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FIS Scuola, ancora un’estate di attesa: il lavoro c’è, i soldi no

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Il Fondo d’Istituto resta fermo per mancanza di risorse sui capitoli di bilancio. Le scuole hanno fatto la loro parte, ma senza fondi NoiPA non può liquidare i compensi


C’è un problema che nella scuola si ripresenta con una regolarità quasi disarmante: il lavoro viene svolto, gli incarichi vengono assegnati, le attività aggiuntive vengono chiuse, ma il pagamento non arriva. Anche quest’anno il FIS, il Fondo d’Istituto dentro il più ampio FMOF, rischia di trasformarsi nell’ennesima promessa rinviata.

A fine luglio il quadro è chiaro: i capitoli di bilancio dedicati risultano ancora privi delle risorse necessarie. Questo significa una sola cosa: ad agosto i compensi accessori per docenti e personale ATA, salvo sorprese, non saranno liquidati.

Il nodo vero: mancano le risorse

Vale la pena dirlo con precisione, perché spesso su questi temi si crea confusione. Il problema non è nelle scuole. In molti istituti la contrattazione integrativa è stata chiusa, le attività sono state verificate e gli elenchi dei beneficiari sono pronti. Il punto è un altro: manca la copertura finanziaria che consente di chiudere il percorso amministrativo.

Finché i fondi non vengono caricati sui capitoli di spesa, le scuole non possono autorizzare definitivamente i compensi da inviare a NoiPA. E NoiPA, a sua volta, non può pagare somme che non risultano finanziate.

La storia si ripete puntualmente tant’è che anche l’anno scorso, la UIL Scuola chiese con forza soluzioni: “Serve un’emissione straordinaria per garantire i pagamenti ad agosto a tutto il personale”

Chi resta in attesa

A restare congelati sono i compensi per:

  • attività aggiuntive dei docenti;
  • funzioni strumentali;
  • incarichi specifici ATA;
  • progetti e attività extracurriculari;
  • ore eccedenti a carico del FIS;
  • altre voci previste dalla contrattazione integrativa di istituto.

Non si tratta di importi marginali. Per una parte del personale, soprattutto ATA, queste somme rappresentano una componente importante del salario accessorio, legata a lavoro effettivamente svolto.

Un problema che non dovrebbe più sorprendere

La questione, in realtà, è più ampia del singolo pagamento saltato. Il FIS continua a scontare una fragilità strutturale: è una leva essenziale per il funzionamento concreto della scuola, ma resta troppo spesso ostaggio dei tempi della contabilità centrale.

Il riferimento normativo resta quello della contrattazione integrativa del comparto Istruzione e Ricerca, nel quadro del decreto legislativo 165/2001, articolo 40, che disciplina le materie della contrattazione nelle pubbliche amministrazioni. Ma la norma, da sola, non basta se poi le risorse arrivano in ritardo.

Agosto sarà il mese degli arretrati, non del FIS

Nel frattempo, agosto dovrebbe portare con sé un’altra partita: quella dell’applicazione economica del nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, con aggiornamento degli stipendi e pagamento degli arretrati contrattuali (visibile già importo ordinario su NoiPa ndr.).

Ma attenzione: arretrati contrattuali e FIS non sono la stessa cosa. Viaggiano su canali diversi e con coperture differenti. Per questo gli arretrati possono arrivare, mentre il Fondo d’Istituto resta fermo.

La scuola non può vivere di compensi rinviati

Il punto politico e amministrativo è semplice. Non si può continuare a chiedere flessibilità, disponibilità e lavoro aggiuntivo a docenti e ATA, salvo poi rinviare il pagamento per questioni contabili. Perché quando il salario accessorio diventa incerto, il messaggio che passa è sempre lo stesso: il lavoro della scuola può aspettare.

E invece no. Il lavoro è stato fatto. Gli incarichi sono stati svolti. I compensi, semplicemente, devono essere pagati.


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