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Approvata alla Camera la legge che rende nuovamente il 4 ottobre festa nazionale. Per studenti e lavoratori si aggiunge una nuova festività al calendario: entrerà in vigore dal 2026, in coincidenza con l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Una festa che ritorna dopo quasi cinquant’anni
Il Parlamento ha deciso: il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, tornerà ad essere festa nazionale. La Camera dei deputati ha approvato con 247 voti favorevoli e solo 2 contrari la proposta di legge che ne sancisce il ripristino, dopo l’abolizione avvenuta nel 1977. Il provvedimento passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva.
Per il mondo della scuola questo significa che, a partire dal 1° gennaio 2026, la giornata sarà considerata a tutti gli effetti festiva, con la chiusura degli istituti in tutta Italia.
Il contesto: l’ottocentesimo anniversario
La scelta non è casuale: nel 2026 ricorreranno gli 800 anni dalla morte di San Francesco, figura simbolo di pace, fraternità e rispetto per l’ambiente. Proprio questi valori hanno guidato i promotori delle due proposte di legge:
Maurizio Lupi (Noi Moderati), che ha puntato sulla dimensione sociale ed ecologica del messaggio francescano;
Lorenzo Malagola (Fratelli d’Italia), che ha introdotto l’idea di un “perdono civile” legato alla carità e al dialogo interreligioso.Il testo ha trovato l’appoggio compatto di Fratelli d’Italia, Forza Italia,
Lega e Noi Moderati, garantendo una maggioranza solida.
Effetti sul calendario scolastico e lavorativo
Con l’introduzione del 4 ottobre, le festività nazionali in Italia passeranno da undici a dodici. L’elenco comprenderà ora: Capodanno, Epifania, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata, Natale, Santo Stefano e appunto San Francesco.
Per le scuole, oltre alla chiusura, si aprirà la possibilità di sviluppare progetti didattici dedicati al santo e ai suoi valori, in continuità con la legge 6 ottobre 2005, n. 213, che aveva già istituito il 4 ottobre come Giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni.
Cosa succede nel 2026
La prima vera applicazione si avrà dal 2027, perché il 4 ottobre 2026 cadrà di domenica, dunque non comporterà sospensioni delle lezioni. Sarà quindi dall’anno scolastico 2026/27 che studenti e personale scolastico potranno godere di una giornata di pausa in più, in un periodo dell’anno tradizionalmente privo di vacanze lunghe.
Una giornata che unisce cultura, fede e scuola
Il ritorno della festa nazionale di San Francesco rappresenta non solo un cambiamento nel calendario scolastico e lavorativo, ma anche un’occasione per riflettere su temi universali: pace, rispetto dell’ambiente, solidarietà. La scuola, in particolare, potrà diventare protagonista di attività formative ed educative ispirate al messaggio francescano, rafforzando il suo ruolo di ponte tra passato e futuro.
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