Domande dall’7 all’11 settembre: i fondi saranno assegnati in ordine di arrivo. Ma le risorse potrebbero coprire solo una piccola parte del fabbisogno delle scuole italiane
Da oggi, 7 settembre, per le scuole statali scatta la corsa ai fondi per raffrescare aule e ambienti didattici. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 20 milioni di euro con il D.M. 2 settembre 2026, n. 179, attuato dall’Avviso n. 63557 del 4 settembre. Le risorse serviranno per acquistare, installare e mettere in esercizio apparecchi e dispositivi destinati al raffrescamento e al miglioramento del comfort microclimatico.
La procedura è a sportello: non conta una graduatoria di merito, ma l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Le candidature possono essere presentate dalle ore 9 del 7 settembre alle ore 14 dell’11 settembre tramite SIDI, nell’applicazione MONITOR/PIMER. Ogni istituzione scolastica può inoltrare una sola richiesta e le risorse saranno assegnate fino a esaurimento. Un vero e proprio “click day”, dunque, che rende decisiva la rapidità dell’invio, fermo restando il successivo controllo ministeriale sul possesso dei requisiti.
Non tutti gli edifici possono però essere inseriti nella candidatura. L’Avviso esclude quelli di nuova costruzione, quelli interessati da interventi di efficientamento energetico nei cinque anni precedenti e gli ambienti già dotati di impianti per il trattamento dell’aria. Dopo l’ammissione, il Ministero erogherà un acconto del 70%; il restante 30% arriverà dopo la rendicontazione delle spese, corredata dal visto di regolarità amministrativo-contabile del revisore dei conti (MIM).
Il provvedimento arriva mentre il caldo nelle scuole è diventato un tema nazionale. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale, citata dall’ANSA, solo l’11% degli istituti disporrebbe di sistemi di climatizzazione, spesso concentrati negli uffici amministrativi e non nelle aule. Le temperature elevate di questo inizio settembre hanno riacceso anche il dibattito sul rinvio delle lezioni nelle aree più calde, ipotesi sulla quale il Ministero non ha però annunciato modifiche al calendario.
Resta il nodo dell’adeguatezza delle risorse. Tuttoscuola calcola che, se i 20 milioni fossero distribuiti sull’intero sistema, equivarrebbero in media a circa 2.800 euro per istituzione e poco più di 500 euro per edificio scolastico. Cifre che danno la misura della distanza tra lo stanziamento e il fabbisogno potenziale. A Roma, inoltre, Repubblica segnala un’altra criticità: prima di installare climatizzatori, diversi istituti potrebbero dover verificare la capacità di quadri e reti elettriche, spesso datati.
Il fondo rappresenta quindi un primo intervento concreto, ma difficilmente risolutivo. Lo stesso ministro Giuseppe Valditara ha annunciato un piano più ampio per l’efficientamento energetico delle scuole, chiamando in causa anche Comuni, Province e Città metropolitane. La sfida, ormai, non riguarda più soltanto l’emergenza caldo di settembre, ma l’adattamento strutturale di un patrimonio scolastico che deve fare i conti con estati più lunghe e temperature sempre più elevate.
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