Accordo unanime all’ARAN per il comparto Istruzione e Ricerca: tre tranche di incremento, iter ora verso la firma definitiva. Per i docenti aumento medio di 143 euro lordi a regime
La parte economica del CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca ha compiuto un passo decisivo: il 1° aprile 2026 l’ARAN ha sottoscritto l’ipotesi di accordo con la firma unanime di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative. Il negoziato, chiuso in sole tre riunioni, riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti tra scuola, università, enti di ricerca e AFAM. Anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha rivendicato la portata politica dell’intesa, parlando di “risultato storico” e di terzo rinnovo contrattuale consecutivo nell’arco della stessa legislatura.
Per il personale scolastico il dato più rilevante è quello che inciderà direttamente sugli stipendi tabellari: l’ARAN indica un incremento medio a regime di 137 euro lordi mensili per tredici mensilità sull’intero comparto, che sale a 143 euro medi lordi per i docenti della scuola dal 1° gennaio 2027. Gli aumenti saranno distribuiti in tre tranche annuali, con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, e comprendono anche l’anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell’art. 47-bis del d.lgs. 165/2001.
Sul personale ATA, il dato medio più chiaro oggi disponibile in fonte istituzionale proviene dall’atto di indirizzo del MIM trasmesso prima della chiusura della trattativa: il Ministero aveva indicato per il triennio 2025-2027 un incremento medio di 104 euro mensili lordi, pari al 5,4%. È un valore utile per leggere il quadro economico della scuola, anche se il dettaglio analitico definitivo per profili e fasce dovrà essere verificato sulle tabelle applicative del contratto una volta concluso l’iter formale.
L’intesa appena raggiunta non arriva in un vuoto contrattuale, ma si innesta su un ciclo di rinnovi ravvicinati. Il CCNL 2022-2024 era stato sottoscritto definitivamente il 23 dicembre 2025, con aumenti medi mensili quantificati dall’ARAN in 144 euro per i docenti e 105 euro per il personale ATA; il MIM aveva poi comunicato che i benefici economici di quel rinnovo erano già visibili sul cedolino NoiPA di gennaio 2026. In questa prospettiva, il nuovo accordo 2025-2027 rafforza la continuità retributiva del comparto e consolida una dinamica salariale che l’ARAN definisce senza precedenti nel periodo recente.
Secondo la nota ARAN, se si guarda ai tre contratti consecutivi 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027, l’aumento strutturale medio raggiunge 395 euro lordi per tredici mensilità sull’intero comparto e 412 euro per il personale docente. È un dato politicamente significativo, perché mostra come il rinnovo appena firmato non vada letto soltanto come un incremento isolato, ma come l’ultimo tassello di una sequenza contrattuale che ha prodotto un recupero salariale progressivo, pur dentro il quadro delle risorse rese disponibili dalla finanza pubblica.
Resta poi il tema degli arretrati. Poiché l’ipotesi di accordo è stata firmata durante il secondo anno del triennio contrattuale, il personale maturerà somme pregresse per la quota di aumento non ancora corrisposta. L’ARAN stima, con riferimento al 30 giugno 2026, importi compresi tra circa 815 euro e circa 1.250 euro. Anche su questo versante, però, sarà necessario attendere il completamento dell’iter istituzionale e la traduzione operativa sui sistemi stipendiali per conoscere tempi esatti di liquidazione e importi individuali per profilo e anzianità.
Sul piano procedurale, l’ipotesi economica non è ancora il contratto definitivo. Ora si aprono i controlli di compatibilità finanziaria, i passaggi governativi e la certificazione della Corte dei conti; solo dopo questi adempimenti il testo potrà acquistare piena efficacia giuridica. Parallelamente, l’ARAN ha già annunciato la prosecuzione del confronto sulla parte normativa del CCNL 2025-2027, che dovrà affrontare dossier centrali per il personale: relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale e anche la tutela legale per chi subisce aggressioni nei luoghi di lavoro.
Per la scuola, dunque, la firma del 1° aprile rappresenta un passaggio importante ma non conclusivo. L’aspetto economico è stato definito nei suoi assi portanti; resta da vedere come il contratto sarà tradotto nelle tabelle applicative e, soprattutto, quali risposte arriveranno dal tavolo normativo su temi molto sentiti nelle istituzioni scolastiche. Intanto il dato politico-sindacale è chiaro: la prima fase del rinnovo è stata chiusa rapidamente, con firma unanime e con aumenti che, almeno per la componente docente, consolidano la traiettoria già aperta dai precedenti rinnovi.
Tabella di sintesi – parte economica CCNL 2025-2027
| Voce | Importo / dato | Decorrenza / riferimento |
|---|---|---|
| Aumento medio intero comparto Istruzione e Ricerca | +137 euro lordi mensili | A regime dal 1° gennaio 2027 |
| Aumento medio docenti scuola | +143 euro lordi mensili | A regime dal 1° gennaio 2027 |
| Aumento medio ATA scuola* | +104 euro lordi mensili | Valore indicato dal MIM nell’atto di indirizzo pre-firma |
| Tranche di incremento | 3 tranche | 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026, 1° gennaio 2027 |
| Arretrati stimati | da circa 815 a circa 1.250 euro | Calcolo ARAN al 30 giugno 2026 |
| Aumento cumulato medio intero comparto (2019-2021 + 2022-2024 + 2025-2027) | +395 euro lordi | Per 13 mensilità |
| Aumento cumulato medio docenti (tre contratti consecutivi) | +412 euro lordi | Per 13 mensilità |
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