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Legge 104, permessi condivisi tra più familiari: Novità INPS che detta regole

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L’INPS chiarisce le regole per i permessi Legge 104 fruiti da più familiari: priorità temporale in caso di sforamento e responsabilità al 50% per la fruizione contestuale


Con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026, l’INPS chiarisce come gestire le violazioni del tetto mensile dei tre giorni di permesso retribuito quando più lavoratori assistono lo stesso familiare con disabilità grave.

Due i principi cardine: priorità temporale in caso di sforamento e responsabilità divisa al 50% nella fruizione contestuale.

Un quadro normativo aggiornato dopo la riforma del 2022

La disciplina dei permessi retribuiti per l’assistenza ai familiari con disabilità grave torna al centro dell’attenzione. L’INPS, con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026, ha fornito nuove indicazioni operative sui casi di violazione dei limiti di fruizione quando più lavoratori assistono la medesima persona con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992.

Il chiarimento si inserisce nel solco tracciato dal decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, che ha superato il principio del “referente unico dell’assistenza“, aprendo alla possibilità che più familiari possano alternarsi nella cura del proprio congiunto.

Il limite dei tre giorni e il principio di alternanza

Come già chiarito dalla circolare INPS n. 39/2023, i tre giorni di permesso mensile retribuito – fruibili anche in modalità frazionata a ore – possono essere riconosciuti a più soggetti: genitori, coniugi, parti di unioni civili, conviventi di fatto, parenti e affini entro il terzo grado. Resta tuttavia necessaria la presentazione della domanda all’Istituto.

Il punto fermo è invariato: il tetto massimo complessivo di tre giorni mensili per lo stesso familiare disabile non può essere superato e le giornate devono essere fruite in via alternativa tra gli aventi diritto.

Sforamento del tetto mensile: vale la priorità temporale

Per garantire la continuità dell’assistenza nel rispetto dei limiti normativi, i familiari autorizzati sono chiamati a una pianificazione congiunta e preventiva dei permessi. Se il tetto viene superato, scatta l’obbligo di recupero delle somme indebitamente erogate.

In questi casi l’INPS applica il principio della priorità temporale: la fruizione del beneficio da parte di un familiare esaurisce il monte giorni mensile nei confronti degli altri. Il recupero dell’indebito graverà quindi esclusivamente sul lavoratore che ha fruito di giornate o ore in eccesso dopo che il limite era già stato raggiunto dal primo richiedente.

Fruizione contestuale: indebito diviso al 50%

Diverso è il caso in cui due o più familiari utilizzino il permesso nella stessa giornata o nelle medesime ore per la stessa persona. Non essendo possibile stabilire una priorità nell’esercizio del diritto in caso di sovrapposizione, l’uso contemporaneo viola il principio di alternanza.

In questa ipotesi l’indebito viene addebitato in parti uguali a tutti i lavoratori coinvolti: l’INPS recupererà da ciascun dipendente una quota pari al 50% dell’importo indebitamente percepito, rapportato al rispettivo orario di lavoro.

Un invito alla programmazione condivisa

Il messaggio dell’Istituto è chiaro: la maggiore flessibilità introdotta dal D.Lgs. 105/2022 richiede, come contrappeso, una gestione responsabile e coordinata tra i familiari coinvolti nell’assistenza.

Circolare n. 100


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