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Posizioni economiche ATA: dal 18 ottobre arretrati per oltre due anni. Ma sugli incarichi specifici è caos interpretativo

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Posizioni economiche personale ATA ottobre 2026: in arrivo arretrati dal settembre 2024. UIL Scuola chiede chiarimenti su incarichi specifici sospesi dalle scuole


A ottobre 2026 il personale ATA vincitore delle selezioni per le posizioni economiche riceverà il primo pagamento comprensivo di arretrati dal 1° settembre 2024. Si tratta di oltre due annualità di somme pregresse che si aggiungeranno all’applicazione stabile della posizione economica in busta paga. Ma la decorrenza retroattiva sta generando confusione nelle scuole: alcune sospendono gli incarichi specifici, altre chiedono la restituzione di somme già percepite. La UIL Scuola chiede un intervento urgente del Ministero.


Un’attesa lunga due anni sta per concludersi

Per migliaia di collaboratori, assistenti e amministrativi scolastici si avvicina un momento atteso da tempo: il riconoscimento economico del percorso professionale compiuto. A partire dal mese di ottobre 2026, infatti, i vincitori delle selezioni per l’attribuzione delle nuove posizioni economiche del personale ATA riceveranno il primo pagamento, comprensivo degli arretrati maturati dal 1° settembre 2024. Un passaggio che rappresenta non solo un beneficio economico immediato, ma anche il riconoscimento stabile di una maggiore professionalità acquisita.

L’attesa è stata lunga. La procedura è partita con il Decreto Ministeriale 140 del 12 luglio 2024, che ha disciplinato le modalità di attribuzione delle nuove posizioni economiche e stanziato oltre 64,5 milioni di euro lordo Stato per finanziare complessivamente 46.297 nuove posizioni. La maggior parte, 28.539, riguarda i Collaboratori scolastici, mentre per l’Area degli Assistenti sono previste 12.549 prime posizioni economiche, oltre alle seconde posizioni contemplate dal decreto.

Quanto vale effettivamente la posizione economica

Gli importi variano a seconda dell’Area di appartenenza. Per i Collaboratori scolastici la posizione economica vale 700 euro lordi annui, mentre per gli Operatori l’importo sale a 800 euro. Per gli Assistenti amministrativi e tecnici la prima posizione economica ammonta a 1.300 euro annui (in aumento rispetto ai precedenti 1.200 euro), mentre la seconda raggiunge i 2.000 euro annui.

Cifre che, considerate singolarmente su base mensile, potrebbero sembrare contenute. Ma la particolarità del pagamento di ottobre sta proprio nella componente arretrata: con una decorrenza dal 1° settembre 2024 e un’applicazione effettiva nell’autunno 2026, il periodo da recuperare supera abbondantemente i due anni. Questo significa che il primo accredito sarà sensibilmente più elevato rispetto alla normale quota mensile che successivamente entrerà a regime nello stipendio.

L’importo effettivo dipenderà naturalmente dalla situazione individuale di ciascun lavoratore, dai periodi di servizio effettivamente prestati e dall’applicazione delle ritenute fiscali e previdenziali. Non si tratta quindi di una somma fissa uguale per tutti, ma di un recupero personalizzato che tiene conto del trattamento economico complessivo di ogni dipendente.

Un beneficio permanente, non un bonus occasionale

È fondamentale chiarire la natura di questo riconoscimento economico. La posizione economica non è un premio una tantum né un compenso accessorio legato a specifiche attività aggiuntive, come accade invece per il Fondo d’Istituto o il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa.

Si tratta invece di una componente stabile della retribuzione, che continuerà a essere riconosciuta ai beneficiari anche dopo il pagamento degli arretrati.

Il personale ATAche ha superato le selezioni e rientra nel contingente dei vincitori vedrà quindi modificarsi in modo permanente il proprio trattamento economico, con un incremento che accompagnerà l’intera carriera successiva.

L’effetto sarà quindi duplice: da un lato il consistente recupero delle somme maturate dal settembre 2024, dall’altro l’inserimento definitivo della posizione economica nel trattamento stipendiale ordinario per tutti i periodi successivi.

Il nodo degli incarichi specifici: interpretazioni divergenti nelle scuole

Ma proprio la decorrenza retroattiva dal 1° settembre 2024 sta generando un problema interpretativo che rischia di creare disuguaglianze e contenziosi. Come denunciato dalla UIL Scuola in una lettera formale indirizzata al Ministero dell’Istruzione e del Merito e firmata dal Segretario nazionale Paolo Pizzo, in molte scuole si stanno verificando situazioni paradossali nella gestione degli incarichi specifici del personale ATA che ha ottenuto le posizioni economiche.

Alcune istituzioni scolastiche hanno infatti sospeso il pagamento degli incarichi specifici già svolti dal personale beneficiario, ritenendo che la decorrenza retroattiva della posizione economica renda incompatibile il riconoscimento di entrambe le voci retributive. In altri casi, ancora più problematici, le scuole ipotizzano addirittura di procedere al recupero delle somme già corrisposte negli anni precedenti per gli incarichi specifici, come se la posizione economica dovesse “sostituire” retroattivamente anche compensi già legittimamente percepiti.

“La UIL Scuola ha già posto la questione all’Amministrazione nel corso della riunione di giovedì 6 agosto 2026“, si legge nella nota del sindacato. “Tuttavia, il continuo aumento delle segnalazioni ci impone di formalizzare per iscritto la richiesta di un chiarimento urgente.“

La richiesta di intervento al Ministero

La posizione della UIL Scuola è netta: la decorrenza retroattiva della posizione economica non può comportare né il mancato pagamento degli incarichi specifici già regolarmente svolti, né tantomeno la restituzione dei compensi già percepiti in passato per tali attività.

Si tratta infatti di istituti contrattuali diversi, che hanno natura e finalità differenti. Gli incarichi specifici retribuiscono lo svolgimento di particolari mansioni o responsabilità aggiuntive assegnate al personale ATA, mentre la posizione economica rappresenta un riconoscimento della maturazione professionale complessiva del lavoratore.

Il rischio concreto, in assenza di un chiarimento ufficiale da parte del Ministero, è quello di una applicazione disomogenea sul territorio nazionale, con personale trattato diversamente a seconda delle interpretazioni adottate dalle singole scuole. Una situazione che genererebbe inevitabilmente incertezza, contenziosi e potenziali discriminazioni.

Il sindacato chiede quindi un intervento rapido e chiaro da parte dell’Amministrazione centrale, affinché vengano fornite istruzioni univoche a tutte le istituzioni scolastiche sulla corretta gestione del rapporto tra posizioni economiche e incarichi specifici, garantendo uniformità di trattamento e certezza del diritto per tutto il personale ATA coinvolto.

Ottobre: un mese cruciale tra aspettative e incertezze

Ottobre 2026 si profila quindi come un mese cruciale per il personale ATA. Da un lato l’attesa per un riconoscimento economico importante e meritato, frutto di un percorso selettivo e di una crescita professionale certificata. Dall’altro la preoccupazione per le incertezze interpretative che potrebbero vanificare diritti acquisiti o generare contenziosi.

Per i 46.297 beneficiari delle nuove posizioni economiche, la speranza è che l’Amministrazione faccia chiarezza rapidamente, garantendo che il riconoscimento della professionalità non si trasformi paradossalmente in una penalizzazione per chi ha svolto con dedizione anche incarichi specifici.


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