeri di quest’anno lo confermano: ben 1.861 operazioni complessive di assegnazioni provinciali , interprovinciali e utilizzazioni nella sola Napoli, un dato che testimonia la pressione crescente di chi cerca di tornare a casa.

Una logica che intreccia la scarsità di posti nella nostra regione con la necessità di stabilità lavorativa, alimentando un ciclo continuo che rischia di mettere in crisi l’intero sistema.

Il segretario organizzativo regionale della UIL Scuola RUA Campania, Ciro Mozzillo, spiega:

“Abbiamo registrato un aumento esponenziale delle richieste di assegnazione, segnale inequivocabile di una crisi strutturale. Troppi lavoratori devono emigrare per ottenere stabilità, perché con un punteggio basso non c’è alcuna speranza di ruolo qui da noi. Questo sistema, se non si interviene, è destinato al collasso”.

Ciro Mozzillo – Segretario organizzativo regionale della UIL Scuola RUA Campania

Mozzillo propone alcune soluzioni operative concrete:

  • Potenziare le immissioni in ruolo in Campania, almeno in proporzione alle reali disponibilità dei posti.trasformare l’organico di fatto in diritto.
  • Informatizzare l’intera procedura per superare la burocrazia cartacea e ridurre i ritardi nelle pubblicazioni.
  • Applicare criteri chiari e trasparenti per garantire equità e ricongiungimenti familiari nell’ex assegnazioni provinciali e interprovinciali.
  • Coordinare a livello nazionale i tempi e le modalità di pubblicazione, per evitare disomogeneità e rettifiche tardive che si protraggono fino a settembre-ottobre.

Il quadro attuale, secondo la UIL Scuola, è fatto di:

  • Un rapporto squilibrato tra posti disponibili e posti autorizzati in ruolo.
  • Migrazione forzata verso il Nord come unica via per ottenere stabilità.
  • Pressione crescente sulle procedure di assegnazione e utilizzazione per rientrare in Campania, con 1.861 operazioni solo quest’anno.
  • Rischio di paralisi del sistema, con tempi sempre più lunghi e una burocrazia che rallenta il turnover nelle scuole.

“Quest’anno – conclude Mozzillo – le richieste di assegnazione sono esplose: la tensione è altissima. Serve una volontà politica forte per riportare equilibrio e dignità a chi lavora nelle scuole. Solo così potremo evitare che questa spirale logorante porti alla rottura definitiva”.


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