🔵 Vai al gruppo Telegram dedicato – Clicca Qui 👈
Il responsabile scuola della Lega Mario Pittoni interviene sul dibattito tra TFA sostegno e percorsi INDIRE, rivendicando la scelta di alleggerire costi e sacrifici per i docenti con esperienza, senza mettere in discussione il valore della formazione.
Un dibattito che divide il mondo della scuola
Nel mondo della scuola, e in particolare tra i docenti di sostegno, il confronto tra chi ha frequentato il TFA e chi accede ai percorsi INDIRE continua a generare tensioni. Al centro della discussione ci sono i sacrifici economici, logistici e familiari sostenuti da molti insegnanti per conseguire la specializzazione, spesso affrontando rette elevate, trasferte e lunghi periodi di frequenza in presenza.
Le parole di Pittoni
A intervenire sul tema è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato. In un post pubblicato sui social, Pittoni riferisce di aver ricevuto messaggi da docenti che, dopo aver frequentato il TFA sostegno, contestano i colleghi che hanno potuto accedere ai percorsi INDIRE, ritenuti meno gravosi.
Secondo Pittoni, però, questo approccio rischia di perdere di vista l’obiettivo principale: evitare che sacrifici “pesanti, soprattutto economici”, si ripetano inutilmente per le nuove generazioni di insegnanti.
TFA e INDIRE: cosa cambia davvero
Il TFA sostegno resta il percorso ordinario di specializzazione, strutturato su attività teoriche e laboratoriali, tirocinio diretto e indiretto, con costi che in molti casi superano i 3.000 euro.
I percorsi INDIRE, invece, sono stati previsti per docenti con almeno tre annualità di servizio specifico sul sostegno e si concentrano sulla parte teorica, pari a 36 crediti formativi, senza tirocinio aggiuntivo. Una scelta che il legislatore ha giustificato proprio valorizzando l’esperienza già maturata sul campo.
Il quadro normativo
L’introduzione dei percorsi riservati si inserisce nel solco delle recenti disposizioni ministeriali sulla formazione dei docenti di sostegno, con l’obiettivo di rispondere alla cronica carenza di insegnanti specializzati e di garantire maggiore continuità didattica agli alunni con disabilità, come più volte richiamato anche dalla normativa sull’inclusione scolastica (Legge 104/1992 e decreti attuativi).
Una questione di equità, non di contrapposizione
Nel suo intervento, Pittoni sottolinea come l’azione politica sia stata orientata a evitare sacrifici “se non necessari”, non a sminuire il percorso di chi ha affrontato il TFA. Il messaggio è chiaro: migliorare il sistema non significa negare il valore delle esperienze passate, ma impedire che diventino un peso obbligatorio anche quando esistono soluzioni alternative coerenti e riconosciute.
Le immagini presenti su questo sito sono tutte libere da copyright o generate con tecnologia AI
Segui il nostro canale
Segui la nostra pagina
Segui il nostro Canale
Segui il nostro Canale
Segui il nostro Canale
👉 TELEGRAM
Per inviare notizie, comunicati, lettere aperte, video, segnalazioni varie e proposte di collaborazione scrivi a:
redazione@infoscuola24.it
