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Bidella pendolare Napoli-Milano, licenziamento confermato in Appello: cosa ha deciso la Corte di Napoli

La Corte d’Appello di Napoli conferma il licenziamento di Giuseppina Giugliano, l’ex collaboratrice scolastica diventata nota per i viaggi tra Napoli e Milano: decisive, secondo le ricostruzioni di stampa, le assenze contestate, il certificato medico tardivo e il congedo richiesto per assistere lo zio senza i requisiti necessari

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato il licenziamento di Giuseppina Giugliano, ex collaboratrice scolastica diventata un caso mediatico nel 2023 dopo aver raccontato di viaggiare ogni giorno da Napoli a Milano per lavorare al liceo artistico Boccioni. La decisione di secondo grado arriva dopo il rigetto già maturato in primo grado e chiude, almeno per ora sul piano civile, una vicenda che negli ultimi anni aveva attirato grande attenzione pubblica.

Al centro del contenzioso ci sono le assenze contestate durante il periodo di servizio all’istituto “Francesco Morano” di Caivano, diretto dalla preside Eugenia Carfora. Secondo quanto riportato da ANSA e Corriere del Mezzogiorno, i giudici hanno ritenuto rilevanti un certificato medico presentato in ritardo e una richiesta di congedo per assistere uno zio malato avanzata senza che vi fossero i necessari presupposti. Corriere colloca gli episodi in 16 giorni di assenza tra il 17 gennaio e il 1° febbraio 2024, con procedimento disciplinare avviato il 6 febbraio e licenziamento con preavviso il 7 marzo.

La vicenda personale di Giugliano era diventata simbolica all’inizio del 2023, quando diversi quotidiani raccontarono la storia della “bidella pendolare” costretta, secondo il suo racconto, a spostarsi tra Napoli e Milano perché l’affitto nel capoluogo lombardo era insostenibile rispetto allo stipendio. In una fase iniziale il caso aveva suscitato solidarietà, ma col tempo il clima è cambiato, anche alla luce di successive contestazioni disciplinari e giudiziarie.

Un elemento utile per comprendere il caso è il quadro normativo. Sul fronte dei permessi retribuiti per assistenza a familiari con disabilità grave, l’INPS ricorda che possono beneficiarne anche parenti o affini entro il terzo grado. Diverso, però, è il congedo straordinario: l’Istituto precisa che l’accesso segue un ordine di priorità molto più rigoroso e arriva ai parenti o affini entro il terzo grado solo in via residuale, in presenza di specifiche condizioni e, di regola, con convivenza. In altre parole, non basta il solo rapporto di parentela per rendere automaticamente legittima l’assenza.

Anche sul certificato di malattia la disciplina è precisa: l’INPS chiarisce che il certificato telematico esonera il lavoratore dall’invio dell’attestato al datore di lavoro, che può consultarlo direttamente. Tuttavia, la vicenda giudiziaria dimostra che, quando sorgono contestazioni disciplinari, la tempestività, la correttezza formale della procedura e la sussistenza concreta dei requisiti restano aspetti decisivi. È questo il punto che emerge con maggiore forza dalla conferma del licenziamento in Appello.

Sul piano penale, intanto, resta aperto l’altro filone della vicenda: Giugliano è sotto processo al Tribunale di Napoli Nord per stalking ai danni della dirigente Eugenia Carfora, come riportato da ANSA e Repubblica Napoli. Si tratta quindi di una storia che, da caso sociale sul caro-vita e sulla mobilità del personale ATA, si è progressivamente trasformata in una complessa vicenda giudiziaria.

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