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Supplenze ATA, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna escluse dai 19 milioni: è scontro sul dimensionamento

Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna contestano il criterio che riserva le risorse alle Regioni che hanno adottato autonomamente i piani di dimensionamento.

Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna restano fuori dal riparto dei 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA per l’anno scolastico 2026/27. La misura è prevista dall’articolo 18 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19 e finanzia incarichi temporanei fino al 30 giugno 2027 nelle scuole coinvolte dal dimensionamento.

La norma pone però un requisito preciso: possono accedere al riparto solo gli Uffici scolastici regionali delle Regioni che abbiano adottato “autonomamente” i piani di dimensionamento, nel rispetto dei contingenti fissati dal Ministero. È questa clausola a escludere le quattro Regioni, dove il dimensionamento è stato poi attuato attraverso il commissariamento. Dei 19 milioni stanziati, 7 milioni sono riferiti al 2026 e 12 al 2027.

Gli assessori all’Istruzione Fabio Barcaioli, Alessandra Nardini, Ilaria Portas e Isabella Conti parlano di una scelta “punitiva”. Secondo le quattro amministrazioni, il punto critico è che gli accorpamenti sono stati comunque realizzati, ma le scuole interessate non potranno beneficiare delle risorse aggiuntive pensate per gestirne le conseguenze organizzative.

Il tema incide direttamente sul funzionamento degli istituti: collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici garantiscono vigilanza, segreterie, laboratori e servizi essenziali. Anche la FLC CGIL ha chiesto al Ministero di estendere il finanziamento a tutte le Regioni coinvolte nel dimensionamento.

Le quattro Regioni hanno annunciato iniziative contro l’esclusione. Il nodo resta quindi il criterio scelto dal legislatore: non la presenza degli accorpamenti, ma l’adozione autonoma del piano regionale.

 

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