Accordo al Ministero del Lavoro: tavolo tecnico in arrivo e revisione dei quadri orari per l’anno scolastico 2026/2027
Si ferma, almeno per il momento, la protesta del mondo della scuola contro la riforma dei percorsi di istruzione tecnica. In data 8 aprile 2026, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’incontro di conciliazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali (CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, GILDA e ANIEF) si è concluso con esito positivo, portando alla sospensione dello stato di agitazione.
La mobilitazione era scaturita dalle forti preoccupazioni legate all’avvio della riforma previsto per il prossimo anno scolastico. I sindacati contestavano principalmente i nuovi quadri orari, temendo una riduzione eccessiva delle ore di insegnamento e un indebolimento dell’identità degli istituti tecnici.
Nonostante una prima apertura del Ministero a marzo sulla “quota di flessibilità” per recuperare parte delle ore, le sigle sindacali avevano mantenuto lo stato di agitazione chiedendo garanzie più solide e strutturali.
L’accordo siglato l’8 aprile segna un punto di svolta. L’Amministrazione si è infatti impegnata ufficialmente a:
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Rivedere i decreti attuativi: È in programma una revisione del DM 29/2024 per correggere le difficoltà emerse in fase di prima applicazione.
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Modifiche al D.L. 144/2022: Il Ministero valuterà interventi correttivi alla legge primaria per salvaguardare la qualità dell’offerta formativa.
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Convocazione rapida: Sarà istituito a stretto giro un tavolo di confronto permanente tra le parti per monitorare l’evoluzione della riforma.
“La decisione di sospendere la mobilitazione risponde nell’immediato alle ragioni che avevano spinto i lavoratori a protestare”, si legge nel comunicato congiunto delle 5 sigle sindacali. Il verbale di accordo, sottoscritto in sede ministeriale, mette fine alla procedura di raffreddamento, trasformando lo scontro in un percorso di collaborazione istituzionale.
Resta ora da vedere come i tavoli tecnici tradurranno questi impegni in modifiche concrete ai quadri orari, ma per docenti e personale degli istituti tecnici si apre uno spiraglio di stabilità in vista del settembre 2026.
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