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Maturità 2026, 100 senza lode per l’8 in condotta: il caso Marina Ruoppolo accende il dibattito

La studentessa del Liceo Umberto I di Napoli penalizzata nei crediti dopo la festa in cortile. La riforma lega il massimo della fascia al 9 in comportamento, ma il voto deve tenere conto dell’intero anno scolastico

Cento alla Maturità, ma senza lode. È il risultato ottenuto da Marina Ruoppolo, diciottenne appena diplomata al Liceo classico Umberto I di Napoli. A impedirle di raggiungere il massimo riconoscimento non è stato il rendimento nelle discipline o nelle prove d’esame, ma l’8 in condotta assegnato a tutta la classe dopo quanto accaduto nell’ultimo giorno di scuola.

Secondo il racconto pubblicato dal Corriere della Sera, la studentessa e i compagni erano scesi nel cortile dell’istituto per festeggiare la conclusione delle lezioni, nonostante un divieto della presidenza. Il consiglio di classe ha quindi attribuito loro 8 in comportamento, voto che, in base alle nuove regole, impedisce di ricevere il punteggio più alto nella relativa fascia di credito scolastico.

La lettera aperta contro la “scuola-fabbrica”

Marina ha affidato la propria protesta a una lettera aperta indirizzata alla dirigente, ai professori, al ministro dell’Istruzione e a quanti, a suo giudizio, stanno trasformando la scuola in un sistema sempre più burocratico, orientato al controllo e alla preparazione al lavoro.

La neodiplomata critica la riduzione degli spazi di socialità, le difficoltà incontrate dagli studenti nel proporre iniziative e il crescente peso attribuito alla disciplina. Nella lettera racconta anche il tentativo di installare distributori solidali di assorbenti nei bagni e denuncia una scuola nella quale ogni componente svolgerebbe il proprio compito senza considerare il percorso educativo nel suo complesso. La conclusione è provocatoria: “Se questa è la scuola, siamo contenti di non meritare il credito che spetta ai vostri migliori”.

Perché l’8 in condotta può impedire la lode

Il meccanismo deriva dalla legge 1° ottobre 2024, n. 150, che ha inserito il comma 2-bis nell’articolo 15 del decreto legislativo 62/2017. La disposizione stabilisce che il punteggio più alto nella fascia di credito determinata dalla media può essere attribuito soltanto agli studenti con un voto di comportamento pari o superiore a 9 decimi. Con 8 in condotta, quindi, si può ricevere esclusivamente il punteggio più basso della fascia.

L’Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 conferma che il credito scolastico può raggiungere complessivamente 40 punti: fino a 12 nel terzo anno, 13 nel quarto e 15 nel quinto. Per ottenere la lode, però, non basta arrivare a 100: occorre aver conseguito il credito massimo, ottenere il massimo in tutte le prove d’esame e raggiungere 100 senza utilizzare l’integrazione fino a tre punti deliberabile dalla commissione.

In concreto, uno studente che arriva all’esame con 39 crediti e ottiene 60 punti nelle prove raggiunge 99. La commissione può portarlo a 100 attraverso l’integrazione, ma non può attribuirgli la lode, perché manca sia il credito massimo sia il requisito del 100 conseguito senza punti aggiuntivi.

Un episodio può determinare il voto dell’intero anno?

È questo il punto più delicato della vicenda. Il D.P.R. 135/2025 stabilisce che, nello scrutinio finale, il consiglio di classe deve attribuire il voto di comportamento sulla base dell’intero anno scolastico. Il singolo episodio può certamente essere valutato, soprattutto quando viola disposizioni interne, ma deve essere inserito in un giudizio complessivo sul comportamento dello studente.

L’attribuzione dello stesso 8 a tutti i componenti della classe non è automaticamente illegittima: gli studenti potrebbero aver tenuto il medesimo comportamento e aver ricevuto, dopo una valutazione individuale, lo stesso voto. Tuttavia, la responsabilità disciplinare è personale e le sanzioni devono essere proporzionate, graduali e commisurate alla situazione di ciascuno.

Senza conoscere il verbale dello scrutinio, le eventuali contestazioni disciplinari e la griglia effettivamente applicata non è quindi possibile stabilire se la decisione sia stata corretta. Il sito del liceo indica l’esistenza di criteri per la condotta e il credito scolastico, ma i documenti attualmente accessibili non consentono di ricostruire nel dettaglio la valutazione adottata per questa classe.

Il confine tra responsabilità e punizione

La legge 150/2024 dichiara di voler ripristinare la cultura del rispetto, rafforzare l’autorevolezza dei docenti e rimettere al centro la responsabilità degli studenti. Il caso di Napoli mostra però l’effetto concreto della riforma: anche un 8, voto generalmente considerato positivo, può produrre una conseguenza definitiva sul risultato conclusivo di un percorso scolastico eccellente.

La questione non è negare il valore educativo delle regole. Il vero nodo è comprendere se sia proporzionato trasformare un singolo punto in condotta, eventualmente determinato da un episodio circoscritto, in una barriera insuperabile per la lode. La valutazione del comportamento dovrebbe premiare responsabilità e partecipazione, senza ridursi a uno strumento meramente punitivo o all’obbedienza formale.

Il 100 senza lode di Marina Ruoppolo diventa così qualcosa di più di un caso personale: riapre il confronto su quale idea di merito debba promuovere la scuola e su quanto spazio debbano avere, nella formazione degli studenti, il rispetto delle regole, il pensiero critico e la partecipazione alla vita della comunità scolastica.

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