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In Calabria torna al centro dell’attenzione il concorso per dirigenti scolastici. I ricorrenti del gruppo RDC – Ricorsisti Dirigenti Calabria 2023 denunciano presunte irregolarità.
Un concorso che continua a far discutere
Mentre in Calabria si attende la nomina del nuovo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, esplode l’ennesima denuncia pubblica sul concorso ordinario per dirigenti scolastici. Il comunicato, pervenuto alla nostra redazione, è firmato dal gruppo RDC – Ricorsisti Dirigenti Calabria 2023, che da tempo contesta l’esito della procedura concorsuale.
Una vicenda che, secondo i ricorrenti, non può essere liquidata come un semplice contenzioso amministrativo, ma che investe direttamente i principi di trasparenza e imparzialità sanciti dalla Costituzione.
Le accuse sulla valutazione delle prove scritte
Al centro della denuncia vi è la valutazione di un elaborato scritto, attribuito a una dirigente scolastica di nuova nomina in provincia di Cosenza. Secondo quanto riportato dal gruppo RDC, il testo conterrebbe numerose inesattezze e tratterebbe un argomento – quello dei permessi brevi – non coerente con la traccia assegnata.
Nonostante ciò, la commissione giudicatrice avrebbe attribuito otto punti, un punteggio ritenuto decisivo per il superamento della prova e per l’inserimento tra i vincitori del concorso. Da qui l’interrogativo posto pubblicamente dai ricorrenti: perché l’elaborato non è stato dichiarato nullo o comunque valutato in modo conforme alle regole concorsuali?
Le domande alle istituzioni
Nel comunicato, il gruppo RDC – Ricorsisti Dirigenti Calabria 2023 rivolge una serie di domande dirette a tre livelli istituzionali:
Al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendo se le nomine politiche dei vertici degli uffici pubblici garantiscano davvero scelte imparziali anche nella composizione delle commissioni di concorso. Al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, domandando se siano state avviate ispezioni ministeriali sull’operato della commissione giudicatrice dell’USR Calabria. Al procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, sollecitando chiarimenti su eventuali iniziative di approfondimento giudiziario.
I ricorrenti precisano di aver già promosso azioni nelle sedi amministrative e penali competenti.
I riferimenti normativi richiamati
La denuncia si fonda sui principi dell’articolo 97 della Costituzione, che impone il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, nonché sull’accesso ai pubblici impieghi tramite concorso. Principi ribaditi dal decreto legislativo n. 165 del 2001 e dalla normativa che disciplina il concorso ordinario per dirigenti scolastici.
Una questione che riguarda la credibilità del sistema
Il comunicato del gruppo RDC si chiude con un richiamo al pensiero di Sant’Agostino, evocando lo sdegno e il coraggio come strumenti per riconoscere le storture e cambiarle. Al centro della denuncia resta un punto fermo: il diritto dei cittadini calabresi ad avere una dirigenza scolastica selezionata attraverso concorsi pubblici realmente meritocratici.
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