L’aggiornamento della prima fascia ATA è atteso nelle prossime settimane e resta decisivo per immissioni in ruolo, supplenze annuali e incarichi fino al termine delle attività didattiche. Tra i punti chiave: i 24 mesi di servizio, i titoli di accesso e il nodo ancora aperto della CIAD per chi è già inserito
La primavera 2026 si avvicina con l’attesa per l’aggiornamento delle graduatorie ATA 24 mesi, le graduatorie provinciali permanenti utilizzate per le assunzioni a tempo indeterminato e per il conferimento delle supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche. Le ricostruzioni pubblicate nelle ultime settimane confermano che la finestra dovrebbe aprirsi in primavera, ma i tempi ufficiali dipenderanno dalla consueta nota ministeriale di avvio dei bandi regionali.
Il precedente più utile resta quello del 2025. Lo scorso anno il Ministero ha inviato la nota prot. 87838 il 10 aprile, chiedendo agli Uffici scolastici regionali di pubblicare i bandi entro il 17 aprile; le domande sono poi state presentate su POLIS-Istanze Online dal 28 aprile al 19 maggio 2025. Successivamente, per la scelta delle sedi, le funzioni dell’Allegato G sono state aperte dal 23 giugno all’11 luglio 2025.
Per accedere alla procedura resta fermo il requisito di servizio: occorrono almeno 24 mesi, cioè 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi. Il servizio utile deve essere stato svolto nel profilo per cui si concorre oppure in un profilo dell’area immediatamente superiore; inoltre, il servizio prestato in part-time si computa per intero.
Sul fronte dei titoli di accesso, il quadro resta quello definito dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021. Per il collaboratore scolastico è richiesto il diploma di qualifica triennale o il certificato di competenze del primo triennio con promozione alla classe IV, senza CIAD. Per gli altri profili richiamati più spesso nelle graduatorie 24 mesi — assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, guardarobiere, infermiere e operatore dei servizi agrari — il contratto collettivo prevede invece, accanto al titolo di studio specifico, anche la certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale.
Proprio la CIAD resta uno dei temi più seguiti in vista dell’aggiornamento 2026. Accredia ricorda che la certificazione valida deve essere rilasciata da un organismo accreditato, conforme ai framework europei sulle competenze digitali e registrata nella banca dati dell’ente di accreditamento: non basta quindi un generico attestato informatico.
Il punto ancora da chiarire riguarda però l’estensione concreta dell’obbligo nel 2026. Le ricostruzioni pubblicate tra gennaio e marzo segnalano infatti che, nel precedente aggiornamento, la richiesta della CIAD sarebbe stata limitata ai nuovi inserimenti, mentre per quest’anno si attendono indicazioni ministeriali definitive per capire se il requisito sarà richiesto anche a chi è già in graduatoria e deve solo confermare o aggiornare la propria posizione.
Le immagini presenti su questo sito sono tutte libere da copyright o generate con tecnologia AI
Segui il nostro canale
Segui la nostra pagina
Segui il nostro Canale
Segui il nostro Canale
👉 YOUTUBE
Segui il nostro Canale
👉 TELEGRAM
