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Collaboratori scolastici penalizzati dai TIS: cresce la protesta nelle scuole calabresi

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Dalla Calabria arriva una lettera di protesta contro l’impiego dei tirocinanti TIS come collaboratori scolastici.

Il personale ATA precario denuncia l’aggiramento delle graduatorie e chiede regole chiare, trasparenza e confronto. La UIL Scuola, già mobilitata sul tema, sollecita un intervento del Ministero.

Le scuole della Calabria sono al centro di una crescente protesta da parte dei collaboratori scolastici ATA, che denunciano una situazione di precarietà aggravata dall’introduzione dei Tirocini di Inclusione Sociale (TIS). In una lettera giunta alla redazione di InfoScuola24, un gruppo di lavoratori segnala l’utilizzo improprio dei tirocinanti in compiti tipici del personale ATA, con conseguenze dirette sulle possibilità occupazionali di chi è inserito nelle graduatorie scolastiche.

TIS e scuola: inclusione o sostituzione?

I TIS sono percorsi di inserimento socio-lavorativo rivolti a soggetti in condizione di svantaggio sociale, promossi da enti locali in collaborazione con istituzioni scolastiche e finanziati anche con fondi europei.
Pur riconoscendone il valore sociale, i collaboratori scolastici denunciano che, in molti istituti calabresi, i tirocinanti sono di fatto impiegati in mansioni proprie del personale ATA: pulizie, sorveglianza, supporto logistico.

Non è accettabile – si legge nella lettera – che un progetto nato per l’inclusione si trasformi in uno strumento di sostituzione del personale precario, che da anni attende una nomina attraverso i canali ufficiali”.

Il bando che ha sollevato la protesta

All’origine della polemica, un bando del Dipartimento della Funzione Pubblica (Decreto-Legge n. 73/2021), che ha previsto in Calabria l’attivazione di 393 tirocini con funzioni assimilabili a quelle dei collaboratori scolastici, su un totale di 1956 unità previste nelle Regioni del Mezzogiorno. Si tratta di incarichi part-time (18 ore settimanali) per 18 mesi.

Una misura concepita per favorire il reinserimento lavorativo, ma che – secondo la UIL Scuola – finisce per “aggirare le regole del reclutamento scolastico”.

Già nel 2023 la UIL Scuola Rua aveva denunciato questa “invasione di campo” e richiesto un confronto urgente con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti.

La posizione della UIL Scuola: nessuna scorciatoia sul lavoro

Per la UIL Scuola, il tema non è l’inclusione, ma l’equità. “Non si possono contrapporre i diritti dei disoccupati a quelli dei precari della scuola – afferma la sigla sindacale –. Ogni intervento occupazionale deve rispettare i percorsi ufficiali e valorizzare chi ha già prestato servizio, come ad esempio il personale ex organico Covid, rimasto senza risposte”.

Il sindacato evidenzia inoltre che i TIS, così come applicati oggi, creano una doppia frattura: da un lato escludono chi è in graduatoria, dall’altro espongono i tirocinanti stessi a rapporti di lavoro deboli e temporanei, senza tutele né prospettive di stabilizzazione.

Le richieste dei lavoratori: trasparenza, rispetto e confronto

Nella lettera i collaboratori scolastici calabresi chiedono:

  • • Criteri vincolanti sull’impiego dei tirocinanti TIS,
  • • Tutela della priorità occupazionale per chi è inserito nelle graduatorie ATA,
  • • Controlli e monitoraggio costanti da parte delle istituzioni scolastiche,
  • • Apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali.

La politica dell’emergenza non può diventare la regola – scrivono –. Servono trasparenza e rispetto delle regole, per non sacrificare il lavoro di chi aspetta da anni un’opportunità vera”.


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