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Decreto Scuola docenti A023: CPIA pieni, 31.181 in lista d’attesa. Obbligo corsi italiano per genitori stranieri inapplicabile

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Nuovo obbligo di frequenza corsi italiano per genitori stranieri ma i CPIA sono saturi: solo 354 docenti A023 specializzati in italiano L2 contro un fabbisogno doppio


Il nuovo decreto Scuola introduce l’obbligo per i genitori stranieri di frequentare corsi gratuiti di italiano quando i figli hanno difficoltà scolastiche legate alla lingua, con sanzioni da 200 a 1.000 euro in caso di rifiuto. Ma la norma si scontra con una realtà drammatica: 31.181 persone sono già in lista d’attesa nei 119 CPIA italiani e i docenti A023 specializzati in italiano L2 sono appena 354, mentre ne servirebbero almeno il doppio. Gli insegnanti chiedono cattedre stabili nell’organico di diritto e spazi dedicati per i centri.

L’intento è condivisibile, ma l’applicazione della norma si scontra con due problemi enormi: i CPIA sono già al collasso con decine di migliaia di persone in lista d’attesae i docenti specializzati in italiano L2 sono una risorsa scarsissima. Un quadro che rischia di rendere l’obbligo inapplicabile sul piano pratico.

I CPIA SONO GIÀ PIENI: 31.181 PERSONE ESCLUSE

I numeri dell’emergenza

Un’indagine de La Stampa fotografa una situazione critica: nei 119 CPIA presenti sul territorio nazionale ci sono attualmente 31.181 persone in lista d’attesa, per oltre il 90% cittadini stranieri.

Ben 93 centri su 119 – il 78,2% del totale – ricevono più domande di iscrizione rispetto ai posti disponibili. La situazione è particolarmente grave al Nord, dove le persone escluse sono 18.210, con punte drammatiche in Emilia Romagna, Liguria e Toscana, dove i candidati rimasti fuori rappresentano tra il 18% e il 22% degli iscritti totali.

Il problema degli spazi: aule in prestito e orari limitati

Quasi tutti i CPIA non hanno una sede propria: utilizzano edifici scolastici in prestito, potendo organizzare le lezioni solo al pomeriggio o di sera, quando le aule sono libere dalle attività didattiche ordinarie.

Questa condizione limita fortemente la capienza e rende impossibile ampliare l’offerta formativa. Senza spazi autonomi e edifici dedicati, qualsiasi tentativo di aumentare il numero di corsi resta sulla carta.

DOCENTI A023: APPENA 354 SPECIALISTI PER TUTTO IL PAESE

La classe di concorso per l’italiano L2

La classe di concorso A023 – “Italiano a persone di lingua straniera” – è stata istituita nel 2017 per formare docenti con competenze specifiche in glottodidattica e nell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.

Questi insegnanti hanno una preparazione mirata per lavorare con studenti alloglotti(con lingua madre diversa dall’italiano) e con adulti stranieri, usando metodologie didattiche che i normali docenti di lettere o della primaria non possiedono nel loro curriculum.

L’organico è drammaticamente insufficiente

I dati parlano chiaro: in tutta Italia ci sono solo 354 docenti titolari della cattedra A023, mentre il fabbisogno reale richiederebbe almeno il doppio degli specialisti per coprire sia le scuole che i CPIA.

Attualmente, l’insegnamento dell’italiano L2 nei centri per adulti viene garantito principalmente da:

  • 1.656 maestri della scuola primaria
  • 3.437 docenti della secondaria di primo grado

Professionisti preparati, certamente, ma senza la specializzazione in didattica dell’italiano a stranieri.

L’appello del Coordinamento Nazionale A023

Il Coordinamento Nazionale dei docenti A023 ha recentemente inviato un appello ai sindacati e al Ministero dell’Istruzione e del Merito, denunciando che i progetti d’integrazione rischiano di rimanere pura burocrazia senza personale adeguato.

Nel documento si legge chiaramente: introdurre la soglia del 30% di alunni stranieri per classe o rendere obbligatori i corsi per i genitori non serve a nulla se poi le aule non hanno docenti specializzati in glottodidattica. Senza la figura professionale A023, tutto il carico dell’insegnamento linguistico ricade sui docenti di classe o sui maestri della primaria, che non hanno gli strumenti metodologici per questo tipo di didattica.

LA PRECARIETÀ DELL’ORGANICO: POTENZIAMENTO E SUPPLENZE

Cattedre instabili e utilizzazioni improprie

I docenti A023 denunciano una condizione di forte precarietà: la loro classe di concorsoviene spesso inserita nell’organico di potenziamento in modo fluttuante, oppure utilizzata per coprire supplenze brevi e sostituzioni di colleghi assenti.

Questa instabilità impedisce una programmazione didattica seria e una vera continuità educativa nell’accompagnamento linguistico degli studenti stranieri e delle loro famiglie.

Le richieste: cattedre stabili e organico potenziato

Per uscire dall’emergenza, il mondo della scuola chiede interventi strutturali:

  • Trasformazione dei posti in organico di potenziamento in cattedre stabili nell’organico di diritto
  • Assegnazione automatica dei docenti A023 nelle scuole ad alta presenza migratoria
  • Raddoppio dell’organico della classe di concorso per rispondere al fabbisogno reale
  • Spazi autonomi ed edifici dedicati per i CPIA, senza dipendere dal prestito di aule

IL CORTOCIRCUITO TRA NORME E RISORSE

Un obbligo senza strutture

Il nuovo decreto Scuola introduce un obbligo con sanzione in una situazione in cui le strutture pubbliche non sono in grado di garantire il servizio.

Come possono i genitori stranierifrequentare i corsi se ci sono già 31.181 persone in lista d’attesa? Come possono imparare efficacemente l’italiano se mancano docenti con le competenze giuste?

Rischio di inefficacia e iniquità

Senza un piano straordinario di investimentiin organico e edilizia scolastica, la norma rischia di rimanere inapplicata o, peggio, di trasformarsi in uno strumento che sanziona le famiglie senza offrire loro strumenti concreti per mettersi in regola.

Il personale scolastico – già sotto pressione per mille emergenze – si troverebbe a gestire una situazione ancora più complessa, con risorse invariate e aspettative aumentate.

LE VOCI DALLA SCUOLA

I dirigenti dei CPIA: “Serve un piano straordinario”

I dirigenti scolastici dei CPIA segnalano da tempo l’impossibilità di rispondere a tutte le richieste. Le liste d’attesa si allungano anno dopo anno, ma senza aule proprie e organico dedicato non ci sono margini di manovra.

“Non possiamo inventarci spazi dove non ci sono – dichiarano dai centri – e non possiamo garantire un’alfabetizzazione di qualità con docenti che fanno altri lavori e vengono chiamati solo per tappare i buchi“.

I docenti di classe: “Non basta la buona volontà”

Anche i docenti di classe, quelli che ogni giorno si trovano in aula con studenti stranieri, denunciano le difficoltà. “Facciamo del nostro meglio – raccontano – ma insegnare l’italiano a chi non lo conosce richiede competenze specifiche. Serve la glottodidattica, non bastano la buona volontà e l’esperienza disciplinare“.

Il decreto Scuola che introduce l’obbligo di frequenza dei corsi di italiano per i genitori stranieri parte da un’esigenza reale: l’integrazione linguistica è fondamentale per il successo scolastico dei ragazzi.

Ma i numeri dicono chiaramente che l’impianto normativo si scontra con una realtà strutturale inadeguata: 31.181 persone già escluse dai CPIA, solo 354 docenti A023in tutta Italia contro un fabbisogno doppio, mancanza di spazi dedicati e organico precario.

Senza un investimento serio in personale specializzato, stabilizzazione delle cattedre nell’organico di diritto e edilizia scolastica dedicata, il rischio è che l’obbligo resti sulla carta o, peggio, diventi fonte di frustrazioneper le famiglie e di ulteriore carico di lavoroper il personale della scuola.

L’integrazione non si fa con le circolari e le sanzioni: serve programmazione, risorse e rispetto del lavoro dei docenti specializzati.


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