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Nonostante 917 posti disponibili per il personale ATA in Campania, il Ministero ha autorizzato solo 268 immissioni in ruolo.
La denuncia della UIL Scuola: “Numeri sconcertanti, così non si garantisce continuità e sicurezza alle scuole”.
Una copertura inadeguata, che sfiora appena il 29% delle disponibilità complessive per il personale ATA in Campania. A lanciare l’allarme è Roberta Vannini, segretaria generale della UIL Scuola RUA Campania, che parla apertamente di “emergenza strutturale” e chiede una revisione dei criteri nazionali per la determinazione degli organici.
La fotografia fornita dalla UIL Scuola è netta: su 917 posti complessivamente vacanti in organico di diritto per il personale ATA, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato solo 268 assunzioni a tempo indeterminato. Una percentuale che non raggiunge neppure il 30%, in una regione – quella campana – che presenta da anni situazioni di forte criticità scolastica, con istituti sottodimensionati, territori difficili e carenze croniche di personale.
Le cifre che preoccupano
Secondo i dati diffusi dal sindacato, la ripartizione delle assunzioni risulta particolarmente penalizzante in tutte le figure professionali:
- Assistenti amministrativi: solo 43 immissioni in ruolo su 153 disponibilità;
- Assistenti tecnici: appena 18 posti autorizzati a fronte di 94;
- Collaboratori scolastici: 206 assunzioni su 641 possibili.
Ancora più drammatica la situazione dei cosiddetti “profili minori” (cuochi, guardarobieri, infermieri), per i quali si registra una sola assunzione su 29 posti disponibili.
Una questione di dignità e continuità
“La Campania non può essere trattata come una regione qualsiasi – ha dichiarato Vannini – qui servono misure straordinarie, non tagli lineari. La scuola vive un sovraccarico gestionale quotidiano: dai progetti PNRR alla burocrazia ordinaria, tutto passa per il lavoro del personale ATA”.
Secondo la UIL Scuola, l’attuale sistema di calcolo degli organici – stabilito a livello centrale con riferimento al D.P.R. 81/2009 – non rispecchia le effettive necessità delle scuole, che si trovano a dover fronteggiare ogni anno una carenza strutturale di personale, compensata solo in parte con contratti precari o supplenze brevi.
La denuncia: “Scuola usata come salvadanaio”
“È sempre la stessa storia – incalza Vannini – si promette tanto in campagna elettorale, poi nei momenti decisivi la scuola viene considerata una spesa da tagliare. A pagarne il prezzo sono gli alunni, le famiglie e il personale, che si ritrova a lavorare in condizioni insostenibili”.
La UIL Scuola Campania chiede che si apra subito un tavolo di confronto con il Ministero per rivedere i parametri di assegnazione dell’organico di diritto, e per garantire la stabilizzazione dei precari ATA. “Non si può continuare a gestire la scuola con organici fantasmi – conclude Vannini – servono scelte politiche coraggiose e investimenti reali”.
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