🔵 Vai al gruppo Telegram dedicato – Clicca Qui 👈
Dopo alcune segnalazioni dal territorio, il sindacato interviene: senza compenso nessun docente può essere costretto ad accettare incarichi extra
SALERNO – Una situazione emersa in una scuola della provincia di Salerno riporta l’attenzione sulla natura degli incarichi aggiuntivi a scuola. La dirigenza avrebbe comunicato ai docenti che l’incarico di coordinatore di classe rientra tra gli obblighi d’ufficio, al pari delle normali attività di insegnamento. Una posizione che ha portato all’intervento chiarificatore della UIL Scuola.
A fare il punto è Giuseppe Frallicciardi, Responsabile provinciale UIL Scuola Salerno, che in una nota ufficiale precisa i termini della questione richiamando la scuola al rispetto del contratto nazionale e dei diritti dei lavoratori.
La vicenda: coordinatore come mansione ordinaria
Secondo quanto emerso dalle segnalazioni arrivate al sindacato, in un istituto del salernitano la dirigenza scolastica avrebbe affermato che il ruolo di coordinatore di classe non sarebbe un incarico aggiuntivosu base volontaria, ma rientrerebbe nelle mansioni ordinarie di ogni docente.
In pratica, secondo questa interpretazione, ogni insegnante sarebbe tenuto ad accettare questo ruolo esattamente come è tenuto a fare lezione, partecipare ai consigli di classeo ai collegi docenti. Il tutto, ovviamente, senza alcun compenso aggiuntivo, visto che si tratterebbe di un normale dovere d’ufficio.
Una posizione che, se confermata, sarebbe in contrasto con quanto previsto dal CCNL scuola, secondo il sindacato.
La posizione della UIL: “Nessuno può obbligare i docenti”
La risposta di Frallicciardi è stata chiara: “Nessuno può obbligare un docente ad assumere incarichi aggiuntivi come quello di coordinatore di classe o funzione strumentale“.
Il responsabile provinciale UIL Scuola Salerno ha voluto chiarire la questione, spiegando che una volta assolti gli obblighi di insegnamento previsti dal contratto – lezioni, programmazione, valutazioni, partecipazione agli organi collegiali – “ogni prestazione accessoria risulta totalmente facoltativa e richiede un compenso stabilito in contrattazione“.
“L’insegnante ha il pieno diritto di rifiutare un lavoro aggiuntivo non inserito nel piano annuale delle attività e non retribuito“, ha aggiunto Frallicciardi, tracciando una linea chiara tra diritti e doveri contrattuali.
Cosa prevede il contratto nazionale
Il CCNL scuola (il contratto nazionale che regola il lavoro di docenti e ATA) è esplicito su questo punto. Nell’articolo 88 si stabilisce che le attività aggiuntive – tra cui appunto il coordinatore di classe – vanno pagate usando le risorse del Fondo dell’Istituzione Scolastica (FIS), dopo averle discusse in contrattazione con i sindacati.
L’articolo 29, invece, elenca precisamente cosa rientra negli obblighi di servizio di un docente: insegnare, programmare, valutare, partecipare agli organi collegiali, fare formazione. Il coordinatore di classe non compare in questa lista.
Questo significa che coordinare una classe – con tutto quello che comporta in termini di rapporti con le famiglie, coordinamento tra colleghi, gestione di problematiche degli studenti, raccordo con segreteria e presidenza – è un lavoro aggiuntivo rispetto a quello che si è contrattualmente obbligati a svolgere.
Il diritto di rifiutare senza conseguenze
Nella sua nota, Frallicciardi ha voluto rassicurare i docenti: rifiutare un incarico di questo tipo, quando non sia retribuito o non sia stato inserito nel piano delle attivitàapprovato dal collegio, è un diritto legittimo.
Nessun docente può essere penalizzato, ricevere note nel fascicolo personale o essere considerato “poco collaborativo” per aver esercitato questo diritto. Chi accetta di fare il coordinatore deve farlo volontariamente, sapendo che riceverà un compenso adeguato dal Fondo d’Istituto.
Le implicazioni per l’organizzazione scolastica
La questione sollevata dalla UIL Scuola mette in evidenza una criticità che riguarda molte scuole italiane: la necessità di figure di coordinamento a fronte di risorse economiche sempre più ridotte.
Tuttavia, come sottolinea il sindacato, la soluzione non può essere quella di trasformare prestazioni volontarie in obblighi. Una simile prassi, oltre a non rispettare il contratto nazionale, creerebbe un precedente problematico che potrebbe portare a un progressivo ampliamento delle mansioni obbligatorie senza riconoscimento economico.
Cosa possono fare i docenti nella stessa situazione
Per i docenti che si trovassero in situazioni simili, il sindacato fornisce alcune indicazioni pratiche:
- Chiedere di vedere il piano annuale delle attività approvato dal collegio docenti: se l’incarico di coordinatore non è previsto lì dentro, non si è tenuti ad accettarlo
- Verificare come sono stati distribuiti i soldi del Fondo d’Istituto: di solito c’è una tabella con tutti gli incarichi e i relativi compensi. Se il coordinatore non è retribuito, non è obbligatorio
- Parlare con i propri rappresentanti sindacali (RSU) presenti a scuola o contattare direttamente i sindacati della zona
- Richiedere comunicazioni scritte: se il dirigente afferma che l’incarico è obbligatorio, chiedere una comunicazione via email o circolare
- Esercitare i propri diritti con serenità: rifiutare un incarico non retribuito non può avere conseguenze disciplinari o professionali
La questione delle risorse insufficienti
È evidente che molte scuole si trovino in difficoltà economiche. Il Fondo d’Istituto è sempre più limitato e spesso non basta a retribuire adeguatamente tutti gli incarichi necessari per il buon funzionamento della scuola.
Servirebbero coordinatori in tutte le classi, funzioni strumentali, referenti per progetti, responsabili di laboratorio, ma i soldi sono insufficienti. Però, come ribadisce la UIL Scuola, questa non può giustificare la richiesta di lavoro non retribuito ai docenti.
Se le risorse mancano, la scuola deve fare delle scelte, stabilire delle priorità, ma deve rispettare quanto previsto dal contratto.
L’importanza del riconoscimento professionale
La vicenda di Salerno riporta l’attenzione su un tema che riguarda tutto il comparto scuola a livello nazionale: il rispetto della professionalità docente passa anche attraverso il riconoscimento – non solo formale ma anche economico – delle responsabilità aggiuntive che vengono richieste.
Il coordinatore di classe è una figura importante per il funzionamento della scuola. Ma proprio perché è importante, chi sceglie di assumere questo ruolo deve essere valorizzato e retribuito adeguatamente. Chi sceglie di non farlo, invece, ha tutto il diritto di concentrarsi sul proprio insegnamento.
L’intervento della UIL Scuola Salernorappresenta un utile chiarimento sul tema degli incarichi aggiuntivi e sul rispetto delle regole contrattuali e dei diritti dei lavoratori. In un momento in cui alle scuole viene chiesto sempre di più con risorse sempre più ridotte, diventa importante mantenere chiara la distinzione tra obblighi contrattuali e prestazioni volontarie.
La dignità professionale passa anche dal saper riconoscere il valore del lavoro aggiuntivo, dal pretendere che ogni prestazione sia adeguatamente retribuita, e dal ricordare che il rispetto del contratto è la base del rapporto di lavoro.
Le immagini presenti su sito sono tutte libere da copyright o generate con tecnologia AI
Segui il nostro canale
Segui la nostra pagina
Segui il nostro Canale
Segui il nostro Canale
Segui il nostro Canale
Segui il nostro Canale
👉 TELEGRAM
Per inviare notizie, comunicati, lettere aperte, video, segnalazioni varie e proposte di collaborazione scrivi a:
redazione@infoscuola24.it
