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Hai ottenuto il ruolo ma avevi già presentato la domanda per le 150 preferenze? Attenzione alla tua posizione. La UIL Scuola Campania spiega quando è opportuno ritirare l’istanza.
Supplenze docenti 2026/2027, neoassunti: ritirare le 150 preferenze può aiutare chi è ancora precario
Dopo l’immissione in ruolo, i docenti che avevano già presentato la domanda per le supplenze devono verificare la propria posizione. La UIL Scuola Campania invita chi non ha più titolo o interesse alla procedura a ritirare tempestivamente l’istanza, se la funzione è ancora disponibile. Vannini: “Chi ha conquistato il ruolo o ottenuto l’assegnazione provvisoria nella provincia di ricongiungimento non dimentichi chi attende una supplenza ”.
Supplenze 2026/2027, attenzione dopo l’immissione in ruolo
La procedura delle 150 preferenze è ormai una fase consolidata delle operazioni per il conferimento delle supplenze al 31 agosto o al 30 giugno. La situazione degli aspiranti può cambiare nel corso delle operazioni di reclutamento.
È il caso dei docenti che, dopo aver presentato la domanda per le supplenze, hanno ottenuto un’immissione in ruolo o l’assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2026/2027. Per loro diventa importante verificare la propria posizione e, qualora non abbiano più titolo o interesse a partecipare alla procedura informatizzata, ritirare l’istanza quando la relativa funzione risulta ancora disponibile.
L’invito arriva dalla UIL Scuola Campania, che richiama l’attenzione soprattutto sui docenti destinatari di assunzione da GAE, graduatorie di merito o attraverso le procedure previste per la prima fascia GPS sostegno.
Vannini: “Non dimenticare chi aspetta ancora una nomina”
Sul tema interviene la segretaria generale della UIL Scuola Campania, Roberta Vannini, sottolineando il valore anche collettivo di una corretta gestione delle istanze.
“L’immissione in ruolo rappresenta il traguardo di anni di attesa, sacrifici e lavoro precario. Proprio per questo, chi oggi raggiunge questo risultato non dovrebbe dimenticare quanto sia difficile per chi continua ad attendere una nomina. Ritirare un’istanza che non si utilizzerà più, quando la procedura lo consente, è un gesto semplice che può contribuire a rendere più rapide e ordinate le operazioni”.
La Segretaria richiama inoltre l’esigenza di evitare comportamenti automatici: “Ogni docente deve verificare con attenzione la propria posizione giuridica. Il ruolo comporta nuovi diritti, ma anche specifici obblighi e vincoli. Prima di qualsiasi scelta è quindi fondamentale accertarsi di ciò che la normativa consente”.
Chi deve controllare la propria domanda
Devono prestare particolare attenzione i docenti che hanno ottenuto un’assunzione a tempo indeterminato per il 2026/2027 e che avevano precedentemente inoltrato la domanda delle 150 preferenze.
Il controllo riguarda anche chi deve svolgere il periodo di formazione e prova e i docenti assunti attraverso le procedure della prima fascia GPS sostegno, per i quali continuano a trovare applicazione gli specifici vincoli previsti dalla normativa vigente.
La situazione deve essere valutata individualmente, soprattutto nei casi in cui l’assunzione sia avvenuta attraverso procedure caratterizzate da particolari condizioni o vincoli.
Perché ritirare l’istanza
Se il docente non ha più titolo o interesse a partecipare alle nomine da supplenza, il ritiro dell’istanza consente di evitare che una domanda non più attuale venga considerata nelle elaborazioni informatizzate.
L’operazione può inoltre contribuire a rendere più fluido lo scorrimento delle graduatorie e a ridurre il rischio di successive rinunce, rettifiche o riassegnazioni.
Un punto deve essere chiarito: il ritiro della domanda per le supplenze non annulla e non modifica l’immissione in ruolo già ottenuta.
Come ritirare le 150 preferenze
Quando la funzione risulta ancora disponibile, il docente deve accedere a Istanze Online – POLIS con la modalità di autenticazione prevista e accedere alla procedura “Informatizzazione Nomine Supplenze”.
Occorre quindi utilizzare l’eventuale funzione dedicata al ritiro dell’istanza, completare l’operazione e verificare che il sistema abbia acquisito correttamente la modifica.
È consigliabile conservare la ricevuta o la documentazione che attesta l’avvenuto ritiro.
Il docente di ruolo può accettare una supplenza?
Non bisogna confondere la possibilità di ritirare la domanda con una generale possibilità di accettare incarichi a tempo determinato dopo l’immissione in ruolo.
Il docente già assunto a tempo indeterminato deve verificare la propria posizione giuridica, gli eventuali vincoli derivanti dalla procedura di reclutamento e gli istituti contrattuali eventualmente utilizzabili.
In particolare, per i neoassunti attraverso specifiche procedure di reclutamento, la verifica dei vincoli è indispensabile prima di assumere qualsiasi decisione.
“Il sistema deve funzionare nell’interesse di tutti”
Per Roberta Vannini, la questione delle 150 preferenze si inserisce in un problema più ampio, quello della precarietà del personale scolastico.
“Abbiamo sempre sostenuto che la scuola ha bisogno di stabilità. Ogni posto assegnato correttamente e ogni procedura che si conclude senza inutili passaggi successivi significa dare maggiore certezza alle scuole, ai lavoratori e alle famiglie. Chi ha già ottenuto il ruolo può contribuire, con un piccolo adempimento, a rendere più ordinato il percorso di chi è ancora precario”.
La UIL Scuola Campania ricorda quindi ai docenti neoassunti di verificare tempestivamente la propria situazione e, qualora non abbiano più titolo o interesse alla procedura, di procedere al ritiro dell’istanza delle 150 preferenze quando la funzione è ancora disponibile.
Perché dietro ogni graduatoria non ci sono soltanto numeri e algoritmi, ma persone che attendono da anni una possibilità.
Se oggi sei di ruolo, ricordati di quando eri precario.
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