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Graduatorie dirigenti scolastici, il Movimento Ordinaristi: “Equità proclamata, ma il concorso 2023 resta irrisolto”

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Comunicato del Movimento Ordinaristi sul concorso dirigenti scolastici 2023: criticità, graduatorie e richieste di equità.


Nel documento, il Movimento contesta quella che definisce una narrazione istituzionale improntata all’efficienza amministrativa, ma che – nei fatti – produrrebbe nuove esclusioni e lascerebbe irrisolte le criticità del concorso ordinario 2023.

“Una soluzione solo apparente”

Secondo il Movimento, la gestione delle graduatorie dei dirigenti scolastici viene oggi presentata come una soluzione razionale e definitiva, ma rappresenterebbe in realtà “l’ennesima esclusione mascherata da buon senso”.

Nel comunicato si legge che dietro il richiamo alla “certezza del diritto” e all’“economicità dell’azione amministrativa” si nasconderebbe “una scelta politica precisa: tutelare chi è già stato ampiamente tutelato e rimuovere chi ha osato contestare un concorso ordinario viziato”.

Scorrimento delle graduatorie: “Economico, ma per chi?”

Il Movimento Ordinaristi mette in discussione anche la narrazione positiva dello scorrimento delle graduatorie, spesso indicato come strumento efficiente e sostenibile.

“La domanda resta inevasa – si legge nel testo –: economico per chi, giusto per chi?”. Una scelta che, secondo i firmatari del comunicato, finirebbe per blindare alcune graduatorie mentre altre, in particolare quelle del concorso ordinario 2023, restano segnate da irregolarità e disparità applicative.

Le criticità del concorso ordinario 2023

Nel documento si sottolinea come il concorso ordinario per dirigenti scolastici 2023 non possa essere considerato una procedura “normale”.

Il Movimento richiama una serie di criticità già oggetto di contenzioso: assenza di banca dati, gestione disomogenea delle prove, criteri di valutazione non uniformi e, in alcuni casi, presunte violazioni delle garanzie procedurali, dall’anonimato delle prove alla trasparenza delle correzioni.

“I ricorsi – precisano – non sono nati dal malcontento, ma da violazioni concrete”.

“Certezza del diritto a senso unico”

Uno dei passaggi più critici del comunicato riguarda l’uso selettivo del principio di certezza del diritto.

Secondo il Movimento, tale principio verrebbe evocato solo “quando serve a chiudere i giochi”, mentre verrebbe accantonato quando sarebbe necessario riaprire le procedure per correggere errori e disfunzioni.

L’economicità, sempre secondo i firmatari, diventerebbe così “un alibi per non assumersi responsabilità”.

La denuncia: “Una categoria non si tutela sacrificandone una parte”

Il Movimento contesta anche l’autocompiacimento politico e sindacale che accompagna queste scelte, giudicato come una rappresentazione distorta della realtà.

“Trasformare un intervento selettivo in una vittoria collettiva – si legge – è un’operazione retorica, non una tutela della categoria”.

Particolarmente duro il passaggio finale: “Dire che nessun dirigente scolastico deve essere lasciato indietro suona come una beffa, quando nei fatti si continua a lasciare indietro chi ha pagato il prezzo più alto di un concorso ordinario gestito male e mai davvero sanato”.

La richiesta: regole uguali per tutti

Il comunicato si chiude con un appello netto: la scuola, secondo il Movimento Ordinaristi, non ha bisogno di scorciatoie legislative né di narrazioni autoassolutorie, ma di verità, responsabilità e regole uguali per tutti.

“Finché il merito verrà invocato a intermittenza e la legalità applicata a geometria variabile – concludono – ogni riforma sarà solo un’operazione di facciata”.


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