RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Gentile direttore, scrivo questa lettera dopo aver partecipato a una riunione plenaria dell’Intergruppo parlamentare sui diritti fondamentali della persona, dove ho avuto la possibilità di intervenire e di ascoltare decine di contributi sul tema del diritto all’istruzione, della scuola, dell’università, della ricerca e della cultura. Il mio pezzo di verità è semplice: la scuola italiana merita rispetto. Non chiedo gesti simbolici, chiedo responsabilità reali. Ogni anno i nostri istituti affrontano emergenze strutturali, carenze di personale, laboratori obsoleti e una frammentazione delle politiche che genera incertezza e scoramento. Queste non sono sciocchezze amministrative: sono condizioni che incidono sulla vita quotidiana di milioni di persone, sul percorso formativo delle nuove generazioni e sulla qualità della democrazia. Ho ascoltato interventi che andavano dal tema dell’investimento pubblico nelle scuole all’inclusione di alunni con disabilità, dall’esigenza di limiti alle classi pollaio alla necessità di una didattica che sappia essere individualizzata Si è discusso di educazione sessuoaffettiva, di formazione per il sostegno, di edilizia scolastica, di supporto psicologico e di modelli di reclutamento che mettano fine al precariato. Questi contributi non sono voci isolate: sono segnali di una comunità che chiede di essere ascoltata. Se la politica veramente intende essere al servizio del futuro, deve operare scelte concrete: stabilità dei finanziamenti, chiarezza nei percorsi abilitanti, investimenti in edilizia e sostegno psicologico, e riconoscimento economico e professionale per chi insegna. Ogni misura che promuove la scuola è un investimento sulla coesione sociale e sull’innovazione del Paese. Ringrazio chi ha reso possibile questo confronto e tutte le persone intervenute che hanno portato competenza, impegno e coraggio. Continuerò a battermi perché la scuola torni al centro delle priorità, non come tema di campagna elettorale ma come progetto concreto e condiviso.
Con stima, Mario Borrata Attivista e docente
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