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La cancellazione della trattenuta ENAM alleggerirebbe la busta paga, ma toglierebbe un sistema di welfare dedicato a docenti dell’infanzia e primaria.
Nel dibattito sul rinnovo del contratto scuola circola l’ipotesi di un aumento “medio” di 140 euro lordi. Una cifra che, a fronte dell’inflazione degli ultimi anni, rischia di essere poco più che simbolica. Parallelamente si discute di abrogare la trattenuta ENAM: scelta che darebbe un piccolo beneficio immediato, ma con effetti strutturali sul welfare di categoria.
Che cos’è la trattenuta ENAM e come si finanzia
La gestione “Assistenza Magistrale” (ex ENAM) è oggi in INPS, dopo il passaggio da Enam a Inpdap (2010) e la soppressione di quest’ultimo con confluenza in INPS (DL 201/2011 conv. L. 214/2011). Le prestazioni sono finanziate da un contributo dello 0,80% della retribuzione lorda degli iscritti.
I vantaggi concreti della trattenuta: cosa si perderebbe
Case del Maestro: soggiorni climatico-termali in pensione completa per iscritti e familiari, finanziati dal Fondo ex ENAM. Opportunità storica di socialità e recupero psico-fisico a costi calmierati. Rimborso spese sanitarie: contributi su ticket, visite, esami e protesi, con percentuali dal 60% al 45% in base all’ISEE e limiti puntuali (fino a 10.000 € per alcune voci). Una rete di protezione che integra il SSN. Contributo straordinario: aiuti economici per eventi gravi (malattie, furti/danni all’abitazione, lutti, separazioni, sfratti), con regolamento dedicato. Assegno di solidarietà ai superstiti: sostegno ai familiari di iscritti deceduti in servizio, con accesso in base a stato di bisogno e soglie ISEE. Piccoli prestiti e altre misure: strumenti di credito e borse di studio in ambito gestione dipendenti pubblici, utili per spese improvvise e formazione.
Perché 140 euro lordi “medi” sono una miseria (in termini reali)
Il potere d’acquisto è stato eroso da un’inflazione all’8,1% nel 2022 e al 5,7% nel 2023: oltre +14% nel biennio. Anche con inflazione in rallentamento, un aumento lordo “medio” non colma questo gap, specie per chi sostiene spese familiari e professionali crescenti. Servono risorse strutturali e meccanismi di indicizzazione.
Tagliare la trattenuta ENAM dà un risparmio immediato ma smantella un welfare mutualistico che, per molti, vale più del contributo versato. La via maestra, in una stagione di prezzi ancora alti, è preservare o rendere opzionale la trattenuta garantendo la portabilità dei benefici, e negoziare aumenti reali, ancorati all’inflazione e alla specificità del lavoro docente.
