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Maturità 2026, conto alla rovescia: date, prove, orale su quattro materie e tutte le nuove regole

Il 18 giugno 527.607 candidati affronteranno la prima prova di Italiano. L’esame cambia volto: commissioni ridotte, colloquio concentrato su quattro discipline, obbligo di sostenere tutte le prove e bonus finale limitato a tre punti

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Giovedì 18 giugno 2026, alle ore 8.30, prenderà ufficialmente il via la Maturità 2026 con la prima prova scritta di Italiano.

Saranno complessivamente 527.607 gli studenti coinvolti, di cui 513.479 candidati interni e 14.128 esterni. Le commissioni costituite sul territorio nazionale sono 13.989.

L’edizione di quest’anno rappresenta molto più di un semplice appuntamento conclusivo del percorso scolastico. È infatti la prima applicazione del nuovo modello introdotto dalla riforma approvata nell’autunno 2025, che ha modificato la struttura del colloquio, la composizione delle commissioni, il sistema dei punti integrativi e persino la denominazione ufficiale dell’esame.

Dopo anni di utilizzo della formula “Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo”, torna infatti il nome storico di “esame di maturità”. Una scelta non soltanto formale: l’obiettivo dichiarato è valutare, accanto alle conoscenze disciplinari, anche il grado di autonomia, responsabilità e maturazione personale raggiunto dallo studente.

La settimana decisiva comincia il 16 giugno

Prima dell’ingresso degli studenti nelle aule, saranno i presidenti e i commissari a dare avvio alle operazioni.

Martedì 16 giugno, alle ore 8.30, si svolgerà la riunione plenaria delle commissioni. In quella sede saranno esaminate eventuali incompatibilità, verificata la documentazione dei candidati, definiti i criteri di correzione delle prove scritte e stabilite le modalità di conduzione del colloquio.

Le commissioni procederanno inoltre all’estrazione della lettera alfabetica dalla quale inizieranno gli orali e predisporranno il calendario delle convocazioni.

Negli stessi giorni le scuole completeranno le procedure relative al plico telematico, il sistema attraverso il quale vengono trasmesse in forma cifrata le tracce ministeriali. La mattina delle prove, il contenuto sarà reso accessibile mediante la chiave fornita dal Ministero.

Prima prova il 18 giugno: sette tracce e sei ore di tempo

La prima prova scritta si svolgerà contemporaneamente in tutta Italia giovedì 18 giugno, dalle ore 8.30. I candidati avranno a disposizione sei ore e potranno scegliere una delle sette tracce predisposte dal Ministero.

La struttura rimane articolata in tre tipologie:

  • due tracce di analisi e interpretazione di un testo letterario italiano;
  • tre tracce di analisi e produzione di un testo argomentativo;
  • due tracce di riflessione critica su tematiche di attualità.

La prova non serve soltanto a verificare la correttezza grammaticale e la padronanza della lingua italiana. Saranno valutate anche la capacità di organizzare il discorso, argomentare una posizione, utilizzare in modo pertinente conoscenze e riferimenti culturali e sviluppare una riflessione personale coerente.

Il punteggio massimo attribuibile alla prima prova è di 20 punti.

Seconda prova il 19 giugno: cambia in base all’indirizzo

La seconda prova si svolgerà venerdì 19 giugno 2026 e riguarderà una o più discipline caratterizzanti lo specifico indirizzo di studi.

Al Liceo classico la materia individuata è il Latino, mentre al Liceo scientifico, comprese l’opzione Scienze applicate e la sezione sportiva, sarà protagonista la Matematica.

Per istituti tecnici, professionali, licei artistici, musicali e coreutici, la struttura e la durata della prova dipenderanno dal percorso frequentato e dai relativi quadri di riferimento. In alcuni indirizzi la prova potrà avere carattere scritto-grafico, progettuale, pratico, musicale o coreutico e potrà proseguire anche nei giorni successivi.

Anche la seconda prova sarà valutata fino a un massimo di 20 punti.

Una terza prova scritta, fissata per giovedì 25 giugno, interesserà esclusivamente alcuni percorsi specifici, come le sezioni EsaBac, EsaBac techno e le sezioni a opzione internazionale cinese, spagnola e tedesca.

Smartphone e smartwatch vietati durante gli scritti

Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza e alla regolarità delle prove.

Durante gli scritti sarà vietato utilizzare telefoni cellulari, smartphone, smartwatch, auricolari e dispositivi capaci di consultare file, collegarsi alla rete o trasmettere fotografie, immagini e contenuti audio.

Non potranno essere utilizzate neppure apparecchiature a raggi infrarossi o ultravioletti. Saranno ammesse solamente le calcolatrici scientifiche o grafiche comprese negli elenchi autorizzati dal Ministero per gli indirizzi nei quali ne è consentito l’impiego.

La violazione delle disposizioni può comportare l’esclusione dall’esame. Le scuole dovranno inoltre disattivare le connessioni internet non necessarie, mantenendo operative soltanto le postazioni autorizzate per la gestione del plico telematico e delle procedure ministeriali.

Il colloquio cambia volto: al centro quattro materie

La novità più significativa della Maturità 2026 riguarda il colloquio.

Non sarà più richiesto allo studente di costruire collegamenti, talvolta artificiosi, tra tutte le discipline dell’ultimo anno. L’orale sarà concentrato sulle quattro materie individuate dal Ministero per ciascun indirizzo di studio.

Al Liceo classico, ad esempio, il colloquio riguarderà:

  • Lingua e letteratura italiana;
  • Lingua e cultura latina;
  • Storia;
  • Matematica.

Al Liceo scientifico le quattro discipline saranno:

  • Lingua e letteratura italiana;
  • Matematica;
  • Storia;
  • Scienze naturali.

Per conoscere le materie degli altri indirizzi occorre fare riferimento al relativo codice di corso e alle tabelle pubblicate dal Ministero sulla piattaforma Unica e nel motore di ricerca dedicato.

La riduzione del numero delle discipline non dovrebbe trasformare l’orale in quattro interrogazioni separate. La commissione dovrà comunque verificare la capacità del candidato di utilizzare e raccordare le conoscenze, argomentare in modo critico e personale e dimostrare il livello di autonomia e responsabilità raggiunto.

Niente busta o documento casuale: si parte dal percorso dello studente

Il colloquio non comincerà più con l’estrazione di una busta o con l’analisi obbligatoria di un’immagine, un testo o un documento scelto dalla commissione.

L’apertura sarà affidata a una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche sulla base delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente.

Dopo questo primo momento, la commissione proporrà domande e approfondimenti relativi alle quattro discipline individuate per il corso di studi.

È importante chiarire che il cosiddetto “capolavoro” inserito nell’E-Portfolio non costituisce oggetto autonomo del colloquio e non deve essere obbligatoriamente presentato o discusso. Lo studente potrà certamente richiamare esperienze significative del proprio percorso, ma il capolavoro non rappresenta una prova aggiuntiva.

Formazione scuola-lavoro ed Educazione civica

Durante il colloquio il candidato dovrà illustrare anche le esperienze realizzate nell’ambito della Formazione scuola-lavoro, nuova denominazione dei precedenti Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, conosciuti come PCTO.

L’esperienza potrà essere presentata attraverso una breve relazione o un lavoro multimediale. Non sarà sufficiente una descrizione puramente cronologica delle attività svolte: lo studente dovrà analizzare criticamente quanto appreso e collegarlo al proprio percorso di studi e al profilo educativo, culturale e professionale dell’indirizzo frequentato.

Il colloquio comprenderà inoltre la verifica delle competenze maturate nell’ambito dell’Educazione civica, con particolare riferimento alla Costituzione, alla cittadinanza responsabile, allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza digitale.

Nella parte conclusiva potranno essere discussi anche gli elaborati delle prove scritte, comprese le scelte compiute, le eventuali criticità e gli errori commessi.

Sei in condotta: obbligatorio l’elaborato di cittadinanza attiva

Una disciplina particolare riguarda gli studenti ammessi all’esame con sei decimi nel comportamento.

Per questi candidati il consiglio di classe assegna un elaborato critico sui temi della cittadinanza attiva e solidale. L’elaborato dovrà essere presentato e discusso durante il colloquio.

Con un voto di comportamento inferiore a sei decimi, invece, lo studente non può essere ammesso alla Maturità.

La condotta incide anche sul credito scolastico. Il punto più alto all’interno della fascia di credito corrispondente alla media dei voti può essere assegnato soltanto agli studenti che abbiano conseguito almeno nove decimi nel comportamento.

La “scena muta” rende l’esame non valido

La riforma ha introdotto una regola destinata a impedire comportamenti meramente strategici.

In passato uno studente che avesse già accumulato almeno 60 punti tra credito scolastico e prove scritte poteva teoricamente rifiutarsi di partecipare realmente al colloquio, contando sulla sufficienza matematica già raggiunta.

Dal 2026 questo non è più possibile. La legge stabilisce che l’esame è validamente sostenuto soltanto se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste, compreso il colloquio.

Il rifiuto ingiustificato di sostenere attivamente l’orale non comporta quindi semplicemente l’attribuzione di zero punti: rende l’esame non validamente sostenuto e impedisce il conseguimento del diploma.

Resta naturalmente distinta la situazione di chi non possa completare una prova per motivi di salute o per altre cause gravi e documentate, per le quali sono previste specifiche procedure e sessioni suppletive.

Quanto dura il colloquio?

Non è prevista una durata nazionale rigida di 40, 50 o 60 minuti.

L’ordinanza stabilisce che la commissione debba organizzare le diverse fasi in modo equilibrato, tenendo conto delle caratteristiche del candidato, della complessità degli approfondimenti e dell’esigenza di esaminare adeguatamente tutti gli aspetti previsti.

La durata potrà quindi variare, purché sia garantita una valutazione completa e non siano introdotte disparità ingiustificate tra gli studenti.

Commissioni ridotte: cinque componenti per ciascuna classe

Anche la composizione delle commissioni cambia.

Per ogni due classi abbinate viene costituita una commissione composta da:

  • un presidente esterno;
  • due commissari esterni;
  • due commissari interni per ciascuna classe.

Ciò significa che la commissione complessivamente abbinata alle due classi comprende sette docenti, ma la singola commissione-classe che valuta ciascun gruppo di candidati opera con cinque componenti: il presidente, i due esterni e i due interni della classe interessata.

Rispetto al precedente modello, ciascun candidato si troverà quindi davanti a una commissione-classe più ristretta, coerente con la scelta di concentrare il colloquio su quattro discipline.

Quando iniziano gli orali?

Non esiste una data nazionale unica per l’inizio dei colloqui.

Dopo la seconda prova, le commissioni dovranno procedere alla correzione degli elaborati, dedicando un numero di giornate adeguato al numero dei candidati.

I punteggi ottenuti negli scritti dovranno essere pubblicati almeno due giorni prima dell’avvio degli orali, senza conteggiare nel termine le domeniche e le festività intermedie.

Il calendario sarà quindi stabilito autonomamente da ogni commissione. La lettera alfabetica estratta nella riunione plenaria determinerà l’ordine di convocazione, ma non necessariamente il primo studente in assoluto: la commissione potrà infatti definire criteri organizzativi coerenti con il numero dei candidati, le sedi e le eventuali esigenze documentate.

I requisiti per essere ammessi alla Maturità

Per essere ammessi all’esame gli studenti devono rispettare una serie di condizioni:

  • aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le deroghe previste;
  • aver partecipato alle prove INVALSI dell’ultimo anno;
  • aver completato le attività di Formazione scuola-lavoro previste dal proprio percorso;
  • aver conseguito almeno sei decimi nel comportamento;
  • aver ottenuto una valutazione almeno sufficiente nelle discipline.

Il consiglio di classe può deliberare motivatamente l’ammissione anche in presenza di una sola insufficienza disciplinare. La partecipazione alle prove INVALSI costituisce un requisito di ammissione, ma i risultati ottenuti non incidono direttamente sul voto finale della Maturità.

Come si calcola il voto finale

Il punteggio finale resta espresso in centesimi e deriva dalla somma di quattro elementi:

  • credito scolastico: massimo 40 punti;
  • prima prova scritta: massimo 20 punti;
  • seconda prova scritta: massimo 20 punti;
  • colloquio: massimo 20 punti.

Il punteggio massimo è quindi 100, mentre per superare l’esame occorrono almeno 60 centesimi.

La commissione può attribuire un’integrazione fino a un massimo di tre punti, ma soltanto ai candidati che abbiano già raggiunto almeno 90 punti sommando credito scolastico e prove d’esame. L’assegnazione non è automatica: deve rispettare i criteri fissati preventivamente dalla commissione ed essere adeguatamente motivata.

Rispetto al precedente limite di cinque punti, il bonus viene quindi ridotto, mentre cresce il peso dei risultati effettivamente conseguiti durante il percorso scolastico e nelle tre prove.

Le condizioni per ottenere 100 e lode

Per ottenere la lode non è possibile utilizzare i tre punti integrativi.

Il candidato deve:

  • raggiungere 100 punti senza alcun bonus;
  • avere conseguito il credito scolastico massimo con deliberazione unanime del consiglio di classe;
  • ottenere il punteggio massimo in tutte le prove d’esame;
  • ricevere il voto favorevole unanime della commissione.

La lode rimane dunque riservata ai percorsi scolastici e alle prestazioni d’esame di assoluta eccellenza.

Una Maturità meno dispersiva, ma più impegnativa

La Maturità 2026 punta a superare il modello dell’esame enciclopedico e dei collegamenti costruiti forzatamente tra tutte le materie. La scelta di concentrare il colloquio su quattro discipline dovrebbe consentire approfondimenti più seri e una valutazione meno frammentaria.

Allo stesso tempo, però, il nuovo sistema attribuisce al colloquio un valore sostanziale e non aggirabile. Non basterà accumulare punti negli anni precedenti o negli scritti: ogni candidato dovrà partecipare attivamente all’intero esame, dimostrando conoscenze, capacità di ragionamento, responsabilità e consapevolezza del percorso compiuto.

Il primo banco di prova arriverà giovedì 18 giugno. Da quel momento, per oltre mezzo milione di studenti, inizierà l’ultima e più simbolica tappa della scuola superiore.

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