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Mobilità scuola 2026/2027, domande nella seconda metà di marzo: nuove deroghe ai vincoli per docenti, ATA ed educativo

Dopo l’incontro al MIM del 10 marzo e la firma definitiva del CCNI mobilità 2025/2028, cambiano alcune deroghe al vincolo triennale: figli fino a 14 anni, stop al ricongiungimento con il genitore over 65. Date ancora da confermare con l’ordinanza ministeriale

Mobilità scuola 2026/2027, via alle domande dalla seconda metà di marzo

Si avvicina l’avvio della mobilità del personale scolastico per l’anno scolastico 2026/2027. Nel corso dell’incontro tenutosi al Ministero dell’Istruzione e del Merito il 10 marzo, dedicato a docenti, personale educativo e ATA, è emerso il quadro operativo che dovrebbe accompagnare l’apertura delle istanze, con partenza presumibile dal 16 marzo per i docenti. Le date, però, restano ancora in attesa di conferma ufficiale attraverso l’ordinanza ministeriale.

A incidere sulle regole sarà il contratto definitivo sulla mobilità per il triennio 2025/2028, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo. Tra le novità più rilevanti figurano alcune modifiche alle deroghe ai vincoli di permanenza, con effetti concreti soprattutto per il personale docente e per l’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.

Le due novità principali sulle deroghe

Il primo cambiamento riguarda i figli: la soglia anagrafica utile per ottenere la deroga al vincolo si riduce e passa da 16 a 14 anni. Resta quindi possibile presentare domanda per chi ha figli fino a 14 anni, compresi i casi di adozione o affidamento entro 14 anni dall’ingresso in famiglia e comunque non oltre la maggiore età.

La seconda modifica è ancora più netta: non sarà più possibile superare il vincolo triennale per il ricongiungimento al genitore over 65. Si tratta di una stretta rispetto all’impostazione inizialmente circolata nelle precedenti fasi del confronto.

Le date previste per la presentazione delle domande

In base alle indicazioni fin qui diffuse, il calendario dovrebbe essere così articolato: per il personale docente dal 16 marzo al 2 aprile, per il personale educativo dal 16 marzo al 7 aprile, per il personale ATA dal 23 marzo al 9 aprile e per gli insegnanti di religione cattolica dal 21 marzo al 17 aprile. Le pubblicazioni dei movimenti sono previste, rispettivamente, per il 29 maggio, 4 giugno, 10 giugno e 5 giugno 2026. Anche su questo punto, tuttavia, sarà decisiva la pubblicazione dell’ordinanza ufficiale.

Sul fronte sindacale è stata inoltre chiesta una revisione delle scadenze, soprattutto per il personale ATA, poiché la finestra indicata ricade in parte nella settimana di Pasqua, con possibili difficoltà organizzative nella compilazione delle domande.

Chi può presentare domanda senza deroghe

Potranno presentare domanda di mobilità, senza necessità di ricorrere alle deroghe, i docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2023/2024 che nei due anni successivi non abbiano presentato domanda o non abbiano ottenuto movimento, oppure che abbiano ottenuto trasferimento tramite preferenza sintetica, nella stessa provincia o in altra provincia. In sostanza, chi non è stato soddisfatto su scuola puntuale e ha già maturato il triennio potrà accedere normalmente alla procedura.

Sono inoltre esclusi dal vincolo, e quindi possono presentare domanda senza deroghe, anche i docenti assunti a tempo determinato il 1° settembre 2023 da GPS prima fascia sostegno e confermati in ruolo il 1° settembre 2024 con retrodatazione giuridica, così come coloro che sono stati assunti da concorso straordinario bis nel 2023/2024 e confermati in ruolo nel 2024/2025.

Chi non può presentare domanda

Resta invece un divieto assoluto di presentare domanda di mobilità per l’a.s. 2026/2027 per i docenti che nell’anno scolastico 2025/2026 risultino assunti a tempo determinato da GPS prima fascia sostegno, da concorso straordinario bis o da concorso PNRR in attesa di abilitazione. In questi casi non sono previste deroghe.

Per altri docenti, invece, la domanda è preclusa salvo deroghe: è il caso degli assunti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2024, degli assunti dal 1° settembre 2025 con decorrenza economica e di chi abbia ottenuto titolarità su una scuola richiesta puntualmente con domanda volontaria nel 2024/2025 o nel 2025/2026. In queste situazioni continua quindi ad operare il vincolo triennale.

Le deroghe confermate al vincolo triennale

Oltre ai genitori di figli fino a 14 anni, possono presentare domanda di mobilità anche i docenti soggetti a vincolo che rientrano in specifiche tutele già note: personale con disabilità o che assiste un familiare con disabilità grave ai sensi della legge 104/1992, lavoratori che fruiscono del congedo biennale per assistenza a disabile grave e coniugi o figli di mutilati e invalidi civili. Restano poi possibili le domande dei docenti in soprannumero o esubero, nonché di coloro che beneficiano di precedenze o che siano stati trasferiti d’ufficio o con domanda condizionata.

Pre-ruolo, sostegno e altre precisazioni

Tra gli altri elementi di interesse per il 2026/2027 c’è la diversa valutazione del servizio pre-ruolo tra mobilità a domanda e mobilità d’ufficio: nel primo caso continua a valere 6 punti per anno; nel secondo il punteggio sale a 5 punti per anno, ma solo se il servizio è stato svolto nello stesso ruolo di titolarità.

Novità anche per i docenti titolari su sostegno nella secondaria di primo e secondo grado: chi ha assolto il vincolo quinquennale e possiede l’abilitazione potrà chiedere trasferimento su posto comune, indicando una sola classe di concorso nell’apposita sezione del modulo online. La procedura, però, necessita ancora di chiarimenti applicativi.

Per quanto riguarda infine il personale ATA, potranno partecipare alla mobilità i lavoratori di ruolo a tempo indeterminato alla data di presentazione della domanda, compresi coloro che sono stati immessi in ruolo a tempo pieno o trasformati da part-time a full-time attraverso le procedure speciali già previste dalla normativa degli ultimi anni.

In attesa dell’ordinanza ufficiale

Il quadro, dunque, appare ormai definito nelle linee essenziali, ma manca ancora l’ultimo passaggio formale: la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale che dovrà confermare finestre temporali, modulistica e istruzioni operative. Fino a quel momento, le date restano presumibili e le regole vanno lette come anticipazioni ormai molto avanzate, ma non ancora definitive.

 

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