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FIS in pagamento: Emissione speciale, via libera alla liquidazione delle economie residue

Molti docenti e ATA hanno ricevuto somme aggiuntive grazie a un’emissione speciale. Ma la situazione non è uniforme: ecco cosa sta succedendo.

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La conferma è arrivata da NoiPA, che ha annunciato un’emissione speciale per la giornata del 5 agosto.

Cos’è il FIS e perché si parla di “economie residue”?

Il Fondo per l’Istituzione Scolastica, disciplinato dal CCNL Istruzione e Ricerca, serve a retribuire il personale docente, educativo e ATA per attività extra rispetto all’orario di servizio ordinario: progetti, corsi di recupero, incarichi specifici, sorveglianza aggiuntiva e altro.

Quando a fine anno scolastico una parte delle somme stanziate non viene utilizzata — ad esempio per assenze o rinunce — si crea un “residuo” contabile. Questo non va perso: resta a disposizione della scuola per essere redistribuito tra i lavoratori, secondo i criteri stabiliti dalla contrattazione integrativa d’istituto.

L’emissione speciale del 5 agosto: chi ha pagato e perché?

Alcune scuole, grazie a queste disponibilità finanziarie già presenti in bilancio, hanno deciso di liquidare subito le economie residue, senza attendere l’accredito dei nuovi fondi FIS per l’anno scolastico 2025/2026che, ad oggi, non risultano ancora disponibili.

Questa scelta è perfettamente legittima, a condizione che:

  • le somme provengano da economie di anni precedenti già accertate;
  • sia stato siglato un accordo formale con RSU e rappresentanze sindacali;
  • sia stata adottata apposita delibera o verbale di contrattazione.

Una spinta in tal senso è arrivata dalla UIL Scuola, che sollecitava un intervento per sbloccare questi fondi.

Ma non tutte le scuole possono procedere

La possibilità di procedere al pagamento non è garantita ovunque: molte istituzioni scolastiche preferiscono — o sono costrette — ad attendere i nuovi stanziamenti ministeriali.

Il risultato? Una disparità tra lavoratori, che può essere vissuta come una forma di discriminazione.

Un’anomalia che il sindacato auspica venga corretta al più presto, assicurando pari diritti a tutti i dipendenti del comparto scuola.

Chi ha diritto ai pagamenti e per quali attività?

Le economie residue possono essere distribuite solo per attività effettivamente svolte e documentate. Si tratta, quindi, di compensi per incarichi già chiusi e rendicontati nell’anno 2024/2025. Non si tratta di premi discrezionali, ma di diritti contrattuali: anche se modesti, questi importi spettano di pieno titolo al personale che ha contribuito con il proprio impegno alle attività scolastiche.


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