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Gender nelle scuole, Sasso (FNV) attacca: “Il centrodestra si svegli”

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Duro attacco di Rossano Sasso ai ritardi sul Ddl Valditara: “Rischia di essere affossato”. Ecco cosa cambierebbe nelle scuole.


Rossano Sasso, già sottosegretario all’Istruzione ed esponente di FNV – Futuro Nazionale, torna all’attacco sul cosiddetto Ddl Valditara in materia di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Nel mirino i ritardi del Senato, le divisioni nel centrodestra e il rischio che il provvedimento non venga approvato entro la fine della legislatura. Ma a che punto è davvero il ddl e cosa potrebbe cambiare per scuole, docenti e famiglie?

Torna ad accendersi il dibattito politico sul rapporto tra scuola, famiglie e percorsi di educazione affettiva dopo il duro intervento social di Rossano Sasso, già sottosegretario all’Istruzione e oggi esponente di FNV – Futuro Nazionale, che punta il dito contro il centrodestra per i ritardi nell’approvazione del cosiddetto Ddl Valditara.

Con parole dure e senza mezzi termini, Sasso denuncia il rischio che il provvedimento possa arenarsi definitivamente al Senato, arrivando persino a non vedere la luce entro la fine della legislatura. Il centrodestra si svegli, scrive il parlamentare, accusando parte della maggioranza di eccessiva prudenza e mancanza di determinazione politica su un tema che considera prioritario.

L’attacco di Sasso: “Troppa titubanza, il ddl rischia di essere affossato”

Nel lungo post pubblicato sui social, Sasso rivendica una battaglia politica portata avanti negli anni contro quella che definisce ideologia gender nelle scuole, ricordando iniziative parlamentari, una risoluzione approvata in Commissione Cultura e Istruzione nel 2024 e una proposta di legge poi confluita nel provvedimento noto nel dibattito pubblico come “Ddl Valditara”.

L’ex sottosegretario sostiene che, nonostante il via libera della Camera dei Deputati, dopo sette mesi il testo sia ancora fermo al Senato per la seconda lettura.

Nel mirino finiscono sia le opposizioni, accusate di aver rallentato l’iter con numerosi emendamenti, sia una parte della stessa maggioranza di governo. Vedo troppa titubanza, troppi ritardi”, afferma Sasso, che parla apertamente del rischio concreto di arrivare a fine legislatura senza l’approvazione definitiva della norma.

L’esponente di FNV rilancia quindi un appello politico agli alleati del centrodestra: Se Fratelli d’Italia, Lega e soprattutto Forza Italia intendono mollare con la scusa degli emendamenti, io non ci sto, annunciando anche possibili mobilitazioni davanti al Senato insieme a famiglie e giovani contrari a quella che definisce “ideologia woke” nelle scuole.

A che punto è il Ddl Valditara

Il provvedimento, approvato in prima lettura alla Camera e attualmente all’esame del Senato, punta a regolamentare le attività scolastiche che affrontano temi legati all’educazione affettiva, sessuale e relazionale, prevedendo un maggiore coinvolgimento delle famiglie.

Nel dibattito pubblico viene spesso presentato come una misura contro la cosiddetta “ideologia gender”, espressione utilizzata da alcune forze politiche e associazioni, ma il testo normativo interviene principalmente sulle modalità con cui le scuole organizzano determinate attività formative.

Tra le misure principali previste dal ddl figurano:

  • maggiore trasparenza verso le famiglie sui contenuti delle attività extracurriculari legate ad affettività e sessualità;
  • informazione preventiva obbligatoria sui progetti proposti agli studenti;
  • consenso informato dei genitori per la partecipazione degli alunni ad attività specifiche;
  • obbligo per le scuole di indicare con chiarezza materiali didattici, obiettivi formativi e soggetti esterni coinvolti, comprese eventuali associazioni o esperti.

Il testo, dunque, non vieterebbe in modo generalizzato i percorsi educativi sull’affettività, ma introdurrebbe regole più stringenti per la loro attivazione.

Quale impatto potrebbe avere sulle scuole

Se il ddl dovesse ottenere il via libera definitivo del Parlamento, dirigenti scolastici e docenti potrebbero trovarsi di fronte a nuovi adempimenti organizzativi.

Le scuole sarebbero chiamate giustamente a formalizzare procedure preventive di comunicazione alle famiglie, con particolare attenzione ai progetti inseriti nel PTOF riguardanti educazione affettiva, relazioni, prevenzione della violenza di genere, rispetto delle differenze e sessualità.

Per le famiglie aumenterebbe invece il potere decisionale rispetto alla partecipazione dei figli ad alcune attività formative considerate sensibili.

Un aspetto che continua però a dividere il mondo della scuola e la politica: da un lato chi vede nel provvedimento una tutela del ruolo educativo dei genitori e della trasparenza scolastica; dall’altro chi teme possibili limitazioni ai percorsi educativi e alle iniziative di prevenzione del bullismo, delle discriminazioni e della violenza di genere.

Al momento, tuttavia, il disegno di legge non è ancora legge e il suo destino dipenderà dai tempi del Senato e dagli equilibri politici all’interno della maggioranza.


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