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Si al profilo nazionale, ma servono risorse, stabilizzazione e regole chiare per l’inclusione scolastica.
Alla Camera dei deputati la UIL, insieme a UIL FPL e UIL Scuola Rua, interviene sul disegno di legge per l’istituzione del profilo dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione. Positivi i passi avanti, ma restano criticità su risorse, ruolo e uniformità territoriale.
Un riconoscimento atteso per una figura chiave
La proposta di legge mira a istituire formalmente l’ASACOM come operatore socioeducativo, rinviando al CCNL Funzioni Locali la definizione del profilo e del trattamento economico.
Si tratta di un passaggio importante per una figura che, da anni, opera nelle scuole tra precarietà e forte disomogeneità territoriale.
Secondo la UIL, il provvedimento rappresenta un primo passo nella giusta direzione:
- riconosce dignità professionale
- valorizza l’esperienza maturata
- introduce ipotesi di stabilizzazione
Il tutto in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), introdotti con la Legge di Bilancio 2026, e con il Piano Educativo Individualizzato (PEI), strumenti fondamentali per garantire standard minimi di inclusione su tutto il territorio nazionale.
Il nodo delle risorse: rischio riforma “senza copertura”
Uno dei punti più critici evidenziati riguarda la mancanza di risorse strutturali.
La UIL denuncia il rischio concreto di una riforma solo formale: si riconoscono nuovi diritti e funzioni senza prevedere adeguati finanziamenti.
In particolare:
- le stabilizzazioni restano vincolate ai limiti assunzionali
- gli enti locali non ricevono strumenti adeguati
- si rischia di proclamare diritti senza garantirne l’effettiva applicazione
Una criticità che, se non risolta, potrebbe compromettere l’intero impianto della riforma.
Ruolo e funzioni: evitare sovrapposizioni e utilizzi impropri
Altro tema centrale riguarda la definizione chiara del ruolo.
La UIL sottolinea che l’assistente all’autonomia e alla comunicazione non può essere utilizzato per coprire carenze di organico o sostituire docenti ed educatori.
Si tratta di una figura “di confine”, con una doppia funzione:
- educativa, all’interno della scuola
- sociale, in raccordo con i servizi territoriali
Per questo è necessario evitare:
- sovrapposizioni professionali
- confusione nei percorsi di accesso
- abbassamento degli standard qualitativi
Disomogeneità territoriale e affidamenti esterni
Permane forte il problema delle differenze tra territori.
Oggi il servizio è gestito in modo diverso da Regione a Regione, con ampio ricorso ad affidamenti esterni.
Secondo la UIL, questo comporta:
- trattamenti economici non uniformi
- precarietà diffusa
- rischio di “gare al ribasso” nei servizi
Un sistema che incide negativamente sia sulle condizioni di lavoro sia sulla continuità educativa per gli alunni con disabilità.
Formazione e qualità del servizio: serve uno standard nazionale
Altro punto critico riguarda i requisiti formativi.
La UIL chiede standard più rigorosi e uniformi, che prevedano:
- contenuti teorici chiari
- tirocini supervisionati
- integrazione tra formazione e esperienza sul campo
Il riferimento al “progetto di vita”, introdotto dal Decreto legislativo 62/2024, rappresenta un elemento qualificante, ma necessita di un coordinamento reale tra scuola, enti locali e servizi sociosanitari.
Stabilizzazione e valorizzazione dell’esperienza
Un passaggio decisivo riguarda il personale già in servizio.
La UIL insiste sulla necessità di percorsi di stabilizzazione che valorizzino l’esperienza maturata, evitando di replicare quanto già avvenuto nel comparto scuola.
Il rischio, evidenziato dal sindacato, è quello di creare nuovo precariato, in un sistema che già conta oltre 250.000 lavoratori precari tra docenti e personale ATA.
La posizione UIL: verso un modello integrato
La UIL propone un modello che superi la frammentazione attuale, basato su:
- inserimento stabile dell’ASACOM nel contesto scolastico
- partecipazione al GLO e al PEI
- coordinamento strutturato con i servizi territoriali
- linee guida nazionali vincolanti
L’obiettivo è costruire un sistema realmente integrato, capace di garantire qualità educativa, continuità e uniformità su tutto il territorio nazionale.
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