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Sostegno a Modena, tre docenti ottengono il ruolo: decisivo l’intervento della UIL Scuola

Riconosciuto il diritto maturato nella procedura del 2023. Catapano: «La norma esisteva già, bastava applicarla correttamente. I silenzi degli uffici alimentano sfiducia»

Tre docenti specializzati sul sostegno all’estero, inseriti con riserva nella GPS di prima fascia ADEE della provincia di Modena per il biennio 2022/2024, hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’immissione in ruolo grazie all’azione della UIL Scuola di Modena.

Nell’anno scolastico 2023/2024 avevano ricevuto incarichi annuali fino al 31 agosto. La riserva dipendeva dalla pendenza del riconoscimento del titolo estero. Pur risultando collocati in posizione utile nella procedura straordinaria finalizzata al ruolo, non era stata formalizzata l’individuazione degli aventi diritto né risultava adottato un atto di salvaguardia dei posti.

Le richieste, le PEC e i ripetuti solleciti erano rimasti senza risposta fino all’intervento della UIL Scuola di Modena.

«Il diritto di questi docenti esisteva già da allora – dichiara Dario Catapano, responsabile territoriale della UIL Scuola di Modena –. Non era necessario introdurre una nuova tutela né ottenere una concessione discrezionale da parte dell’Amministrazione: bastava applicare correttamente una norma nazionale già pienamente vigente. L’inerzia degli uffici ha rischiato, invece, di trasformare un diritto maturato in un danno definitivo».

La normativa

L’articolo 5, comma 17, del D.L. 44/2023, convertito dalla legge 74/2023, tutela i docenti con titolo estero inseriti con riserva che, nell’anno scolastico 2023/2024, risultavano in posizione utile nella procedura straordinaria da GPS sostegno. Venuta meno la condizione relativa al titolo, l’immissione in ruolo deve avvenire nella provincia della graduatoria, con priorità rispetto alle altre procedure di reclutamento.

L’articolo 9, comma 4, del D.M. 119/2023 prevede inoltre l’individuazione degli aventi titolo mediante decreto, così da cristallizzare la posizione maturata ed evitare che l’inerzia amministrativa produca conseguenze irreversibili.

L’articolo 7, comma 2-bis, del D.L. 71/2024, convertito dalla legge 106/2024, stabilisce infine che il titolo italiano conseguito successivamente a quello estero è valido anche per consolidare la posizione acquisita con riserva. I tre docenti hanno conseguito la specializzazione attraverso il percorso INDIRE il 20 dicembre 2025.

L’intervento della UIL Scuola di Modena

La UIL Scuola di Modena ha chiesto all’USR Emilia-Romagna e all’Ambito Territoriale di Modena il riesame della vicenda, la ricostruzione delle operazioni relative all’anno scolastico 2023/2024, il riconoscimento della posizione maturata e la salvaguardia dei posti.

Il sindacato ha seguito passo dopo passo i tre iscritti, predisponendo gli atti necessari ed esercitando tutte le pressioni istituzionali consentite dalla legge affinché gli uffici assumessero una decisione conforme alla normativa.

«Abbiamo insistito perché fosse riconosciuto ciò che la legge già prevedeva – prosegue Catapano –. Non dovrebbe essere necessario arrivare a ripetute istanze, solleciti e diffide per ottenere l’applicazione di una disposizione chiara. Quando l’Amministrazione non risponde, lascia soli i lavoratori e accresce inutilmente il contenzioso».

Il riconoscimento del ruolo

I tre docenti sono stati contattati telefonicamente per effettuare la scelta delle sedi e, con decreto datato 16 luglio 2026, sono stati individuati quali destinatari di un posto di ruolo, con la relativa attribuzione della sede.

Il provvedimento di nomina e assegnazione della sede è stato tuttavia trasmesso direttamente agli interessati via e-mail soltanto il 29 luglio 2026.

Restano alcune perplessità sulle modalità seguite dall’Amministrazione. A Napoli e presso altri Ambiti territoriali, per docenti collocati in situazioni analoghe, l’individuazione in ruolo e l’attribuzione delle sedi sono state disposte attraverso un apposito decreto pubblicato sul sito istituzionale.

A Modena, invece, la scelta delle sedi è avvenuta mediante un contatto telefonico e il decreto è stato successivamente inviato ai singoli docenti tramite e-mail.

Una diversità di prassi che non mette in discussione il risultato raggiunto, ma conferma la scarsa uniformità nell’applicazione di una normativa nazionale, che dovrebbe garantire procedure trasparenti e omogenee in ogni territorio.

«Come abbiamo evidenziato in diverse occasioni, l’Ambito Territoriale e l’Ufficio Scolastico Regionale troppo spesso si chiudono in silenzi che non fanno altro che alimentare un clima di sfiducia – sottolinea Catapano –. Il silenzio delle istituzioni non è neutralità: rappresenta una sconfitta per tutti e, in primo luogo, per lo Stato, che dovrebbe essere il primo garante della legalità, della trasparenza e della corretta applicazione delle proprie norme».

La UIL Scuola a Modena sarà sempre vigile su tutte le questioni che riguardano il personale scolastico, affinché nessun diritto venga sacrificato a causa di silenzi, ritardi o interpretazioni non conformi alla normativa.

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