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Dopo l’incontro con il ministro, il sindacato chiede verifiche concrete. Il 11 novembre sit-in a Roma e conferenza stampa, il 16 novembre assemblee nelle scuole. La Lega parla di «correzione di rotta».
Il ministro si impegna a cercare le risorse
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è impegnato a lavorare per trovare le risorse necessarie per annullare i tagli agli organici della scuola previsti dal disegno di legge di Bilancio. Lo riferiscono Ivana Veronese, segretaria confederale della UIL, e Giuseppe D’Aprile, segretario generale della UIL Scuola, al termine dell’incontro con il ministro.
«Abbiamo espresso al ministro tutta la nostra contrarietà ai tagli previsti dalla manovra. La scuola va rafforzata, non indebolita. Usciamo dall’incontro fiduciosi, ma continueremo a mantenere alta l’attenzione. Verificheremo che le risorse vengano effettivamente individuate e che i tagli siano cancellati. La scuola non si taglia».
I numeri del taglio contestato
Il provvedimento riguarda il personale docente e il personale ATA, cioè il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Secondo quanto riportato dalla Lega, la misura prevedeva una riduzione dello 0,5% degli insegnanti, giustificata con un calo dell’1,4% degli studenti.
La posizione della Lega
Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della commissione Cultura del Senato, è intervenuto sulla sua pagina Facebook: «Si lavora alla correzione di rotta sulla misura della Manovra che avrebbe penalizzato il personale della scuola (docenti e Ata), giustificata in particolare dal fatto che il riferimento all’1,4% di studenti in meno per spiegare il taglio dello 0,5% degli insegnanti non teneva conto dell’elevata percentuale di supplenti per l’insufficiente numero di posti in organico di diritto».
In sostanza, il taglio dei docenti sarebbe stato motivato con il calo degli alunni. Ma il numero di supplenze è alto proprio perché i posti stabili in organico di diritto, cioè quelli assegnati ogni anno dallo Stato, non sono sufficienti. Il calo demografico, quindi, non spiegherebbe da solo il fabbisogno reale di personale.
La mobilitazione: obiettivi e motivazioni
Il sindacato non si limita al confronto con il governo e le forze politiche. Le organizzazioni promotrici, tra cui la UIL Scuola, hanno avviato una fase di confronto con governo, forze politiche e gruppi parlamentari e hanno lanciato una mobilitazione con un obiettivo preciso: cancellare le disposizioni della legge di Bilancio che prevedono il taglio degli organici di docenti e ATA.
Secondo le organizzazioni, rispondere al calo demografico con una riduzione del personale è un grave errore. Nella nota congiunta si legge: «È un grave errore rispondere al calo demografico con un’equivalente riduzione del personale scolastico: intanto perché, pur diminuendo popolazione scolastica, le strutture che la ospitano e le esigenze organizzative, amministrative e gestionali, restano sostanzialmente immutate».
Per il personale docente, la strada indicata è un’altra: favorire l’incremento del tempo scuola e la personalizzazione della didattica, in linea con le azioni già avviate con le risorse del PNRR e da sviluppare ulteriormente.
Il sindacato denuncia anche le conseguenze pratiche dei tagli. Secondo le organizzazioni, ridurre il personale comporterebbe un aggravio dei carichi di lavoroper chi resta in servizio e un aumento inevitabile del tasso di precarietà. Il danno, sostengono, ricadrebbe sul Paese, in particolare nelle aree di maggiore disagio, dove la scuola avrebbe più bisogno di essere messa in condizione di lavorare con la massima efficacia.
Il calendario delle iniziative
La protesta si articola in tre appuntamenti.
- Mercoledì 11 novembre, dalle 14 alle 17, sit-in in piazza Vidoni a Roma, nei pressi del Ministero della Funzione Pubblica. È la prima iniziativa pubblica della mobilitazione.
- Mercoledì 11 novembre, alle 11, conferenza stampa all’Hotel Nazionale di piazza Monte Citorio a Roma, per illustrare le ragioni della protesta.
- Lunedì 16 novembre, assemblee in orario di servizio negli istituti di tutta Italia. Le assemblee sindacali durante l’orario di lavoro sono previste dal contratto collettivo del comparto Istruzione e Ricerca. Le assemblee saranno seguite in diretta streaming dagli interventi dei leader nazionali, così da coinvolgere anche le scuole più lontane da Roma.
Il sindacato: «Disponibili al confronto, ma non pregiudiziali»
Le organizzazioni precisano che la mobilitazione non nasce da una contrarietà di principio. Nel comunicato si legge: «La nostra iniziativa non nasce da motivazioni pregiudiziali, ma da una attenta valutazione di merito rispetto a contenuti della legge di bilancio per noi assolutamente inaccettabili».
Il sindacato chiede però un confronto a condizioni precise: «La nostra disponibilità al confronto è un atto di responsabilità, che però dev’essere reciproca. Non si può affermare la volontà di valorizzare maggiormente il lavoro nella scuola e poi agire nella direzione opposta, come avviene con questa legge di bilancio, con misure di cui chiediamo la cancellazione».
Cosa succede ora
Per ora l’impegno del ministro è una dichiarazione di intenti: le risorse per coprire i tagli non sono ancora state individuate. La UIL Scuola ha annunciato che verificherà concretamente l’esito del confronto. La partita si gioca nel percorso di approvazione della legge di Bilancio, dove il governo potrà modificare le misure sugli organici. Per famiglie, docenti e personale ATA, il nodo resta quello dell’organizzazione delle scuole nei prossimi anni e del numero di posti stabili disponibili.
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