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Caro Cobas, basta scioperi in solitaria: Tassella (SBC) “state facendo il gioco del Governo”

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Dividendo la scuola e scioperando da soli, secondo Libero Tassella (SBC), si stanno indebolendo i lavoratori. Così docenti e ATA restano senza voce, e il Governo ringrazia.


Caro Cobas, state facendo il gioco del Governo

“È ora di dirlo chiaramente: state facendo il gioco del Governo. Ogni volta che scegliete di scioperare da soli, pur sapendo di rappresentare una minoranza sempre più ristretta, indebolite l’intera categoria. Mentre i docenti e il personale ATA si battono per stipendi dignitosi e contratti equi, voi preferite la testimonianza ideologica alla forza collettiva. E così la scuola resta immobile, ignorata e irrilevante.”

Con queste parole Libero Tassella, fondatore del gruppo “Scuola Bene Comune”, lancia un duro j’accuse ai Cobas, colpevoli — a suo dire — di aver trasformato il sindacalismo scolastico in una battaglia solitaria e autoreferenziale.

Due scioperi per la stessa causa: un assurdo tutto italiano

“È paradossale — spiega Tassella — che a dicembre ci siano due scioperi per la stessa causa: la legge di bilancio 2025, che congela i salari pubblici almeno fino al 2030. Invece di unire le forze con FLC CGIL e UIL Scuola RUA, i Cobas hanno deciso di marciare da soli. Stesse ragioni, stesso malcontento, ma date diverse. Il risultato è scontato: due proteste che si annullano a vicenda, e un Governo che osserva soddisfatto.”

Per Tassella si tratta di “un copione già visto”, dove la divisione interna al mondo sindacale finisce per indebolire i lavoratori stessi.

“Mentre i sindacati francesi o tedeschi – aggiunge – riescono a bloccare interi settori, in Italia si preferisce dividersi per principio. È una forma di purezza ideologica che non produce risultati, anzi, legittima chi vuole una scuola più debole e più controllabile.”

Scioperi simbolici, risultati zero

Il giudizio di Tassella è netto: “Gli scioperi dei Cobas, negli ultimi anni, hanno raccolto adesioni da prefisso telefonico. Percentuali del 3, 4, 5%. Numeri che non fanno paura a nessuno. Il Ministero li registra con un’alzata di spalle, i media li ignorano, e i lavoratori perdono fiducia.”

Un fallimento che, secondo il docente e sindacalista, va oltre la questione numerica: “Tra il 2021 e il 2024 il salario reale del comparto scuola è crollato del 15%. In questa situazione servono scioperi veri, capaci di incidere. Non giornate simboliche buone solo a ribadire la propria ‘diversità’.”

“Uno sciopero non è un esercizio di stile politico”

“Uno sciopero non è un esercizio di stile politico – afferma Tassella – ma uno strumento collettivo di forza. Un sindacato con poche migliaia di iscritti non può pensare di cambiare da solo il destino di un milione di lavoratori.”

Il fondatore di Scuola Bene Comune invita alla responsabilità: “La forza del sindacato non si misura in ideologia, ma in partecipazione. Chi sceglie di isolarsi finisce per fare un favore a chi governa. E infatti il Governo ringrazia: meno adesioni, meno pressione, meno problemi.”

“Mentre la scuola affonda, voi litigate sulle bandiere”

Tassella parla anche a nome di tanti lavoratori del mondo scuola che non si riconoscono più nelle contrapposizioni tra sigle:

“Il personale ATA e i docenti non hanno bisogno di sindacati che si fanno la guerra, ma di una rappresentanza unita e determinata. Ogni volta che si rompe il fronte, si dà al Governo un motivo in più per non ascoltare. Ogni volta che si preferisce la solitudine alla collaborazione, si vanifica la rabbia di chi vive con stipendi indegni.”

Un messaggio diretto e senza filtri: “Il problema non è l’esistenza dei Cobas, ma la loro scelta di isolarsi. La scuola pubblica ha bisogno di forza, non di testimonianza. Perché mentre loro rivendicano coerenza, il Governo incassa la divisione e continua indisturbato la politica dei bassi salari.”


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